Centenario da incubo, tre schiaffi anche dal Frosinone
Festa? No, grazie. Se vi pare il momento, e il caso: due partite, sette gol subito, zero fatti. Di questi sette, tre in casa, dal neopromosso Frosinone dove il giocatore più noto è un certo Grillitsch che sembra piacesse tempo fa anche ai dirigenti viola, e dove un tale Antonio Raimondo, 22 anni, centravanti dell’Under 21 azzurra, si improvvisa Lautaro Martinez e secca con una doppietta difesa e portiere, tutti ancora una volta in bambola. Tre a zero senza ammettere repliche, e volete fare festa? Tre a zero nella serata che doveva essere l’apoteosi, il Centenario, dimenticare Roma, abbracciare tante vecchie glorie, i grandi di tante Fiorentine belle e magari anche fortunate, certo più belle della storia recente, Rui Costa e Batistuta che si stringono come fratelli in tribuna, tanta gente al miniFranchi che fa il record di presenze malgrado sia ancora agosto, atmosfera di gioia, applausi scroscianti a Joseph e Catherine Commissio appena si affacciano…
E poi? Tre a zero. Zero a sette in due partite, e fosse questo, o solo questo il male. C’è di male che questa squadra non esiste, e smettiamola con la storia del cantiere, ancora tutto da costruire, ancora di qua ancora di là, diamogli tempo e vedrete, il tempo non c’è perché tra sette giorni arriva il Torino ed è un’altra partita da giocare e se ne becchi un’altra negativa come questa son cazzi, e guardate che i rischi ci sono davvero tutti. Paratici ha meno di 72 ore per provare a rimediare qualcosa dal mercato ma il male è strutturale, uno, due o forse anche tre inserimenti nuovo non bastano a raddrizzare una nave storta, anche perché se qualcuno entra qualcuno dovrà uscire, e in ogni caso la sconfitta con il Frosinone, se ce ne fosse davvero bisogno, ha messo drammaticamente in evidenza lacune che in 72 ore di mercato non sarà facile colmare.
La più evidente: una squadra senza cambi. Escono i titolari, e poerannoi. I ricambi, con tutto il bene, non sono decisamente all’altezza, anche con tutta la buona volontà. E già i “titolari” non avevano brillato, ok, si son presi due pali appena dopo l’uno a zero dei ciociari, non è solo sfiga perché quello di Valdepenas è un bove mangiato dei peggiori, quelle son palle che si mettono dentro e basta, non ci sono scusanti, e subito dopo ha fatto il paio anche Gudmundsson con quella steccata alle stelle da quattro metri. Cambi pochi e così così, quando Grosso prova a passare dal 4-3-2-1 al 4-2-3-1 le cose embrano migliorare ma la squadra non si accorcia, le idee non partono, la barca non si raddrizza.
Altra evidenza: condizione atletica deficitaria, il Frosinone correva il doppio, com’è questa storia? E torna sempre il solito rovello, ma siamo sicuri che la preparazione d’estate ai 45 gradi del Viola Park sia davvero l'idea vincente? Beh, certo, il Frosinone, come si confà a tutte le “piccole”, conosce bene anche l’arte di picchiare sonoramente, e ci vuole un buono a poco come il cagliaritano Giuseppe Collu, 36 anni e una ventina di fischiate in serie A, a consentirglielo serenamente, salvo incaponirsi in cazzate degne appunto solo dei buoni a poco, tipo ripetere il fallo laterale per due metri, spostare di due metri un pallone per una posizione di fuorigioco, sbagliare tutta e dico tutta la gestione dei cartellini, e via discorrendo, tanto questa degli arbitri è una battaglia persa.
Ma non può finire qui. La Fiorentina ha perso contro una squadretta allestita discretamente, capace di fare il facile e farlo bene, calci d’angolo battuti come si deve con l’inserimento giusto, una volta il gol altre due volte il brivido per un De Gea che si esibisce con fascino sulle botte dalla distanza ma nel sottorete si dimostra sempre più un pianto, manina moscia sul tocco di Raimondo per l’1-0, nemmeno un passo avanti quando il nove avverso entra in area e batte a botta sicura sotto la traversa, almeno prova a coprirgli lo spazio, no? Eh no.
Eppoi tutti quei lancioni di rinvio alla viva il parroco, quasi sempre prede dei difensori. Perché il povero Pellegrino ci prova a fare a sportellate, ma ne azzecca poche, il fantasma di Piccoli è sempre più ingombrante. A proposito di calci d’angolo, penso che ci vogli qualcuno che si metta lì con pazienza e li alleni a calciare dalla bandierina, perché è davvero un dramma, su otto nemmeno uno minimamente sfruttato.
Il fantasma più ingombrante è comunque il gioco. Assente totale, a parte qualche fiammata, più che altro individuale. Ma certo: non ci sono sovrapposizioni sulle fasce, dove vuoi andare se Alvini ogni volta riesce ad alzare il bunker con questi che si presentano sempre accentrati a palleggiare nel stretto, mai che si riesca ad allargare le maglie, ci prova e si danna il solo Ouali che è davvero un piccolo gigante nel deserto, anche il giovanissimo Mastantuono ci mette del suo ma dai e dai finisce per sfiancarsi a ripetere sempre le stesse giocate, e comunque anche lui, a risultato però ormai largamente compromesso, è capace di sparare un piattone alle stelle da appena dietro il disco del rigore, e con nessuno davanti.
Ma il resto, compreso Atta che si danna un po’ ovunque finendo per perdere sempre la posizione e allungare malamente la squadra, naviga a vista. Gud promette un buon inizio, poi sparisce. Ndour fa legna, ma non dà sponde e spazi. Di Pellegrino, ahimé, se è detto.
Resta il dramma della difesa. Ormai li ha provati tutti. Eppure le marcature si perdono, le diagonali son fatte male, la seconda palla in ribattuta è sempre degli avversari, nell’uno contro uno si va in affanno. Dragusin, per il quale si è sbavato in due anni di mercato, è costantemente in affanno, e quando può sa solo sparacchiare campanili di paura; Pongracic boh, come tiene d’cchio l’avversario è un mistero, gli esterni sono spesso in sofferenza oltre a non spingere mai in sovrapposizione, come si è detto, anche se non sarebbe il proprio mestiere. Di De Gea mi sono perfino stufato, basta.
Quindi, che cosa pensare? Che Grosso non sia adatto ad allenare quello che per ora è solo un insieme di belle figurine Panini piazzate in campo a far vedere quanto siano belline ma poco incisive e tanto inconcludenti, se un tecnico non ci mette decisamente mano? Dice: diamogli tempo. Proviamo. Ma qualche giorno, al massimo. Con la speranza che in queste settanta ore Paratici faccia miracoli, ma io non ci credo. Voi fate pure, e godetevi la festa. Io sono troppo triste, scusate. Lo scempio di stasera me lo potevano risparmiare.
FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea, Jimenez (84' Joao Mario), Dragusin, Pongracic (61' Viery), Valdepeñas, Ndour (61' Fagioli), Oulai (71' Mandragora), Atta; Mastantuono, Gudmundsson (71' Brescianini), Pellegrino. Allenatore: Fabio Grosso
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani, Oyono, Calvani (74' Terzic), Monterisi, Bracaglia (74' Calvani); Masini, Calò (82' Grillitsch); Fini (46' Zerbin), Schmid, Kvernadze; Raimondo (89' Birligea). Allenatore: Massimiliano Alvini
ARBITRO: Giuseppe Collu (Cagliari), assistenti Tegoni-Yoshikawa; quarto uff. Ayroldi; Var Prontera-Ghersini
MARCATORI: 29' e 67’ Raimondo, 38' Bracaglia
NOTE: ammoniti Raimondo, Jimenez, Bracaglia, Calvani, Gudmundsson, Grosso, Dragusin; angoli 8-5 Fiorentina; spettatori 23.132