Autovelox: cosa cambia davvero?

Redazione Nove da Firenze

Il timore è lo stesso per tutti: un lampo improvviso nello specchietto retrovisore e la consapevolezza che, tra poche settimane, una raccomandata peserà sul bilancio familiare. Ma da oggi, la musica cambia. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto (in vigore dal 12 luglio), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di porre fine all’era del "Far West" stradale. Non si tratta solo di nuove regole, ma di una vera e propria rivoluzione della trasparenza che restituisce potere ai cittadini. Ecco cosa devi sapere per non farti trovare impreparato e, soprattutto, per capire quando una multa è illegittima.

Dimenticate le foto dove si vedeva chiaramente chi sedeva accanto a voi. La prima grande novità riguarda la tutela della riservatezza: l'oscuramento dei volti nelle immagini scattate frontalmente è ora un obbligo assoluto. Ma è sul fronte tecnico che la normativa alza l’asticella, distinguendo chiaramente tra errore dello strumento e tolleranza di legge.

Questi non sono sterili tecnicismi: se il verbale non attesta la conformità a questi standard di taratura, la sanzione vacilla. Il dato politico e amministrativo più rilevante emerso dal Ministero riguarda lo stato attuale del parco macchine. Ad oggi, la situazione è spaccata in due:

Cosa significa per te? Se ricevi una multa, la prima mossa è verificare se l'apparecchio utilizzato rientra nel Censimento Nazionale degli Autovelox. Questi 850 dispositivi sono "ad alto rischio" per i Comuni: se l'ente locale non ha ancora ottenuto l'omologazione aggiornata, la multa è potenzialmente nulla. La trasparenza non è più un optional, ma un pilastro della legittimità sanzionatoria.

Il conflitto tra sicurezza stradale e bilanci comunali è arrivato a un punto di rottura. Città come Firenze, Bologna e Milano hanno costruito tesoretti milionari sulle sanzioni, ma la giurisprudenza sta cambiando rotta. Non sono più solo i Giudici di Pace o la Cassazione a dare ragione agli automobilisti: ora anche i Prefetti stanno annullando i verbali laddove manchino i requisiti di segnaletica, distanze minime o correttezza dell'installazione.

Il principio è chiaro: l'autovelox deve prevenire gli incidenti, non finanziare le inefficienze amministrative. Come sottolineato da Vincenzo Donvito Maxia, Presidente ADUC: "Le amministrazioni si lavano la coscienza con gli autovelox, violando il principio base della sicurezza: prevenire è meglio che combattere… multe che, visto il continuo alto numero di infrazioni, sembrano finanziare male questa prevenzione."

Il Codacons, tramite il Segretario Nazionale Francesco Tanasi, è perentorio: gli automobilisti hanno il diritto di sapere. La vera rivoluzione deve leggersi direttamente sul verbale di contestazione. Per essere inattaccabile, il documento che ti arriva a casa deve ora contenere riferimenti espliciti a:

La richiesta agli enti locali è una ricognizione immediata. Se l'amministrazione non rende accessibili queste informazioni o non indica chiaramente la conformità sul verbale, il sospetto che lo strumento serva solo a incrementare le entrate diventa una prova solida per il ricorso.

Il nuovo decreto segna un punto a favore dei diritti del consumatore, trasformando il controllo della velocità da atto unilaterale a procedura tecnica trasparente e contestabile. Resta però un dubbio: i Comuni saranno pronti a rinunciare ai facili introiti delle "multe a sorpresa" per investire in una sicurezza stradale fatta di asfalti migliori e segnaletica chiara?

Queste nuove regole basteranno a trasformare gli autovelox da incubo per il portafoglio a veri alleati della vita? La risposta, ora, si trova scritta sui nuovi verbali che arriveranno nelle nostre case. Controllateli con attenzione.