Empoli: attivazione della terapia subintensiva critica
Empoli – Dalla cura dei pazienti più complessi alla formazione dei professionisti: all’ospedale San Giuseppe di Empoli la giornata di oggi ha messo al centro due investimenti che guardano al futuro dell’assistenza sanitaria. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha visitato oggi la nuova terapia subintensiva critica, struttura destinata a rafforzare la risposta ai pazienti che necessitano di monitoraggio continuo e assistenza avanzata, e che fa parte dell’unità operativa di Anestesia e rianimazione. A seguire ha inaugurato la nuova sala multimediale “Rita Levi-Montalcini” della Ginecologia e Ostetricia.
Ad accompagnare il presidente nel corso della visita sono stati il direttore generale dell’Ausl Toscana centro Valerio Mari, la direttrice del presidio ospedaliero Francesca Bellini, il direttore dell’Anestesia e rianimazione Rosario Spina, il direttore della Ginecologia e Ostetricia Massimo Gabbanini e i professionisti coinvolti. Due interventi diversi tra loro ma accomunati dallo stesso obiettivo: rafforzare la capacità dell’ospedale di Empoli di investire contemporaneamente nelle competenze dei professionisti e nella qualità dell’assistenza ai cittadini.
Con loro anche il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi e la consigliera regionale Brenda Barnini.
La prima tappa si è svolta al primo piano del blocco A1 dell’ospedale dove è stata presentata e attivata la nuova terapia subintensiva critica, struttura che dispone di 8 posti letto e che fa parte di un’area complessiva da 16 posti letto. Gli altri 8 posti letto saranno attivati in un secondo momento, e saranno gestiti dalla Medicina interna 1, diretta dal professor Roberto Tarquini, per l’attività di alta intensità e subintensiva.
«È oggettivo che quando ti vengono meno 200 milioni per gestire una Regione perché qualcuno decide di eliminare il bollo auto, facendosi bello con le risorse di altri, qualche squilibrio si crea – premette il presidente della Toscana Eugenio Giani –. In Toscana continueremo comunque ad investire, come fatto l’anno scorso aggiungendo 310 milioni di euro alle risorse del Fondo sanitario nazionale per finanziare ulteriori prestazioni.
«Certo – prosegue – dovremo fare un’analisi sulle priorità. Il potenziamento della terapia subintensiva dell’ospedale di Empoli, un ospedale di primo ordine, e la realizzazione della sala multimediale di ginecologia per la formazione dei medici, sono sicuramente un investimento necessario e di cui sono orgoglioso.
«Anche i lavori al padiglione H, destinato ad ospitare servizi sociosanitario – aggiunge - stanno proseguendo. Stiamo lavorando tutti per l’attuazione concreta dell'articolo 32 della Costituzione, che definisce la salute quale bene fondamentale per il cittadino e l’interesse generale della collettività. E qui tutto ciò è sapientemente attuato», conclude.
Il nuovo setting assistenziale è stato progettato per accogliere pazienti che necessitano di un livello di assistenza intermedio tra la terapia intensiva e la degenza ordinaria, favorendo percorsi più appropriati tra pronto soccorso, blocco operatorio, reparti di degenza e rianimazione. Da lunedì previsti gli ingressi dei primi pazienti.
«L’apertura della terapia subintensiva critica rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita dell’ospedale San Giuseppe – ha affermato Valerio Mari –. Dietro questo risultato c’è un lavoro che ha coinvolto progettazione, investimenti, tecnologie e soprattutto persone. La disponibilità di professionisti formati e dedicati consente oggi di mettere a disposizione del territorio una struttura che rafforza la capacità di risposta dell’intera rete aziendale».
«Siamo più che soddisfatti di vedere che il nostro ospedale innova e si amplia sia sui temi della formazione sia sull'assistenza ai degenti – ha detto il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi –. L'avvio di questi due nuovi spazi porta avanti quel programma di incremento dei servizi voluto fortemente dalla Asl Toscana centro su cui il San Giuseppe si deve far trovare pronto, perché ha un bacino d'utenza tra l'Empolese, il Valdarno e la Valdelsa che è pari a quello di un capoluogo di provincia. Ringraziamo anche le aziende del territorio che si sono spese per la realizzazione e l'allestimento della saletta multimediale nel nome di due giovani, Greta e Mattia, che ci hanno lasciato troppo presto. Il nostro ospedale rimane un punto di riferimento d'eccellenza per le cure e l'assistenza ai pazienti e per la crescita del personale sanitario».
L’intervento, i cui lavori erano stati avviati nel febbraio 2024, ha richiesto un investimento di circa 5 milioni di euro per la realizzazione degli spazi, finanziati attraverso le risorse previste dal decreto legge 34/2020, articolo 2.
Per garantire la piena operatività del reparto si è concluso nei mesi scorsi il percorso di inserimento e formazione del personale, con l’ingresso di nuovi 4 anestesisti, 14 infermieri e 9 operatori socio sanitari destinati alla nuova struttura.
«La disponibilità di posti letto dedicati ai pazienti che necessitano di cure intermedie tra la terapia intensiva e la degenza ordinaria consentirà di rendere più appropriati i percorsi assistenziali – ha evidenziato la direttrice del presidio ospedaliero Francesca Bellini –. Questo permetterà una gestione più efficace dei ricoveri provenienti dal pronto soccorso, dei pazienti nel post operatorio e di coloro che, superata la fase più critica, necessitano ancora di osservazione e monitoraggio prima del trasferimento nei reparti di degenza».
La terapia subintensiva critica è destinata in particolare a pazienti con insufficienze acute d’organo che richiedono monitoraggio costante e assistenza specialistica avanzata, pur non necessitando delle cure intensive proprie della rianimazione. Potrà inoltre accogliere pazienti provenienti dalla sala operatoria ad elevato rischio anestesiologico e persone già ricoverate che presentino un peggioramento delle condizioni cliniche.
«La subintensiva critica rappresenta un livello assistenziale fondamentale all’interno del percorso dell’emergenza e dell’area critica – ha spiegato il direttore dell’Anestesia e rianimazione Rosario Spina –. Qui potranno essere seguiti pazienti che richiedono un controllo continuo dei parametri vitali e un’assistenza medica e infermieristica particolarmente intensiva. La presenza di questa struttura consentirà di modulare meglio i percorsi di cura e di rispondere in maniera ancora più appropriata alle diverse esigenze cliniche».
Dalla cura dei pazienti alla formazione degli operatori sanitari
La visita è poi proseguita al secondo piano del blocco A1, dove è stata inaugurata la nuova sala multimediale “Rita Levi-Montalcini”, uno spazio dedicato alla formazione, all’aggiornamento professionale e al confronto clinico. I nuovi spazi sono stati realizzati grazie al sostegno di diverse aziende del territorio empolese e sanminiatese.
La struttura è collegata direttamente alle sale operatorie del presidio, compresa la sala robotica, permettendo una loro integrazione e consentirà di seguire in tempo reale interventi chirurgici, attività didattiche, webinar e momenti di confronto multidisciplinare, anche con professionisti di altre realtà sanitarie.
«La formazione deve essere sempre più integrata nell’attività quotidiana dei professionisti sanitari – ha dichiarato il direttore generale dell’Ausl Toscana centro Valerio Mari –. Questa sala nasce per favorire la condivisione delle competenze, il confronto tra specialisti e la diffusione delle migliori pratiche cliniche. Investire nella crescita professionale significa investire direttamente nella qualità delle cure offerte ai cittadini».
La nuova area rappresenta anche un supporto concreto all’attività chirurgica della Ginecologia e Ostetricia di Empoli che negli ultimi anni ha registrato una costante crescita, sviluppando ulteriormente la chirurgia mininvasiva e robotica. Di recente, inoltre, ai primi di ottobre Gabbanini, da sempre orientato all’innovazione tecnologica e alla condivisione delle competenze, ha portato la propria esperienza come "collaborator" anche in contesti internazionali di primo piano, come il 35° Congresso ESGE di Cracovia, contribuendo a promuovere nuovi modelli di collaborazione e crescita della pratica clinica.
«La possibilità di seguire in diretta procedure chirurgiche complesse e confrontarsi sui casi clinici senza essere fisicamente presenti in sala operatoria amplia le opportunità formative per medici, specializzandi, ostetriche e infermieri – ha sottolineato il direttore della Ginecologia e Ostetricia Massimo Gabbanini –. È uno strumento che mette insieme tecnologia, didattica e pratica clinica e che contribuirà alla crescita delle competenze professionali».
La sala porta il nome di Rita Levi-Montalcini ed è dedicata alla memoria di Greta Costa e Mattia Giani, due giovani del territorio scomparsi troppo presto. Greta aveva 11 anni ed è venuta a mancare lo scorso anno dopo una grave malattia. Mattia di San Miniato, calciatore del Castelfiorentino, morì nel 2024 all’ospedale di Careggi dopo un malore accusato durante una partita di Eccellenza sul campo del Lanciotto Campi Bisenzio.
«Questa giornata – afferma Francesca Giannì, presidente della Società della salute e primo cittadino di Castelfiorentino, a margine della presentazione delle due strutture – consegna al territorio due risultati concreti che, allo stesso tempo, parlano di presente e di futuro. La nuova terapia subintensiva critica rafforza la capacità dell’ospedale di rispondere ai bisogni di salute più complessi, mentre la sala multimediale investe sulla crescita professionale e sulla condivisione delle conoscenze. Sono scelte che contribuiscono a rendere più forte la sanità pubblica e a consolidare il ruolo del San Giuseppe come punto di riferimento per l’Empolese Valdarno Valdelsa. Quando si investe in strutture, tecnologie e persone si costruiscono opportunità che producono benefici per l’intera comunità e, inoltre, si contribuisce a realizzare una sanità sempre più vicina ai bisogni reali della popolazione».