Firenze sostiene la Legge Bove
È stata approvata ieri all’unanimità in Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali la risoluzione presentata dai consiglieri Edoardo Amato, Marco Burgassi e Nicola Armentano a sostegno della cosiddetta Legge Bove, per rafforzare la formazione al primo soccorso e la diffusione della cultura della cardioprotezione.
Con il voto unanime, la risoluzione è diventata atto della Commissione, a testimonianza di una sensibilità sul tema condivisa da tutti i consiglieri e già dimostrata nel corso del mandato, in particolare dal vicepresidente Alberto Locchi, che ha più volte promosso iniziative e atti sul fronte della cardioprotezione.
"Un voto unanime che dà un segnale importante. Quanto accaduto a Edoardo Bove al Franchi ha mostrato quanto la tempestività dei soccorsi possa essere decisiva. Chiediamo che siano individuate le risorse necessarie per portare avanti la legge e rendere sempre più diffusa la formazione, a partire dalle scuole", dichiarano i consiglieri Pd Amato, Burgassi e Armentano.
Ed è proprio da quell’episodio, l’arresto cardiaco del calciatore il 1 dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter e il salvataggio reso possibile dall’intervento immediato in campo, che prende il nome la Legge Bove, il disegno di legge presentato in Senato a novembre 2025 dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda insieme allo stesso Bove, con l’obiettivo di creare una comunità di soccorritori.
Firenze in questi anni ha fatto molto sul fronte della cardioprotezione, con iniziative di formazione Blsd che hanno coinvolto studenti, personale scolastico, dipendenti, realtà sportive e cittadini, un percorso che si affianca al lavoro portato avanti dalla Regione Toscana sulla prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile. Un impegno che, secondo i promotori, deve però essere ancora rafforzato, perché in Italia ogni anno 65 mila persone muoiono per arresto cardiaco improvviso e in tre casi su quattro basterebbe un intervento immediato di chi è accanto per salvarle.
La Legge Bove interviene proprio su questo punto e prevede tre misure chiave. La prima è l’introduzione del primo soccorso obbligatorio nelle scuole, dall’infanzia alle superiori, per imparare a riconoscere un’emergenza, chiamare il 112, eseguire la rianimazione cardiopolmonare, usare il defibrillatore automatico e le manovre di disostruzione, con formazione obbligatoria anche per i docenti di scienze motorie. La seconda è l’estensione della formazione obbligatoria ad alcune categorie professionali particolarmente esposte, come bagnini, istruttori sportivi e operatori delle strutture ricettive, e l’inserimento del corso di primo soccorso tra i requisiti per l’idoneità alla patente. La terza è la riduzione dell’Iva sui defibrillatori dal 22 al 5 per cento per incentivarne l’acquisto e aumentarne la presenza nei luoghi pubblici, insieme a un fondo da 15 milioni per finanziare i corsi.