Aeroporto di Peretola: il rebus del Campo largo
È possibile considerare un’infrastruttura come un volano imprescindibile per lo sviluppo economico e sociale di un territorio, e al tempo stesso scegliere di governare proprio con chi ne blocca sistematicamente la crescita? È questo l'interrogativo che svela la politica alla guida di Firenze e della Regione Toscana. Una dinamica in cui la visione strategica cede il passo a un equilibrismo di maggioranza, trasformando la gestione amministrativa in una gestione delle contraddizioni interne.
La vicenda del potenziamento dell'aeroporto di Peretola rappresenta l'ennesima cartina di tornasole per misurare la reale tenuta della coalizione di centro-sinistra, il cosiddetto "Campo Largo". Tra annunci e voti contrari nelle sedi istituzionali, lo scalo fiorentino mette a nudo le crepe di un’alleanza divisa tra il pragmatismo di chi rivendica la crescita della città e i veti incrociati di chi fa dell'ostruzionismo la propria bandiera.
L'analisi di Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia – ECR, affonda la lama nella posizione espressa dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro: «Non si può dire ai fiorentini che l’aeroporto è strategico per lo sviluppo della città e, allo stesso tempo, governare insieme a chi continua a opporsi al suo potenziamento. È la solita politica della sinistra: una cosa quando parla ai cittadini, un’altra quando deve difendere le proprie maggioranze».
Secondo Torselli, ci si trova di fronte a una stridente incongruenza tra il racconto pubblico dell'amministrazione e la realtà delle sue alchimie di governo: da un lato si dichiara che Firenze merita un aeroporto moderno e all'altezza delle sue esigenze, dall'altro si stringono alleanze inscindibili con forze politiche che si oppongono in modo radicale al suo potenziamento.
La motivazione di questo corto circuito, sottolinea il parlamentare europeo, risponde a una precisa ed esclusiva tattica di sopravvivenza: conservare la guida del governo locale a ogni costo.
Questa dinamica rivela tutta la distanza tra una vera visione di rilancio territoriale e la costante esigenza di garantire i numeri in consiglio. Torselli invita dunque la sindaca Funaro ad abbandonare la ritirata strategica e ad assumersi la responsabilità delle dovute conseguenze politiche, affinché lo sviluppo dello scalo di Peretola cessi di essere merce di scambio e ostaggio degli equilibri di potere.
Il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale, Marco Stella, e i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai e Matteo Zoppini, evidenziano come la maggioranza che governa la Toscana versi in uno stato di spaccatura sistematica davanti a qualsiasi dossier decisivo. L'ostilità della maggioranza non colpisce soltanto lo scalo fiorentino, ma si estende all'intero sistema delle infrastrutture, arrivando a paralizzare interventi essenziali sulle linee ferroviarie e sulle strade di grande comunicazione. Le macerie del Campo Largo si accumulano su una serie di capitoli chiave per la regione:
- Piano rifiuti
- Piano faunistico venatorio
- Ossicombustore di Peccioli
- Legge sul social freezing
- Garante per l'Infanzia
Il quadro tracciato dall'opposizione mostra una coalizione sempre più sbilanciata a sinistra, in cui il Partito Democratico appare radicalizzato e sostanzialmente succube dei diktat del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. In questo assetto, la presenza di Italia Viva viene bollata come una mera "foglia di fico", utile unicamente a rassicurare l'elettorato moderato. Il risultato è uno stallo decisionale cronico che penalizza il lavoro, il turismo e la competitività dell'intera regione.
«La nuova pista dell’Aeroporto di Firenze resta un punto fermo del programma di mandato. Il voto contrario degli assessori Lenzi e Barontini alla delibera sull’aeroporto di Firenze conferma che all’interno della maggioranza regionale esistono sensibilità diverse su questo tema. Ma altrettanto chiaro è il dato politico: la Giunta ha approvato l’atto e per noi lo sviluppo di Peretola e la realizzazione della nuova pista restano un punto fermo. La nuova pista e il nuovo aeroporto si faranno» dichiara Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale e consigliere comunale a Firenze, commentando il voto espresso in Giunta regionale.
Le frizioni interne hanno toccato il punto di ebollizione nel recente voto in Giunta regionale sulla delibera relativa al contributo istruttorio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per lo sviluppo dell'aeroporto. In questa sede, le posizioni dei componenti dell'esecutivo si sono palesemente divise:
- Gli assessori Alberto Lenzi (Avs) e David Barontini (M5S) hanno votato contro. Avs ha ribadito una contrarietà pregiudiziale e totale alla nuova pista, mentre il M5S ha scelto di smarcarsi guardando preferibilmente ad altri scali.
- L'assessora Alessandra Nardini (PD) ha espresso voto favorevole, affrettandosi però a precisare che l'atto possedeva una valenza esclusivamente tecnica e non conteneva alcun giudizio di valore politico.
Un'acrobazia verbale, quella dell'assessora del PD, che ha tutta l'aria di un tentativo di prendere tempo ed evitare la resa dei conti politica. Le opposizioni affondano il colpo e pongono quesiti ineludibili: cosa accadrà quando la Giunta sarà chiamata a esprimere un parere politico definitivo e vincolante sulla nuova pista? L'assessora Nardini voterà a favore o contro? E soprattutto, la sua posizione esprime davvero la linea di tutto il PD presente in Giunta? Interrogativi pesanti che mettono a nudo la fragilità della leadership del Presidente Eugenio Giani e sollevano forti dubbi sulla sua reale capacità di mantenere il controllo della maggioranza a Palazzo Sacrati Strozzi.
La politica dei veti e dei rinvii continui ha un costo economico e sociale altissimo. Dalle analisi evidenziate da Marco Stella, Jacopo Cellai e Matteo Zoppini, l'ammodernamento dell'aeroporto di Peretola e la realizzazione della nuova pista rappresentano un volano di sviluppo la cui paralisi nega alla Toscana benefici concreti e misurabili:
- Passeggeri: Possibilità di raddoppiare il flusso e la capacità di accoglienza del traffico aereo.
- Occupazione: Creazione di nuova occupazione diretta e indiretta fino a 5.000 posti di lavoro.
- Sicurezza e Salute: Drastico abbattimento dell'inquinamento acustico e ambientale con un netto miglioramento della salute per migliaia di cittadini fiorentini, unitamente a un incremento della sicurezza dei voli.
- Economia: Forte spinta al settore turistico, all'attrattività degli investimenti e alla competitività complessiva della regione, trattandosi di uno degli asset strategici primari del territorio.
La Toscana si conferma il laboratorio politico per l'esperimento del Campo Largo, accreditato dai suoi promotori come modello di governo replicabile a livello nazionale. Tuttavia, il cortocircuito andato in scena sulle infrastrutture evidenzia il peccato originale della coalizione: uno schieramento compatto nell'occupazione dei ruoli di governo, ma incapace di trovare una sintesi quando si tratta di decidere sullo sviluppo del Paese.
L'allarme lanciato dai banchi dell'opposizione travalica i confini toscani: se le forze della sinistra non riescono a trovare una convergenza su opere strategiche all'interno di una singola regione, quali scenari si prospetterebbero per la tenuta istituzionale ed economica dell'Italia nell'eventualità di un loro governo?