Firenze a passo d'uomo già per il traffico d'agosto?

Redazione Nove da Firenze

Agosto a Firenze è, per definizione, la stagione della tregua. È quel breve intermezzo in cui i viali di circonvallazione smettono di ruggire e la città sembra riappropriarsi di una dimensione umana, fatta di parcheggi deserti e silenzi. Eppure, quest'anno, nonostante la città sia ancora ben lontana dal pieno regime, la nuova viabilità sta già mostrando crepe. Se il sistema va in sofferenza oggi, con le serrande abbassate e la popolazione dimezzata, cosa accadrà quando la direttrice del traffico cittadino tornerà a sostenere il carico veicolare di settembre?s

Il primo segnale di allarme giunge dalla zona di Piazza Alberti. Il cambio di direzione in Via De Sanctis ha innescato un travaso di flussi che sta mettendo a dura prova la tenuta di Via Campofiore. Quella che un tempo era una via di scorrimento verso Campo di Marte si è trasformata nell'imbuto principale della zona, raccogliendo quasi integralmente il traffico che prima si distribuiva in modo più capillare.

Alberto Locchi, capogruppo di Forza Italia, ha evidenziato come le file continue si manifestino già a metà agosto, un periodo tecnicamente privo delle spinte centripete verso scuole e uffici. L'analisi è asciutta: se la saturazione avviene a carico ridotto, l'inerzia amministrativa rischia di trasformarsi in dolo logistico: “L'assessorato alla Mobilità non aspetti settembre e la riapertura delle scuole per studiare e attuare accorgimenti efficaci”

L'attuale configurazione viaria sembra ignorare la realtà quotidiana di chi abita i quartieri di Ponte Nencioni e Varlungo. Il "combinato disposto" tra Via Zanardelli e Via Quintino Sella ha generato quella che potremmo definire un'inefficienza circuitale: l’orientamento di Via Zanardelli verso il Lungarno costringe i residenti a percorsi tortuosi e illogici.

Per rientrare verso casa o dirigersi verso i servizi di quartiere, gli automobilisti sono oggi obbligati a confluire su Via Campofiore, allungando inutilmente il tragitto solo per poter poi svoltare in Via Quintino Sella e rientrare in Via Zanardelli. È la genesi di una congestione artificiale: chilometri aggiuntivi imposti da un disegno urbanistico che, nel tentativo di snellire i flussi principali, finisce per ingolfare i nodi locali con flussi parassiti che appesantiscono ulteriormente la direttrice verso il Lungarno Colombo.

Spostando l'analisi verso l'area di Via Scialoja, l'introduzione del nuovo impianto semaforico all'angolo con Via Bovio appare come un test fallito in fase embrionale. Luca Santarelli, coordinatore del Gruppo Misto-Noi Moderati, ha riportato esiti drammatici dalle sue rilevazioni sul campo: code che si estendono da via dei Della Robbia fin quasi all'angolo con via Nardi, un fenomeno raramente osservato persino nei mesi di punta, figuriamoci in un Ferragosto orfano di uffici e servizi.

Oltre al dato tecnico, Santarelli solleva una questione sociale profonda: la scelta di complicare la fluidità in zone residenziali contribuisce all'alienazione di una città "sempre più orfana di famiglie e giovani", costretti a subire una pianificazione che sembra ignorare le esigenze minime di vivibilità: “A chi torna a Firenze dalle ferie nei prossimi giorni consigliamo dotarsi di olistica pazienza... un dramma... con uffici chiusi (quasi tutti).”

La difesa dell'Amministrazione, affidata all'Assessore Giorgio, poggia su una premessa fragile: l'idea che i bilanci agostani siano "tendenziosi" a causa dei bassi volumi di traffico. Tuttavia, la logica della mobilità suggerisce l'esatto contrario: se l'algoritmo di sincronizzazione semaforica fallisce nel gestire il minimo carico estivo, il collasso imminente con la riapertura delle scuole diventa una certezza statistica più che un timore politico. Per evitare la paralisi totale, sono necessari interventi immediati su tre fronti tecnici:

Quelli che Palazzo Vecchio potrebbe liquidare come semplici lamenti estivi sono in realtà il classico "canarino nella miniera". I segnali di agosto sono un monito severo: la viabilità di Firenze non può permettersi il lusso di test fallimentari proprio quando il sistema è a riposo.