Come gestire l'immobile ereditato al 50%?
Mio fratello e io abbiamo ereditato dai nostri genitori un appartamento, metà ciascuno. Lui ci abita e non vuole venderlo; io avrei bisogno di recuperare il valore della mia quota. Mi propone di acquistare la mia metà a un prezzo molto basso e dice che, se rifiuto, la casa resterà così per sempre. Può davvero bloccarmi? Quali alternative ho?
Gentile Lettrice,
suo fratello può rifiutare una vendita concordata dell’intero appartamento, ma non può imporle di restare per sempre in comproprietà né obbligarla a cedergli la sua quota al prezzo che decide lui. Per vendere volontariamente tutta la casa serve il consenso di entrambi; per chiedere lo scioglimento della comunione è invece sufficiente l’iniziativa di uno dei coeredi.
L’articolo 713 del codice civile riconosce a ciascun coerede il diritto di domandare la divisione. Prima di procedere occorre verificare i titoli di proprietà, le quote e l’eventuale testamento, perché possono esistere limiti temporanei alla divisione o diritti sull’immobile che incidono sulla soluzione. Il semplice fatto che suo fratello vi abiti, però, non gli attribuisce un potere di veto definitivo.
La prima strada è cercare un accordo basato su una stima indipendente. Suo fratello potrebbe acquistare la sua quota a un valore condiviso, con tempi di pagamento e garanzie definiti; oppure potreste vendere insieme l’appartamento a terzi, concordando anche il rilascio. Se l’eredità comprende altri beni, si può valutare una divisione che attribuisca la casa a lui e a lei beni di valore corrispondente, eventualmente con un conguaglio.
Se l’accordo non si raggiunge, prima della causa di divisione va esperito il tentativo di mediazione obbligatoria, con l’assistenza di un avvocato. La mediazione può servire a definire non soltanto il prezzo, ma anche le questioni pratiche che spesso bloccano la trattativa, come i tempi per lasciare la casa e il pagamento delle somme dovute.
Nel giudizio, il risultato non è necessariamente una vendita immediata. Si verifica anzitutto se il patrimonio può essere diviso in natura. Per un appartamento non comodamente divisibile, l’articolo 720 del codice civile consente l’attribuzione dell’intero bene a un coerede che la richieda, con un conguaglio agli altri. Anche con quote uguali l’attribuzione è possibile, previa valutazione del giudice. Il valore viene accertato nel procedimento e non dipende dalla sola offerta di suo fratello. Se nessuno richiede l’attribuzione, si può arrivare alla vendita giudiziale e alla ripartizione del ricavato.
Il passo concreto è quindi formulare una proposta scritta fondata su una valutazione attendibile e, se non viene accolta, avviare la mediazione. Una soluzione concordata consente di controllare meglio tempi e costi; in mancanza, la divisione giudiziale resta lo strumento per superare il disaccordo.