Dal 1° agosto il biglietto del bus passa da 1,70 a 2 euro
Da agosto scattano gli adeguamenti tariffari annuali su treni e bus, legati all’inflazione FOI e previsti dai contratti di servizio. Per il TPL su gomma si aggiungono ulteriori aggiornamenti contrattuali.
Per contenere, ed in alcuni casi annullare, questi aumenti la Regione Toscana interverrà con uno stanziamento di quasi 12 milioni di euro, che andrà a limitare l’impatto sui titolari degli abbonamenti, sia ferroviari che di bus, tutelando così pendolari, utenti abituali e fasce sociali più esposte.
GLI AUMENTI
Bus: Di fatto, il costo del viaggio andrà a calare in base alla frequenza:
In città, se usi il trasporto pubblico: • biglietto singolo, un viaggio costa 2 euro; • carnet da 10 corse, un viaggio costa 1,80 euro; • abbonamento mensile (stimati circa 40 viaggi), un viaggio costa 1,06 euro; • abbonamento annuale (stimati circa 400 viaggi), un viaggio costa 0,90 euro.
Treno: abbonamenti bloccati grazie a fondi regionali, aumentano solo i biglietti singoli di circa il 5%, pari all’inflazione cumulata.
Dichiarazioni:“Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro – ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani - dopo tre anni di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si passa a 2 euro. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita e all'inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla possibilità di un contenzioso, che alla fine si sarebbe risolto a loro favore, abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del centro-nord: a Bologna il biglietto costa già € 2,30; a Milano € 2,20; a Genova e Torino € 2.
Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12 milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro che su gomma”. “Ricordo che la Regione Toscana da sola l’anno scorso ha messo 144 milioni per il tpl risorse cui si sommano ogni anno 450 milioni dello Stato e risorse da Comuni e Province, che nel complesso non arrivano a 40 milioni. Noi stiamo facendo la nostra parte e siamo disponibili a concertare nuove agevolazioni e proposte ma è necessario il coinvolgimento degli altri enti coinvolti”.
Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana al gestore del servizio di tpl su gomma: “Il contratto in vigore – ha detto – ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media del mezzi da 13 a 7 anni. Quest'anno è previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione. Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti all’inflazione, ci consente di avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più sicuri e confortevoli”.
Per spiegare l’origine e il senso della manovra è intervenuto anche l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni: “Dobbiamo partire da due elementi fondamentali – ha detto - il primo è che l’aumento esponenziale dei costi del carburante per la comunità italiana e per la comunità europea; il secondo punto è che dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all'indice FOI.
La Regione Toscana, in linea di principio totalmente contraria all’aumento, in alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l'aumento delle tariffe coprendo l’adeguamento all’indice FOI con risorse proprie, in altri anni ha calmierato l’aumento. Nel 2024 e nel 2025 l'aumento è stato annullato, ma quest’anno a fronte della nuova richiesta delle aziende abbiamo fatto quanto possibile: abbiamo messo a disposizione 12 milioni di euro, grazie ai quali verrà totalmente annullato l’effetto dell’aumento sugli abbonamenti ferroviari regionali e verrà di fatto dimezzato quello che sarebbe stato l’aumento sugli abbonamenti per il tpl su gomma: doveva essere del 15%, sarà di circa l’8%.
E abbiamo messo in atto una serie di misure di carattere sociale: la gratuità per i bambini sotto gli 11 anni, l’esclusione dall’aumento per gli studenti under 26 che abitano più lontani, la possibilità di pagare l’abbonamento in 4 rate, una novità assoluta nel tpl”. “Siamo naturalmente disponibili– ha concluso l’assessore - anche per cercare ulteriori forme di agevolazione. Abbiamo già convocato la conferenza permanente del trasporto pubblico, anche con gli enti locali, per il prossimo 21 luglio.
Potremo aprirci al dialogo, al confronto e valutare insieme ai Comuni e alle Province, quali sono eventuali ulteriori azioni da fare e quali ulteriori risorse da poter reperire”.
"La Regione Toscana ha autorizzato Autolinee Toscane ad aumentare le tariffe di biglietti e abbonamenti a partire dal primo agosto. Ieri la Giunta ha approvato una delibera che, utilizzando come paravento le disposizioni contrattuali e l'inflazione cumulata dell'ultimo triennio, porta a 2 euro il prezzo del biglietto singolo, da 1,70 €, consentendo alla società di gestione del trasporto pubblico su gomma di aumentare del 15% le tariffe. È un fatto gravissimo, non reggono le scuse e le giustificazioni accampate da Regione e Autolinee: dietro a questo aumento ci sono solo incapacità gestionali. Dopo l'aumento dell'Irpef regionale, un'altra tassa per i toscani, che colpisce i ceti più poveri". Lo afferma il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.
"La Regione chiede un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie certe sul miglioramento del servizio - accusa Stella -. Un servizio, oltretutto, inadeguato, con corse soppresse o saltate, e un livello di sicurezza sui mezzi molto scarso. La settimana scorsa, in Consiglio regionale, la maggioranza di sinistra ha bocciato un ordine del giorno di Forza Italia che chiedeva l'utilizzo dei fondi dell'imposta di soggiorno per bloccare l'aumento del costo del biglietto del trasporto pubblico locale. Visti i disagi e disservizi a cui vanno incontro da tempo gli utenti, chiediamo che venga sospeso l'adeguamento delle tariffe relative ai titoli di viaggio e quindi che vengano lasciate invariate le tariffe dei biglietti".
“Biglietti del TPL a 2 euro? Non ci provate nemmeno! Come se il servizio di At fosse all'altezza. Tre anni fa insieme all'allora consigliere regionale Francesco Torselli e all'attuale consigliere Jacopo Cellai proponemmo lo short ticket, "biglietto singolo per un tragitto corto" come già esiste in tante città svizzere e tedesche.
In pratica, se stai 90 minuti paghi il biglietto intero, se fai fino a 7 fermate pagheresti solo 1 euro.
I rincari rischiano di ottenere l’effetto contrario di quello rincorso dalla giunta Funaro, ossia quello di scoraggiare l’utilizzo del mezzo pubblico in favore di quello privato, rendendo ancor più dannosa e frustrante la cantierizzazione di Firenze.
Leggiamo poi dall'intervista della Sindaca sul Corriere Fiorentino che vorrebbe eliminare i permessi ZTL giornalieri: le ricordiamo che ci sono persone che vengono a curarsi in Centro e che i medici legali e i fisioterapisti, per esempio, sono costretti a pagare i 5 euro giornalieri per entrare in Centro.
Speriamo si voglia evitare almeno questo ulteriore disagio ai cittadini”.
Lo dichiarano il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi e il collega in Consiglio Regionale Jacopo Cellai.