Artigianato e Palazzo 2026, edizione di successi
È stata un'edizione di successi quella di Artigianato e Palazzo XXXII, che ha chiuso i cancelli domenica al Giardino Corsini di Firenze.
Una massiccia presenza di pubblico arrivato da tutta Italia e moltissimi giovani interessati e attenti. Cento maestranze e giovani designer che non hanno mai smesso di mostrare dal vivo i segreti del loro fare, trasferendo passioni e visioni di futuro. E il tempo favorevole, che ha messo in evidenza la bellezza di un Giardino storico unico.
"Siamo molto soddisfatti - hanno dichiarato gli organizzatori Sabina Corsini e Neri Torrigiani - perché abbiamo visto quanto il settore sia in evoluzione e quanta fiducia nel futuro ci sia da parte delle nuove generazioni. Giovani che stanno investendo in progetti nei quali le diverse discipline si contaminano e che, in molti casi, contribuiscono anche a rivitalizzare territori e distretti".
Tra le realtà che raccontano questa nuova generazione, CanyaLab, laboratorio di bioarchitettura per la progettazione e la realizzazione di strutture in bambù e canna mediterranea, fondato a Firenze nel 2023 da Matteo Mannini, ha presentato una struttura in bambù che unisce sostenibilità e artigianato; e Intreccio Vivo, giovane realtà del distretto di Macerata che recupera e reinterpreta un'arte antica: una trama che prende forma intrecciando sapere artigiano, memoria e contemporaneità.
Storie che dimostrano come le nuove generazioni possano riscoprire e valorizzare competenze profondamente radicate nel territorio, trasformandole in opportunità di impresa e di futuro.Al termine della mostra è stato proclamato il vincitore del Premio Perseo - Fondazione CR Firenze, destinato all'artigiano più votato dal pubblico, che è andato all'artista giapponese Kikumi Terada, specializzata nella lacca urushi secondo una tecnica tramandata da quasi 9.000 anni. A consegnarlo Maria Oliva Scaramuzzi, vice presidente di Fondazione CR Firenze, che ha affermato: "Per noi è stato un onore aver potuto conoscere così tante eccellenze dell'artigianato internazionale, quest'edizione è stata di altissimo livello e lo ha dimostrato il grande apprezzamento da parte dei visitatori.
Come Fondazione, oltre al nostro contributo alla manifestazione, siamo stati presenti con lo spazio dedicato agli artigiani del progetto Recreos. Una collaborazione che è destinata a durare poiché condividiamo con la manifestazione il medesimo obiettivo di valorizzare la bellezza del saper fare. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile tutto questo. E ancora complimenti all'artigiana Kikumi Terada, vincitrice del Premio Perseo - Fondazione CR Firenze".Secondo classificato Remo Calonaci, per le sue sculture realizzate con le capsule di caffè; terza la ceramista Martina Buzio, che sperimenta la paper porcelain per ottenere spessori sottilissimi e forme leggere, quasi eteree.
A questo si sono aggiunti anche il Premio del Comitato Promotore, assegnato allo stand più curato e che offre al vincitore uno spazio omaggio alla Mostra 2027, andato a La Guardaroba Firenze di Poiret Masse, ceramista; e il Premio Eccellenza Italiana di EGGroup Italy assegnato a Intreccio Vivo.Ma la mostra è andata oltre lo spazio espositivo con percorsi immersivi tra installazioni, suoni e architettura. "Linfa. La Filosofia dello Stupore", il progetto site-specific affidato al giovane designer Jonathan Bocca, ha accompagnato il visitatore lungo il viale centrale, trasformandosi in una presenza capace di dialogare con lo spazio storico del Giardino e invitando a riscoprirne il patrimonio attraverso uno sguardo contemporaneo, fondendo arte, design e manifattura.
"Bosco Sonoro" del land artist Michele Vecchi ha portato al Giardino Corsini venticinque sculture fungiformi, ricavate da alberi caduti a causa del cambiamento climatico, trasformando lo spazio in un paesaggio sensoriale attraverso un ascolto in cuffia.Artigianato e Palazzo si chiude così, consegnando il racconto di un artigianato vivo, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia e con i territori da cui proviene e, soprattutto, uno sguardo fiducioso verso le nuove generazioni che ne stanno costruendo il futuro.