Dieci anni dalle unioni civili: una conquista di dignità e libertà

Redazione Nove da Firenze

Esattamente l'11 maggio 2016 il Governo poneva la fiducia su un disegno di legge molto discusso e combattuto.

“Oggi celebriamo una data che ha segnato una svolta storica per il nostro Paese. Dieci anni fa, con l’approvazione della legge sulle unioni civili, l’Italia compiva un passo fondamentale nel riconoscimento dei diritti, della dignità e dell’amore di migliaia di coppie. Quella legge ha rappresentato molto più di una riforma normativa: è stata il riconoscimento concreto che ogni persona ha diritto a vedere rispettata la propria famiglia, i propri legami affettivi e il proprio progetto di vita. È stata una conquista civile ottenuta grazie all’impegno di associazioni, attivisti, amministratori e cittadini che per anni hanno chiesto uguaglianza e giustizia.

A dieci anni di distanza, il valore di quella scelta rimane profondo e attuale. Le unioni civili hanno cambiato la vita di tante persone, rendendo il nostro Paese più moderno, più inclusivo e più vicino ai principi costituzionali di pari dignità sociale. Ricordare oggi questo anniversario significa anche riaffermare l’importanza di continuare a difendere e ampliare i diritti civili, contrastando ogni forma di discriminazione e promuovendo una società fondata sul rispetto, sulla libertà e sull’uguaglianza. Le conquiste civili non appartengono al passato: sono il fondamento del futuro democratico del nostro Paese”. Queste le dichiarazioni del consigliere PD Andrea Ciulli.

“Per anni si era litigato molto sul tema del riconoscimento delle unioni civili ma nessuno aveva portato a casa il risultato. Quel giorno –dichiara l'allora presidente del consiglio dei Ministri, Matteo Renzi– in Aula dicemmo che il Governo si giocava tutto e che se non fosse passata quella legge saremmo andati a casa. Era un azzardo politico, come tanti altri di quel periodo, ma era anche un dovere morale perché tanti nostri connazionali potessero essere famiglia, con i propri diritti e i propri doveri davanti alla società.Non tutti gli azzardi politici di quella stagione sono finiti bene. Ma sono orgoglioso di aver rischiato tutto per un principio. E penso che le oltre ventimila persone che si sono unite civilmente in questi anni meritassero quel rischio.

Inutile stare a ricordare chi ci attaccò alle spalle in quelle ore e oggi magari ci fa lezione sui diritti, inutile stare a pensare a quanto ci sia elettoralmente costato quella scelta. Era una cosa giusta da fare, l’abbiamo fatta. E dopo dieci anni possiamo dirlo: chi si ama non è mai un problema per la società. Per una società il problema sono quelli che odiano, non quelli che amano. Aver riconosciuto diritti (e doveri) a chi si ama è stato semplicemente giusto e sono contento di averlo fatto. Tutto qui. E quando trovo qualcuno che mi ferma, per la strada, in aeroporto, in giro per il mondo, dicendomi: mi sono sposato grazie alla tua legge confesso che mi spunta un sorriso dal profondo del cuore. Buon decennale a tutti!”