La Toscana riscrive le regole del turismo
Governare il turismo moderno è una sfida complessa, simile al tentativo di arginare un fenomeno "liquido": rapido, mutevole e spesso travolgente per l'equilibrio dei territori. La Toscana, prima regione in Italia a dotarsi di una normativa organica, ha deciso di giocare d'anticipo, affinando ulteriormente il proprio Testo Unico con correttivi che puntano a un equilibrio difficilissimo.
Ma come si concilia il legittimo diritto alla proprietà privata con la necessità vitale di tutelare l’identità delle comunità locali? È possibile regolamentare un settore strategico senza soffocarlo con la burocrazia? Il recente pacchetto di modifiche approvato dal Consiglio Regionale trasforma la regione in un vero e proprio laboratorio normativo nazionale, sollevando interrogativi profondi sulla funzione sociale della rendita immobiliare.
Una delle novità più attese riguarda la capacità ricettiva di Bed & Breakfast e affittacamere situati all'interno dello stesso edificio. La nuova norma cancella l'obbligo di dimezzare i posti letto per le strutture già esistenti alla data del 9 gennaio 2025.
Si tratta di una mossa pragmatica volta a salvaguardare i "diritti acquisiti" di chi ha investito prima della stretta normativa. L'aspetto cruciale è l'estensione di questa salvaguardia: l'eliminazione dei vincoli di dimezzamento si applica esplicitamente anche alle residenze d’epoca esistenti alla medesima data. È il superamento di un approccio considerato da molti eccessivamente ideologico, a favore di una tutela reale per le attività a conduzione familiare.
L'assessore regionale al turismo, Leonardo Marras, ha così commentato l'apertura: “Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni dei Comuni e degli operatori e costruito una soluzione che conferma gli obiettivi strategici della riforma, ma rende più graduale e sostenibile il percorso di adeguamento, recependo le istanze di operatori e territori.”
Per chi gestisce strutture ricettive in immobili a destinazione civile abitazione, si apre un’opportunità di regolarizzazione straordinaria in deroga agli strumenti urbanistici comunali. Attenzione però alle date, perché la "finestra" non è identica per tutti:
- Per le strutture esistenti al 9 gennaio 2025: Il termine per procedere al mutamento della destinazione d'uso verso il turistico-ricettivo è fissato al 30 giugno 2027.
- Per le strutture nate tra il gennaio 2025 e il 30 giugno 2026: Il termine è differito al 31 dicembre 2027 per garantire una transizione ordinata.
Questa possibilità di deroga urbanistica riguarda anche gli alloggi e i locali destinati ai servizi di ricevimento dell’albergo diffuso. È un treno che non passerà due volte: per le nuove attività che apriranno dopo queste scadenze, l'obbligo di destinazione turistica sarà vincolante sin dall'inizio, senza deroghe.
La riforma non tocca solo le mura, ma riscrive le regole per chi accompagna i turisti. Non è stata una scelta opzionale: la sentenza n. 196 del 2025 della Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittime le precedenti norme regionali su guide ambientali e accompagnatori turistici, obbligando la Toscana a un totale riallineamento.
In questo clima di reset normativo, nasce ufficialmente la figura dell’accompagnatore di media montagna. È un segnale politico forte: la Regione vuole professionalizzare e proteggere legalmente chi opera nel turismo lento e naturalistico, sottraendolo al limbo normativo creato dalle precedenti bocciature della Consulta. Un passo fondamentale per rendere il settore più solido e meno vulnerabile a ricorsi legali.
Il dibattito sulle locazioni brevi è stato il più acceso. La riforma amplia la platea dei Comuni che possono applicare limiti e criteri specifici, estendendo questi strumenti a tutte le realtà ad "elevata pressione turistica".
Sul piano tecnico, la semplificazione passa dagli Sportelli Unici per le Attività Produttive, che centralizzeranno le comunicazioni. Non è solo burocrazia: questo shift permette la cessazione accertata d'ufficio dell'attività, uno strumento di governance potente per ripulire le banche dati dai "listing fantasma".
Politicamente, la tensione è stata altissima. Marco Stella (FI) ha definito l'assessore Marras una "vittima politica", sostenendo che la stesura iniziale della legge sia stata stravolta dalle pressioni del Consiglio delle Autonomie Locali. Se Jacopo Cellai (FdI) bolla la norma come "dirigismo sovietico", Lorenzo Falchi (Avs) ne difende la funzione sociale contro la rendita parassitaria.
A sancire la legittimità del percorso è Emiliano Fossi (PD): “La Corte Costituzionale ha sancito la piena legittimità del nostro impianto normativo. Queste sentenze ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta: governare con strumenti seri a tutela di territori e comunità.”
In un Consiglio diviso su tutto, l'accessibilità è stata l'unico terreno comune, approvato all'unanimità. Su impulso di Forza Italia e con il sostegno della presidente Brenda Barnini (PD), la Toscana impegna ufficialmente la propria agenzia di promozione a rafforzare i percorsi per persone con disabilità, anziani e famiglie con passeggini.
L'obiettivo dichiarato da Marco Stella è monitorare la qualità delle infrastrutture per trasformare l'inclusività in un vantaggio competitivo. Non si tratta più di una "concessione", ma di una strategia industriale: mappare e promuovere una Toscana accessibile a 360 gradi, eliminando le barriere che limitano l'esperienza turistica.
Questa riforma, definita da Brenda Barnini come uno "spartiacque politico", non vuole essere una clava contro il settore, ma un freno alla deriva delle città verso il modello "Disneyland" evocato da Diego Petrucci (FdI): parchi a tema svuotati di residenti e anima.
La Toscana sta tracciando una rotta che il resto d'Italia osserva con estremo interesse. Il successo di questo modello dipenderà dalla capacità di far convivere la libera iniziativa economica con la tutela della vivibilità urbana. Resta aperta la domanda fondamentale: queste nuove scadenze e vincoli urbanistici riusciranno a preservare la funzione sociale delle città senza soffocare l'economia dell'accoglienza? Il monitoraggio previsto entro dicembre 2026 sarà il banco di prova definitivo.