Cubo Nero, quanto imbarazzo c'è in Palazzo Vecchio?

Redazione Nove da Firenze

"Ci dispiace che la Giunta decida di fare finta che non sia successo niente.

Nella risposta al nostro question time, l'Assessora Biti ha scelto di non dirci se gli avvisi di garanzia riguardano personale del Comune di Firenze con incarichi politici (in senso stretto o per rapporto di lavoro diretto con la Giunta). Non volevamo nomi e cognomi, ma capire quanto la politica è coinvolta", sottolinea Dmitrji Palagi consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.Ed è proprio la politica che continua a mancare. Addirittura ci è stato detto che per il Cubo Nero non si capisce quali chiarimenti con la Soprintendenza sarebbero necessari.

Ma persino nelle risposte alle nostre interrogazioni la stessa Assessora ci ha chiarito che non è chiaro a chi spettava il via libero definitivo per l'ex Teatro Comunale.Su ex OGR tutto andrà avanti, per la maggioranza, nel dialogo con la proprietà. Nessuna sospensiva. Ci sarà un percorso di ascolto e partecipazione, ma solo dopo aver definito la cornice voluta da un soggetto privato.Anche su tutte le altre trasformazioni della Città tutto è rimandato al Piano Operativo. Si ignorano le tantissime voci critiche che si sono levate, la partecipazione ai presidi e alle assemblee.

Si è anche finto (secondo noi) di non capire che è necessario fornire una scheda riepilogativa di quali trasformazioni principali potrebbero attivarsi in questa nuova consiliatura.In sostanza: si dichiara che c'è una stagione politica nuova, ma chiamata a tutelare le decisioni prese in quella precedente. La distanza tra noi e il centrosinistra non potrebbe essere più grande", conclude Palagi.

“I fiorentini hanno bisogno di risposte chiare e non di vaghi impegni o di rassicurazioni tardive, a speculazioni ormai avvenute e a rendita consolidata. Il nodo politico è uno solo. Questa Giunta vuole continuare con le decisioni – e le trasformazioni – volute da Renzi e Nardella oppure vuole fare un punto e a capo e coinvolgere le minoranze, ma anche associazioni e comitati impegnati per il bene comune, nella scrittura di una nuova pagina dello sviluppo urbano? È il momento di un’ampia discussione in Consiglio comunale sul futuro di Firenze a partire dalla crisi dell’urbanistica e del decadimento della sua estetica.

Se lo faranno, se prenderanno le distanze da questa politica urbanistica da multinazionali, che ha portato cubi e rendita privata, se rimetteranno al centro – come dicono a parole ma ancora non fanno – le esigenze degli studenti e delle famiglie, facendo meno studentati di lusso e più case, io sono pronto a dare il mio sostegno”. Così, in una nota, Paolo Bambagioni, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo.