Guida al meglio della 34ª BIAF
La Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze riapre i battenti nella sontuosa cornice barocca di Palazzo Corsini, confermandosi sino al 4 ottobre 2026 l'epicentro del grande collezionismo internazionale e della storiografia artistica. Giunta alla sua 34ª edizione, la manifestazione riunisce circa ottanta selezionatissimi antiquari chiamati a esporre opere di nitida caratura museale. Più che una prestigiosa mostra-mercato, la BIAF rappresenta un laboratorio critico in cui il dialogo tra antico e contemporaneo si rinnova, sostenuto da un rigoroso comitato scientifico e da un denso palinsesto di dibattiti all'interno del Salone del Trono.
Tra le novità istituzionali e i capolavori insigniti dei Premi BIAF 2026, ecco gli attraversamenti emblematici di un'edizione che celebra la continuità della bellezza, l'alto artigianato e la ricerca scientifica.
La solenne cerimonia di apertura nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ha dato il via alla manifestazione con la consegna del Premio Lorenzo d’Oro a Julian Schnabel, figura di culto dell'arte visiva e del cinema contemporaneo. Consegnato dalla Sindaca Sara Funaro e dal maestro argentiere Gianfranco Pampaloni, il riconoscimento — nato per valorizzare la cultura globale e rievocare il mecenatismo fiorentino — è stato riconsiderato su impulso del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli attraverso un concorso riservato all'eccellenza dell'oreficeria cittadina.
L'opera commissionata al maestro Pampaloni e realizzata in metallo argentato reinterpreta l'iconico motivo dei tre anelli intrecciati associati a Lorenzo il Magnifico. Questa celebre iconografia, resa immortale da Sandro Botticelli nella tela Pallade e il Centauro, nacque originariamente come allegoria della diplomazia medicea. Oggi, la stessa struttura si converte in uno strumento di diplomazia culturale contemporanea.
I tre elementi inseparabili dell'opera si offrono come "metafora di armonia, continuità e forza condivisa", suggellando un ponte ideale tra il patrimonio artigiano delle botteghe storiche fiorentine e le stelle del panorama culturale internazionale.
Il Premio BIAF 2026 per la Pittura è stato assegnato alla Galleria Alice Fine Art di Rimini per il Paesaggio fluviale con barcaioli di Annibale Carracci (Bologna 1560 – Roma 1609). Si tratta di un olio su tela di 66 x 86 cm, eseguito verso la fine degli anni ottanta del Cinquecento, un momento chiave nella maturazione dell'artista bolognese.
L'opera, che sta giustamente attirando la viva attenzione dei direttori dei principali musei e dei collezionisti internazionali, descrive uno scorcio d d d d'acqua e vegetazione di straordinaria densità lirica. Le figure umane sono immerse nell'ecosistema naturale, intessendo un rapporto immediato e privo di retorica con l'osservatore. Storicamente, la tela vanta una fortuna critica di primo piano: fu il grande storiografo Hermann Voss a formularne la prima, imprescindibile attribuzione nel 1919, quando il dipinto figurava nella celebre collezione Platky di Lipsia.
L'opera si attesta come un tassello imprescindibile per comprendere la nascita della pittura di paesaggio europea, anticipando con sensibilità moderna l'indagine emotiva sulla natura che avrebbe dominato il Seicento.
Per la sezione Scultura, la giuria ha premiato la Baccante stanca di Giovanni Dupré (Siena 1817 – Fiesole 1882), presentata dalla Galleria Gomiero di Montegrotto Terme. Scolpita nella metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento su commissione diretta del Re del Portogallo, l'opera in marmo di Carrara adagia la propria figura sinuosa su una base d'impatto cromatico in marmo Giallo di Siena (66,5 x 109 x 87,5 cm).
L'opera segna il punto di arrivo della fase "neo-greca" del maestro senese, periodo in cui lo studio del rilievo e della statuaria antica diviene la chiave di volta per raggiungere un'assoluta purezza ideale. Il contrasto materico tra la candida epidermide del marmo carrarese e la densità dorata del supporto senese iscrive la scultura nel solco del più colto ed esigente estetismo europeo dell'Ottocento.
In una celebre lettera inviata al pittore Antonio Ciseri, Dupré descriveva l'essenza della propria ricerca formale ispirata alla statuaria classica sintetizzandola nella felice espressione di "lusso pagano".
Nella categoria Arti Decorative e Design, il riconoscimento è andato al Camino monumentale in marmo bianco con pannelli in micromosaico (185 x 145 cm), eseguito all'inizio del XIX secolo dal mosaicista e scultore romano Giacomo Raffaelli (Roma 1753 – 1836) e portato in mostra dalla Galleria Verdini di Roma.
Raffaelli, tra le personalità più contese dalle corti europee a cavallo tra Sette e Ottocento, dimostra in questo manufatto un virtuosismo tecnico spinto ai limiti del possibile. Gli inserti ad alveolo in micromosaico si incastonano con meticolosa esattezza nella struttura architettonica in marmo bianco intagliato, dando vita a una perfetta sintesi tra scultura, decorazione d'interni e rigore geometrico neoclassico.
L'opera testimonia come le arti applicate del periodo napoleonico abbiano saputo elevare il dettaglio minuzioso a solenne architettura domestica.
La 34ª edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze riafferma il ruolo fondamentale della conservazione e della ricerca storico-artistica. Attraversare le sale di Palazzo Corsini significa fare esperienza di una continuità culturale in cui la perizia della mano, l'intelligenza della materia e la riscoperta archivistica continuano a generare nuovo valore.
Informazioni utili per la visita:
- Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:30 (la biglietteria chiude alle ore 19:00).
- Biglietti: È possibile acquistare i tagliandi d'ingresso direttamente online tramite la piattaforma TicketOne.