La 'formazione in cammino' come nuova aula

Redazione Nove da Firenze

Rallentare non è un semplice atto di resistenza alla frenesia contemporanea, ma una strategia di indagine. Per comprendere la complessità di un territorio, occorre abbandonare la velocità dei flussi digitali e riappropriarsi della dimensione tattile e sensoriale del suolo. È questa la filosofia che ha guidato la nona edizione di "Take me to the river", la Summer School itinerante del Laboratorio del Cammino che ha trasformato il torrente Pesa in un laboratorio vivente. 40 studenti, provenienti da università italiane e internazionali (fino alla Turchia), hanno risalito e disceso il corso d'acqua per dieci giorni: dalle sorgenti di Radda in Chianti fino alla confluenza nell'Arno a Montelupo Fiorentino. Un’esperienza dove il fruscio della vegetazione e il suono dell'acqua che scompare tra i ciottoli sono diventati materia di studio per la rigenerazione del paesaggio.

Il camminare viene qui elevato a metodo analitico rigoroso. Esiste una verità del territorio che si rivela solo a 4 km/h, una velocità che permette di cogliere l'ordito e la trama del paesaggio: una variazione microclimatica, lo stato di un muretto a secco o la continuità di una siepe campestre. Questa "formazione in cammino" sfida la pianificazione tradizionale condotta "dall’alto", spesso limitata alla freddezza dei dati satellitari, per restituire al progettista una sensibilità fenomenologica.

“La Toscana sta investendo con decisione sulla rigenerazione dei paesaggi fluviali, riconoscendo nei fiumi infrastrutture ambientali fondamentali per l’adattamento climatico, la biodiversità e la qualità della vita delle comunità. Formazione in cammino significa dotare i progettisti di domani degli strumenti necessari per comprendere la complessità dei paesaggi contemporanei e assumere nuove responsabilità tecniche.” dicahira Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana.

Attraverso i territori di Radda, Castellina e Montelupo, il corso della Pesa è stato analizzato come una "infrastruttura ecologica strategica". Non un semplice confine amministrativo o un elemento di scolo, ma un connettore vitale che lega aree naturali, distretti produttivi e territori agricoli storici. Questa visione si inserisce nel solco del "Progetto di Paesaggio delle Valli di Pesa e Virginio" promosso dalla Regione, che mira a trattare il sistema fluviale come l’asse portante per la resilienza territoriale, capace di mitigare gli effetti della crisi climatica attraverso una progettualità integrata.

L'indagine ha fatto emergere una tensione profonda tra l'immaginario estetico globale del Chianti e la realtà locale. Nel progetto "I paradossi del paesaggio di lusso", gli studenti hanno evidenziato come la perfezione visiva delle grandi tenute — si pensi alle iconiche Cantine Antinori — possa talvolta agire da "maschera ecologica", nascondendo fragilità come la scarsità idrica (tema centrale del gruppo "Chasing Water"). Per percepire il cambiamento climatico oltre l'evento catastrofico manifesto, è necessario andare "Fuori fuoco": una metodologia di ricerca che sposta lo sguardo oltre la cartolina per scorgere i segni della trasformazione in atto sotto la superficie del "bello" consolidato.

La forza di questa Summer School risiede nella sua capacità di innestarsi in una rete istituzionale solida. Gli studenti si sono confrontati con i sindaci della valle e con i firmatari del Contratto di Fiume della Pesa, un ecosistema che unisce il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Legambiente Chianti, WWF, Vivascienza e la Proloco delle Colline Scandiccesi. È la dimostrazione che la pianificazione moderna deve nascere dall'ascolto corale delle comunità.

«Vedere arrivare a Montelupo 40 studenti racconta quanto sia importante tornare a guardare questo territorio nel suo insieme. Il lavoro del Contratto di Fiume sta creando una rete ampia che include il sostegno regionale al Progetto di Paesaggio e all’Accordo per la gestione sostenibile della risorsa idrica. La presenza dell’università dimostra quanto sia utile mettere insieme competenze diverse per immaginare il futuro» afferma Simone Londi, Sindaco di Montelupo Fiorentino.

Dall'esperienza sensoriale si è passati alla sintesi progettuale attraverso mapping, sketching, storytelling e la realizzazione di plastici. Questi non sono semplici esercizi accademici, ma strumenti tecnici fondamentali: un plastico o uno schizzo catturano la qualità percepita di uno spazio — il suo genius loci — che un satellite non potrà mai restituire. I lavori presentati al Dipartimento di Architettura di Firenze, firmati da gruppi come "InSedimenti" o "Fiumane", hanno trasformato il cammino in dati progettuali, proponendo scenari di rinaturalizzazione che partono dall'identità collettiva del torrente per approdare a soluzioni di design resiliente.

"Take me to the river" non è stata solo una parentesi didattica, ma un tassello per una nuova cultura del territorio in Toscana. Integrare la ricerca accademica con la pratica del corpo in movimento permette di superare la distanza tra carta e realtà. Il futuro dei nostri paesaggi fluviali dipenderà dalla nostra capacità di vederli non come elementi di contorno, ma come il cuore pulsante e fragile del nostro metabolismo territoriale.

Quando è stata l'ultima volta che avete ascoltato il respiro di un fiume vicino a casa? In che modo, come cittadini e osservatori, possiamo tornare a "incarnare la voce" dei nostri paesaggi quotidiani per diventarne i custodi consapevoli?