Benessere di cani e gatti: l’UE approva una legge storica

Redazione Nove da Firenze

Il Parlamento europeo ha dato oggi il via libera definitivo a una legislazione storica per contrastare il commercio illegale, l'abbandono e rafforzare il benessere di cani e gatti nell’Unione Europea. L’accordo di trilogo (regolamento 2023/0447(COD)) è stato approvato in sessione Plenaria con un’ampia maggioranza di 558 voti a favore.

Il Gruppo S&D ha guidato il negoziato ottenendo l’introduzione dell’obbligo di microchip e della registrazione attraverso database nazionali interoperabili. Questa misura fornisce alle autorità uno strumento potente per combattere l'allevamento illegale, il traffico e l'abbandono, garantendo che ogni animale sia tracciabile in tutta l’UE.

"Stiamo mettendo fine alle zone d'ombra che permettono all'allevamento illegale e al traffico di prosperare. Con l'obbligo di microchip e registrazione per tutti i cani e i gatti - compresi gli animali di proprietà privata - stiamo creando, per la prima volta, un sistema che rende i nostri animali da compagnia tracciabili in tutta Europa. Con circa 100 milioni di cani e gatti randagi in tutta l'UE, l'abbandono e il maltrattamento non sono questioni marginali, ma problemi sistemici. Questa legge fornisce alle autorità gli strumenti per agire, da una migliore supervisione degli allevamenti a un controllo più rigoroso delle importazioni” ha dichiarato Dario Nardella, portavoce Pd-S&D della commissione agricoltura del Parlamento europeo e relatore ombra del provvedimento.

I pilastri della nuova legge

La riforma eleva gli standard di benessere per l’allevamento, la stabulazione e la cura degli animali in tutti gli Stati membri:

"Garantendo che gli animali che entrano nell'UE soddisfino gli stessi standard, stiamo chiudendo le falle che i criminali hanno sfruttato per troppo tempo. Si tratta di responsabilità, trasparenza e, finalmente, di trattare il benessere degli animali come una priorità europea” conclude Nardella.

Il regolamento si applicherà esclusivamente agli allevatori professionisti, escludendo esplicitamente le aziende agricole che ospitano gatti randagi per la gestione naturale dei parassiti.