Da domani torna la caccia in Italia

Redazione Nove da Firenze

La terza domenica di settembre, per gran parte degli italiani, è il simbolo di un autunno che bussa alle porte, fatto di passeggiate nei boschi e degli ultimi scampoli di luce. Per la fauna selvatica, invece, è l'inizio di un assedio. Non parliamo di una tradizione bucolica, ma di una mobilitazione che, secondo le stime della LAV, porterà al massacro di 400 milioni di animali. Mentre la natura italiana tenta faticosamente di riprendersi da un’estate di calore estremo e siccità devastante, lo Stato risponde autorizzando le doppiette a sparare su popolazioni già stremate. 

Secondo i dati Eurispes il 70% degli italiani è favorevole all'abolizione della caccia. Eppure, una risicata minoranza di circa 400.000 cacciatori — lo 0,7% della popolazione — continua a tenere in ostaggio la politica nazionale. “Per gli animali selvatici questa maggioranza parlamentare e questo Governo sono stati certamente i più nefasti della storia repubblicana - dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV dell’Area Animali Selvatici - con un Ministro dell’Agricoltura cacciatore, che ha imposto la sua linea relegando al ruolo di passacarte un Ministro dell’Ambiente che da ottobre 2022 è caduto in una sorta di profonda letargia per quanto riguarda il tema caccia.”

L'articolo 842 del Codice Civile, concepito in un’epoca in cui la natura era vista come una risorsa per il "cittadino-soldato", permette ancora ai cacciatori di entrare nei terreni privati altrui senza il consenso del proprietario. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il massimo organo tecnico dello Stato, fornisce ogni anno linee guida per mitigare il danno biologico. Eppure, Regioni come la Toscana ignorano queste indicazioni. Il confronto, basato sui documenti WWF, è impietoso:

Ogni anno, la caccia riversa nei nostri ecosistemi tonnellate di munizioni. Il piombo è un metallo pesante che contamina il suolo e le acque, entrando nella catena alimentare. È tossico per la fauna che lo ingerisce e rappresenta un rischio concreto per la salute umana, specialmente per i consumatori di carne di selvaggina.

Il "DDL sparatutto" è una proposta di legge che punta a liberalizzare ulteriormente l'abbattimento di specie protette. La LAV denuncia che il Ministro dell'Ambiente ha tenuto nascosta per mesi una lettera della Commissione Europea. In quel documento, l'Europa avvertiva chiaramente il Governo italiano: il DDL contiene numerosi profili di illegittimità. La domanda che il WWF lancia alle istituzioni è una sfida alla nostra identità nazionale: "Siamo nel 2026 oppure ancora nel 1926?".