Tramvia, dal rifiuto al panico: cosa rischia Firenze?

Ci sarebbero perplessità sui tempi di consegna dell'opera rappresentata da due Linee che si incontrano a Santa Maria Novella


Mancherebbe la liquidità necessaria per pagare gli operai, questa la notizia che La Nazione lancia su un capoluogo che sembra avere poche certezze, eccezione fatta per la data di conclusione dei lavori delle Linee 2 e 3 della Tramvia: 14 febbraio 2018. Mai un San Valentino ha visto tanti cuori sui calendari dei fiorentini. La consegna delle Linee slitterà?

Avere o meno la Tramvia operativa è un elemento cruciale per i fiorentini. Non solo perché l'attesa è stata lunga e costellata di ostacoli, con una grande quantità di compromessi urbanistici, deviazioni e cantieri aperti lungo due distinte direttrici come Statuto - Rifredi e Novoli - Peretola.

A pesare sull'apprensione è soprattutto la rimodulazione dell'intero trasporto pubblico e privato che, come sancito anche da un recente accordo sindacale, vede Palazzo Vecchio impegnato a distribuire i flussi in funzione delle prossime fermate e dei tempi che saranno dettati dal gestore tramviario. 
Questo perché l'obiettivo dell'amministrazione è una smart city e dunque un tessuto urbano che si muove in funzione della mobilità alternativa e non più sul traffico privato.
Non solo. La Linea 2 unisce Santa Maria Novella all'Amerigo Vespucci e se l'Aeroporto è lontano dal potenziamento, certo un collegamento veloce può migliorare il rapporto tra la città imprenditoriale e congressuale con lo scalo.
La stessa Linea attraversa poi San Donato con il Palazzo di Giustizia ed il Polo Universitario fino ad intersecarsi con la futura Stazione Foster comprensiva di Hub ferro-gomma.
La Linea 3 intende invece migliorare il raggiungimento della cittadella ospedaliera di Careggi dove ogni giorno convergono pazienti da tutta Italia e dove il sistema dei parcheggi è finito più volte sulla graticola dell'opinione pubblica a causa dei costi e dei tempi di permanenza. Un percorso che attraversa un nodo viario importante come piazza Dalmazia ed un'area commerciale che ha accusato il periodo della cantierizzazione.

Per anni il fronte di oppositori ha cercato in tutti i modi di ritardare i lavori, salvo poi il grande successo ottenuto dalla Linea 1 tra Scandicci e Santa Maria Novella.
Il servizio ha fatto la differenza: corse frequenti, percorso in sicurezza, tempi di percorrenza certi. Tutti elementi che sono venuti meno nel trasporto su gomma che vede ogni giorno i passeggeri impegnati in una odissea urbana.

Il panico, generato sui Social e non solo alla mera ipotesi che la Tramvia possa avere nuovi intoppi rende bene il ruolo del Sirio sullo scacchiere fiorentino, il peso strategico del ferro sulla mobilità del futuro.

Redazione Nove da Firenze