Dimensionamento scolastico: Toscana commissariata dal Governo
Firenze, 12-1-2026 - Il Governo ha deciso di commissariare le Regioni Toscana, Umbria, Sardegna ed Emilia Romagna, nominando un commissario ad acta per procedere con con gli accorpamenti degli istituti scolastici. Il provvedimento riguarda le Regioni che in questi mesi si erano opposte ai tagli imposti dal Governo. La decisione arriva durante la seduta di oggi del Consiglio dei Ministri a cui erano state chiamate a partecipare anche le quattro Regioni coinvolte. Per la Regione Toscana, su delega del Presidente Giani, ha partecipato ed è intervenuta spiegando le ragioni che avevano portato a sospendere il dimensionamento, l'assessora con delega all'istruzione, Alessandra Nardini.
“Fin dall'inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti degli istituti scolastici" spiegano il presidente della Regione, Eugenio Giani e l’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini " pur contestando la norma, quest'anno avevamo provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del Ministero, ma abbiamo ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell'esito del ricorso straordinario che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica.
Il Governo invece con la scelta di oggi decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani".
La Regione Toscana infatti, come già affermato anche precedentemente, ribadisce che basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di studentesse e studenti, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti quest'anno dal Governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli. La decisione governativa si basa su uno scostamento di circa 8 mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e quanto attestato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana: 428.679 studentesse e studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali. Presidente e assessora hanno anche sottolineato il confronto che in questi mesi c'è stato con enti locali e sindacati.
“A nostro avviso il Governo avrebbe dovuto – questo il parere di Giani e Nardini – attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica in merito alla questione. Invece ha voluto procedere d’imperio con una decisione che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, dettata soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla realtà scolastica della nostra Regione, che aveva gia' visto in passato un corretto dimensionamento con la creazione di istituti comprensivi in un'ottica di continuità verticale. Adesso questi tagli rischiano di avere ripercussioni negative dal punto di vista sia didattico che occupazionale."
Il numero delle istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in Toscana è di 466 ma con gli accorpamenti diventerebbero 450. Sono infatti previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e di Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e altrettante per la Provincia di Grosseto e per la Provincia di Siena.
La Flc Cgil Toscana denuncia la convocazione da parte del governo Meloni dei Presidenti di 4 regioni amministrate dal centrosinistra: Emilia Romagna, Sardegna, Umbria e Toscana. Queste Regioni sono state contrarie agli accorpamenti di istituti scolastici previsti dal piano nazionale dimensionamento, un taglio lineare di più di 5,3 miliardi di euro. Con ogni probabilità, sarà deliberato il commissariamento di queste autonomie locali nella gestione delle politiche scolastiche, un’ipotesi inaccettabile e ingiusta.La Regione Toscana ha presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale che definisce il numero di autonomie scolastiche per il 2026-2027, dove sarebbe previsto il taglio di 16 scuole, da accorpare con altre.
Il primo, alla Corte Costituzionale, ha avuto purtroppo un esito negativo; il secondo, al Presidente della Repubblica, seguito da quello ad adiuvandum della Flc Cgil, ha solide basi nel contestare il numero totale degli studenti toscani, contati in maniera errata dal Ministero dell’istruzione, con più di 8.000 scolari in meno.
A queste contestazione, la risposta del ministro Valditara è stata un ultimatum di 10 giorni, minacciando la perdita di alcune facilitazioni e la possibile nomina di un commissario.E’ evidente che la nomina di un Commissario, probabilmente il Direttore generale dell’Usr Toscana, rappresenterebbe un altro esempio di centralizzazione e tentato logoramento dei poteri regionali, oltre che una forma vendicativa verso le amministrazioni che stanno difendendo una scuola diffusa sul proprio territorio.
"La Flc Cgil Toscana si è impegnata fin dal gennaio 2023, insieme alla Regione Toscana, in una lotta serrata contro l’accorpamento delle scuole, che segnerebbe l’impoverimento dei territori periferici, la diminuzione del diritto all’istruzione, la perdita di posti di lavoro (ata, insegnanti, dsga e dirigenti scolatici). Una manovra miope e puramente economicistica che vorrebbe minare la liberta di insegnamento e il ruolo costituzionale della scuola. Per questi motivi critichiamo questa ennesima scelta scellerata del governo e daremo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori delle scuole colpite e a sostenere i ricorsi regionali" dichiara il Segretario generale Flc Cgil Toscana Pasquale Cuomo.
"Il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna è grave. Sosteniamo i ricorsi delle quattro Regioni, perché tagliare la scuola vuol dire colpire la crescita del Paese. Non tenere conto dei bisogni del sistema scolastico, della specificità dei territori e della storicità delle scuole è un segnale negativo da parte di questo governo che impone scelte dall'alto senza guardare al lavoro virtuoso portato avanti dalle Regioni,dalle province e dalle Città metropolitane come la nostra. Non si può agire guardando solo ai numeri, l'istruzione necessita di un'attenzione maggiore e di una maggiore sensibilità. Noi andremo avanti con il ricorso ad adiuvandum nell'interesse dei nostri ragazzi, delle nostre scuole e del nostro territorio per un'istruzione di qualità" dichiara Sara Funaro.
"Le dichiarazioni di Sara Funaro sul commissariamento delle Regioni appaiono strumentali e prive di memoria storica. Parlare oggi di 'tagli alla scuola' senza ricordare quanto fatto dai governi di Centrosinistra negli ultimi dieci anni è un esercizio di pura propaganda" dichiarano i consiglieri metropolitani di Centrodestra e civici per il cambiamento Alessandro Scipioni, Claudio Gemelli, Vittorio Picchianti e Gianni Vinattieri.
"Il dimensionamento scolastico - spiegano - non nasce oggi e non è un'invenzione dell'attuale Governo. È il risultato di scelte strutturali avviate proprio dai governi di centrosinistra, a partire dall'era Renzi. Con la cosiddetta 'Buona Scuola' e con le politiche di spending review si è proceduto a una razionalizzazione del sistema scolastico basata su criteri esclusivamente numerici, con accorpamenti di istituti, riduzione delle autonomie scolastiche e una progressiva compressione degli organici amministrativi e dirigenziali"."È sotto i governi Renzi e Gentiloni - proseguono i consiglieri - che si è affermata una visione centralista e ragionieristica della scuola, nella quale il dimensionamento è diventato uno strumento ordinario di gestione, spesso scollegato dalle reali esigenze dei territori. In quegli anni la sinistra non solo non protestava, ma rivendicava quelle scelte come necessarie e virtuose".
"Oggi - aggiungono - lo stesso fronte politico grida allo scandalo, dimenticando che l'attuale Governo sta applicando una riforma prevista dal PNRR, definita dal precedente esecutivo, nel rispetto degli impegni assunti con l'Unione Europea. Il ministro Valditara ha chiarito in modo inequivocabile che il dimensionamento riguarda esclusivamente l'organizzazione amministrativa e non comporta la chiusura dei plessi scolastici".
"Va inoltre ricordato - sottolineano Scipioni, Gemelli, Picchianti e Vinattieri - che l'operato del Governo è stato giudicato legittimo in più occasioni dalla Corte Costituzionale, oltre che dai TAR e dal Consiglio di Stato, e che alle Regioni sono state concesse proroghe significative prima di arrivare al commissariamento. Parlare di imposizioni dall'alto significa ignorare volutamente questi fatti". "L'atteggiamento della Regione Toscana e della Città Metropolitana di Firenze - aggiungono - è irresponsabile dal punto di vista istituzionale, perché rifiuta l'esercizio di competenze che sono loro attribuite. Preferire lo scontro radicale e giuridico con lo Stato centrale all'elaborazione di scelte politiche sagge e realistiche dimostra l'incapacità di governare i territori e di assumersi responsabilità nei confronti della comunità scolastica".
"Il Governo - concludono - sta oggi gestendo una situazione ereditata, cercando di garantire stabilità, continuità e qualità al sistema scolastico, senza mettere a rischio risorse europee fondamentali. Se davvero si vuole difendere la scuola, occorre avere l'onestà intellettuale di riconoscere le responsabilità del passato, invece di scaricare tutto su chi oggi è chiamato a rimettere ordine".
"La Regione Toscana, al pari di altre attualmente governate dal PD, ha scelto di andare – più per ideologia di partito e per odio preconcetto – contro il piano di dimensionamento scolastico del governo, che ovviamente non comporta alcuna chiusura. Giani, che sfrutta ogni occasione possibile per andare allo scontro istituzionale, ha fatto una campagna illogica contro il piano e ha ottenuto il commissariamento. Il piano andrà avanti, seppur scioccamente rallentato dalla Regione Toscana.
Un governatore che ama il suo territorio e che lavora per il bene dei cittadini non dovrebbe usare il suo potere per contrastare il governo nazionale, dovrebbe, come fanno altre Regioni, dialogare e contribuire al miglioramento, condividendo criticità e modifiche. Insomma, bene ha fatto il governo a commissariare la Toscana: il piano andrà avanti, nel rispetto degli impegni assunti con l'Europa e tutelando le scuole esistenti" nota, l'On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI.