Firenze attiva il welfare aziendale per i dipendenti comunali
Firenze attiva il welfare aziendale per i dipendenti comunali. Dal mese di ottobre è previsto un contributo fino a mille euro a persona da utilizzare per utenze domestiche, canone di affitto, buoni spesa, abbonamento al trasporto pubblico locale, spese sanitarie e altre spese a carattere sociale. Lo ha comunicato il presidente della commissione affari generali e bilancio Cristiano Balli, rispondendo a un question time a cui ha preso parte l'assessora al personale Laura Sparavigna.
L'intervento è reso possibile dal nuovo decreto sulla pubblica amministrazione, che consente l'incremento del fondo accessorio. Il Comune di Firenze è passato dai 21 milioni di euro del 2024 ai 28 milioni previsti per il 2026. Una parte di queste risorse è stata destinata a produttività, progressioni orizzontali e indennità, una parte al nuovo capitolo del welfare che interessa una platea di oltre quattromila dipendenti.
Il ragionamento che accompagna la misura parte da un dato ricordato dallo stesso Balli: a parità di lavoro, un dipendente comunale guadagna circa il trenta per cento in meno rispetto a un dipendente di un ente centrale. Una differenza che, sommata al costo della vita a Firenze e in particolare al peso di affitti e bollette, ha spinto l'amministrazione a intervenire con uno strumento di sostegno al reddito che in altre realtà è già diffuso nel settore privato, ma che resta poco comune nei comuni.Resta da capire quale portata avrà questa scelta oltre l'immediato.
Mille euro non modificano la struttura retributiva e non colmano il divario con altre amministrazioni, ma possono alleggerire spese che per molte famiglie sono diventate critiche. L'altro tema è quello della capacità del Comune di trattenere personale qualificato e di rendere attrattivo il lavoro a Palazzo Vecchio in una fase in cui i concorsi nazionali offrono condizioni economiche più vantaggiose.In questo senso il welfare aziendale, se confermato e reso strutturale negli anni, è un primo segnale di un cambio di approccio, più attento alla dimensione di datore di lavoro.
Se invece dovesse restare un intervento isolato, il suo effetto rischia di esaurirsi nell'aiuto contingente per le spese correnti, senza incidere sul nodo più ampio della valorizzazione del lavoro nella pubblica amministrazione locale.