Alta velocità, la visione degli Ingegneri di Firenze

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 15 giugno 2026. “Più treni tra Valdarno e Firenze, un servizio ferroviario metropolitano con frequenze fino a un passaggio ogni 15 minuti nell’area fiorentina, collegamenti più rapidi con il Mugello e la possibilità di una relazione diretta tra Firenze e Ravenna: sono alcune delle opportunità che possono derivare dall’attivazione del sottoattraversamento Av e della stazione Belfiore, a condizione che la programmazione parta fin da subito”.

A dirlo è Fiorenzo Martini, coordinatore della Commissione Mobilità e Trasporti dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze, presentando la proposta della Commissione sul ridisegno dell’offerta ferroviaria regionale una volta entrata in funzione la nuova infrastruttura dell’Alta Velocità.“Lo spostamento di una parte dei treni Av nella nuova stazione, previsto per il 2028 – dice Martini – consentirà di liberare capacità sulla rete ferroviaria di superficie nel nodo di Firenze.

Questo spazio potrà essere utilizzato per aumentare i collegamenti regionali e metropolitani, a partire dall’asse Valdarno-Valdisieve-Mugello, che rappresenta il primo ambito su cui intervenire per ottenere benefici immediati per pendolari, studenti e lavoratori. In particolare, è necessario rinforzare l’attuale collegamento Montevarchi-Prato via Statuto, che potrebbe diventare l’ossatura di un servizio ferroviario metropolitano. La nostra proposta è di arrivare, nell’area urbana fiorentina, a frequenze fino a un treno ogni 15 minuti, con un migliore collegamento alla futura fermata Circondaria e alla stazione Belfiore”.“Per il Valdarno immaginiamo invece servizi più rapidi verso Firenze, con meno fermate intermedie e tempi di percorrenza ridotti – continua Martini –.

Sulla Faentina, invece, si potrebbero attivare collegamenti diretti ogni ora verso San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, con prosecuzioni verso Vicchio e Faenza. Sarebbe l’occasione per rafforzare il ruolo del Mugello e realizzare finalmente un collegamento ferroviario efficace tra Firenze e Ravenna”. “Guardando a sviluppi più ampi, la nuova configurazione della rete potrebbe consentire ulteriori scenari – conclude Martini – come un collegamento ferroviario diretto con l’aeroporto di Peretola e la creazione di una rete metropolitana integrata tra Empoli, Firenze, Pontassieve e Borgo San Lorenzo.

Ma perché queste ipotesi possano diventare realtà è necessario avviare fin da oggi il confronto tra Regione, gestori ferroviari, enti locali e territori interessati: quando la Tav entrerà in funzione, la programmazione dovrà essere già definita”.