Autovelox: Firenze conferma il primato anche nel 2025

Redazione Nove da Firenze

Per chiunque si metta in viaggio sulle arterie italiane, esiste un riflesso condizionato: quella frazione di secondo in cui, avvistando una sagoma colorata sul ciglio della strada, il piede si sposta istintivamente sul freno. Non è solo prudenza, è il timore reverenziale verso l’occhio elettronico che può trasformare una distrazione in un salasso. Ma quanto di questo timore contribuisce alla sicurezza e quanto, invece, alla sopravvivenza finanziaria dei Comuni?

I dati Codacons 2025 delineano un’Italia a due velocità: da un lato, un calo complessivo degli incassi nelle metropoli; dall’altro, distorsioni statistiche e picchi di prelievo che sollevano un interrogativo brutale: siamo di fronte a una strategia di prevenzione stradale o a una cinica necessità di bilancio?

Firenze si conferma la capitale indiscussa del gettito da autovelox. Nel 2025, infatti ha incassato l'astronomica cifra di 19,7 milioni di euro. Per contestualizzare questo numero, basta osservare l'intero paniere delle 20 principali città italiane monitorate, che hanno generato un totale di 56,5 milioni.

Il dato è sbalorditivo: la sola Firenze rappresenta oltre un terzo (circa il 35%) dell'intero incasso nazionale delle grandi città. Firenze da sola incassa più di Milano (6,9 mln), Roma (2,3 mln) e Bologna (9,2 mln) messe insieme. Questa sproporzione suggerisce una "dipendenza erariale" dai verbali che va ben oltre la semplice gestione della viabilità.

"Sono dati scandalosi, che evidenziano come chi amministra Firenze tratta i cittadini da bancomat, per rimpinguare le casse comunali. Questa è diventata la città dei record, prima in Italia per multe, seconda per numero di reati." commenta Marco Stella, Capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana.

Il dato nazionale complessivo segna un -8,9% rispetto al 2024. Alcune grandi città hanno visto i propri proventi letteralmente evaporare:

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa non è la vittoria del civismo degli automobilisti. La causa è puramente tecnico-legale. La regolamentazione del 12 giugno ha imposto criteri più rigidi e le sentenze della Cassazione sugli apparecchi "approvati ma non omologati" hanno terrorizzato le amministrazioni, spingendole a spegnere i dispositivi per evitare una pioggia di ricorsi persi in partenza. Ma contrariamente alle interpretazioni superficiali, l'obbligo di censimento terminato a novembre non ha avuto alcun impatto sui dati del 2025, poiché i suoi effetti legali non erano ancora maturati nel periodo analizzato.

Mentre la giurisprudenza frena i vecchi autovelox, la tecnologia accelera. Firenze si prepara al debutto di "Guardium", un dispositivo potenziato dall'Intelligenza Artificiale. Non si tratta più solo di velocità: Guardium scansiona le strisce gialle, riconosce le targhe in tempo reale e incrocia istantaneamente i dati con le banche dati nazionali per segnalare irregolarità su assicurazioni e revisioni.

A questo balzo tecnologico non corrisponde però un uguale rigore nell'applicazione dell'Articolo 280 del Codice della Strada. La legge parla chiaro: i proventi devono essere reinvestiti per il 25% nella segnaletica, per il 25% nel potenziamento dei controlli e per il restante 50% in sicurezza e manutenzione stradale. La realtà, però, vede spesso queste somme finire indistintamente nei calderoni della spesa corrente, lasciando le strade in condizioni precarie mentre i sistemi di rilevamento diventano sempre più infallibili.

L’Italia delle multe vive un paradosso: città come Ancona raddoppiano gli incassi (+116%), mentre Roma e Milano tirano il freno per paura dei giudici. La tecnologia sta rendendo la riscossione chirurgica, quasi inevitabile, ma la sicurezza stradale resta un obiettivo spesso secondario rispetto alla quadratura dei conti comunali.

Mentre l'Intelligenza Artificiale entra in servizio per "tartassare" con precisione millimetrica, resta aperta la questione etica e politica: il "grande occhio" digitale sta davvero proteggendo le nostre vite, o sta semplicemente perfezionando il metodo per frugare più a fondo nelle tasche degli automobilisti?