Rubrica — Arte & Mercato

​Un americano a Firenze

A colloquio con Charles H. Cecil, un grande artista che ha scelto Firenze per vivere


Vive da tanti anni a Firenze ed è innamorato della città come il primo giorno che l’ha vista. Firenze e il Rinascimento, l’arte, sono per Charles H. Cecil la sua passione e il suo interesse da sempre.

Charles H. Cecil ha un bellissimo atelier in San Frediano, proprio sopra allo studio che fu dello scultore Raffaello Romanelli, e della dinastia di artisti succeduti a lui, conservando un fascino antico. L’atelier di Charles H. Cecil odora di colori, olii ed essenze varie per dipingere e scolpire, che conserva in un grande armadio, insieme a pennelli e tele. In questo ambiente ho parlato con l’artista.

Da quanto tempo è a Firenze e da dove viene?

Sono arrivato in Italia nel 1978. Sono americano, originario di Chicago, ma nato a Kansas City, vissuto a Chicago e educato in Boston.

Charles lei lavora qui dal 1982. Come ha trovato questo spazio magnifico?

Appena sono arrivato qui in Italia, io e altri artisti si stava cercando uno studio dove lavorare. Abbiamo conosciuto la galleria Romanelli vicino al Ponte Vecchio che ci ha offerto lo spazio nel grande palazzo. Io sono qui da quel tempo.

Come definirebbe la sua pittura?

Figurativa, un tipo di pittura classica, ma spero anche attuale.

Preferisce il paesaggio o la figurazione?

Faccio paesaggio sicuramente. Ogni estate vado a dipingere fuori. Lavoro sempre dal vero, mai con foto. Tutti questi quadri sono realizzati sul posto, ci vogliono delle settimane, anche un mese per un quadro grande. Poi lavoro in studio per ritratti o quadri di immaginazione. Faccio anche scultura.

Chi sono i suoi maestri?

Ho studiato con un vecchio maestro di quasi ottant’anni a Boston quasi cinquant’anni fa. Lui era nato nel 1893 e ha conosciuto il grande John Singer Sargent, un americano nato qui a Firenze nel 1956, poi ha studiato con i colleghi di Sargent. Quindi tecnica classica. Il modernismo non è mai entrato nel suo modo di dipingere. Io ho imparato direttamente dalla collezione classica, figurativa, accademica, naturalista e a volte anche impressionista.

Perché ha scelto Firenze per vivere e lavorare?

Io sono stato qui prima dell’alluvione, nell’estate del 1966. È stato amore a prima vista per questa città. Volevo tornare prima dei trent’anni e infatti ho mantenuto la promessa perché a 29 anni ero già qui. Mi sento bene a Firenze. Per un artista è la migliore città del mondo. Non mi sento di vivere in un luogo più grande e sicuramente non in America. Io voglio vivere in un ambiente artistico, con una bella natura vicino. Firenze è cambiata in tutto questo tempo, ma è sempre Firenze. Questo è importante.

Ma Firenze non è la sua ispiratrice…

C’è ancora ispirazione. Ci sono i musei, palazzi. C’è anche tanto turismo ma non rovina l’ispirazione.

Si sente un pò italiano?

No, sono uno straniero. Sono sempre un americano a Firenze. Ho degli amici italiani ma parlo poco l’italiano perché mi esprimo tutto il giorno inglese qui con i miei studenti e colleghi. Questo è bene per me perché non ho perso la mia lingua madre. Anche parlando l’italiano bene non sarà mai la mia madre lingua. A Firenze c’è una tradizione di anglosassone che dura da duecento anni e mi piace, mi sento a casa.

Cosa le piace di Firenze e dei fiorentini?

Pur essendo americano io qui mi sento a casa. Anche in Borgo San Frediano, ho amici nel quartiere, italiani, è pieno di brave persone, molto genuine.

I suoi modelli sono persone del luogo vero?

Sono spesso belli e belle, e giovani. In Italia c’è il grande problema di trovare lavoro e ho tanti modelli che hanno necessità di lavorare. Sono sensibile alle persone che hanno dei problemi economici o che vivono sulla strada, senza lavoro. Il fascino per me è lavorare dal vero. Noi abbiamo una tecnica con tradizione, attraverso Sargent, che discende da Velasquez, siamo veneziani a Firenze. Perché la nostra tecnica è più verso Tiziano che Bronzino. Tiziano è il primo artista che ha lavorato dal vero. I fiorentini hanno sempre lavorato sui disegni. Noi siamo americani, veneziani a Firenze!

Per info: info@charlescecilstudios.com

www.charlescecilstudios.com

Arte & Mercato — rubrica a cura di Cecilia Chiavistelli

Cecilia Chiavistelli

Cecilia Chiavistelli — Giornalista, ha lavorato al Nuovo Corriere Fiorentino e Testate on line. Da anni si occupa di immagine e comunicazione per varie aziende con particolare attenzione al settore interior design. Nata a Poggibonsi (SI), ha studiato grafica a Palazzo Spinelli. Per inviare le vostre domande o per richiedere consulenze di interior design potete scrivere a: lifestyle@nove.firenze.it

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