'Firenze non aspettò di essere liberata: concorse a liberarsi'
Questa mattina Sinistra Progetto Comune ha partecipato alle cerimonie per l’82° anniversario del 4 agosto 1944, in via Lupo, via dei Bastioni e a Porta Romana. Erano presenti l’assessora Benedetta Albanese, il presidente del Quartiere 1 Jacopo Ruffilli e il personale del Comune.
“Ringraziamo tutte le persone che erano lì - dichiarano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune, e Francesca Lupo, del gruppo al Quartiere 1 - È importante esserci, ogni anno”.
Le lapidi di via Lupo e via dei Bastioni ricordano Hugh Snell, delle Guardie Scozzesi caduto per la Liberazione di Firenze, e le vittime dell’“insidia nazifascista”.
A Porta Romana invece il ricordo è più recente: è nato dalla richiesta dei cittadini dell’Oltrarno e delle famiglie dei partigiani della brigata Sinigaglia. Proprio da quella porta, il 4 agosto 1944, la 22ª brigata d’assalto “Vittorio Sinigaglia” entrò in città prima degli Alleati, portando a Villa Cora il comando della divisione garibaldina “Arno” di Aligi Barducci, detto “Potente”, che sarebbe caduto pochi giorni dopo.
“È una storia nota agli studi e va restituita con forza alla città - proseguono - L’insurrezione chiamata dal Comitato toscano di liberazione nazionale l’11 agosto, con la Martinella, precedette di due giorni il passaggio dell’Arno da parte degli Alleati. La battaglia di Firenze si chiuse il 1° settembre e costò alle formazioni partigiane oltre duecento caduti”.Per questo Sinistra Progetto Comune chiede alla Sindaca e alla Giunta di collocare al più presto la targa ancora mancante a Porta Romana, evidenziando in modo chiaro che i partigiani entrarono per primi in città.
“Non vogliamo sminuire il ruolo degli eserciti alleati che hanno combattuto il nazifascismo, che ricordiamo anche con Hugh Snell - spiegano - Ma la memoria partigiana deve tornare al centro dell’attenzione politica. Non può essere un rito che si fa una volta l’anno. È una pratica quotidiana, fatta di parole scritte nella pietra e di scelte coerenti, dentro e fuori Palazzo Vecchio”.
“La giornata del 4 agosto deve restare legata alle famiglie di chi ricordiamo e alla vita dell’Oltrarno - concludono Palagi, Bundu e Lupo - Firenze non aspettò di essere liberata: concorse a liberarsi. La targa dovrà dirlo con chiarezza”.