Salute della Toscana: ecco tutti i dati di Arpat su aria, acqua e terra

Nel rapporto sei capitoli, dedicati ad aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi


L'Assessore all'Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, ed ARPAT, con il direttore generale, Marcello Mossa Verre, ed il direttore tecnico, Guido Spinelli, hanno presentato l'Annuario 2017 dei dati ambientali della Toscana.

L’attività di controllo, monitoraggio e supporto tecnico svolta da ARPAT consente di raccogliere ogni giorno una notevole quantità di dati: anche da qui la scelta dell’Agenzia di pubblicare, a partire dal 2012, l'Annuario dei dati ambientali della Toscana, un rapporto fatto di numeri, carte tematiche, grafici ed infografiche.

Mossa Verre, ha spiegato che l’Annuario costituisce “la sintesi del lavoro che ogni anno l’Agenzia fa per assicurare il monitoraggio dello stato dell’ambiente nelle sue diverse matrici (aria, acqua, suolo, agenti fisici), ma anche una serie di dati che derivano dal controllo puntuale di fonti di pressioni: inceneritori, depuratori, impianti geotermici, aziende a rischio incidente rilevante, aziende ad autorizzazione ambientale integrata.”

Il prodotto, giunto alla sua sesta edizione, si inserisce nella più generale strategia informativo-comunicativa che, in linea con le indicazioni della legge istitutiva del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), tende alla produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell'ambiente e sulla sua evoluzione. Anche questa edizione conferma e prosegue la scelta della rappresentazione dei dati ambientali in modo semplice e comprensibile, privilegiando quindi numeri, mappe, grafici ed infografiche.

Una breve sintesi dei principali contenuti dell’Annuario 2017

 I dati sono riferiti all’anno 2016, ad eccezione del Suolo (Siti interessati da procedimenti di bonifica), per cui i dati sono aggiornati a marzo 2017.

Monitoraggio della qualità dell’aria

Relativamente al biossido di azoto i valori medi annuali più alti si sono registrati nelle stazioni di traffico urbano, confermando la criticità del fattore traffico per questo inquinante; il limite di 18 superamenti della media oraria di 200 μg/m3 è comunque stato rispettato in tutte le stazioni della Rete Regionale.

Per il PM10, il valore limite sul valore medio annuale di 40 μg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni della Rete Regionale; il limite di 35 superamenti della media giornaliera di 50 μg/m3 non è stato rispettato in 2 stazioni di fondo (nelle zone “Prato Pistoia” e “Valdarno pisano e Piana lucchese”).

PM10 limiti

Il limite normativo di 25 μg/m3 come media annuale per il PM2,5 non è mai stato superato.

Si conferma la criticità dell’ozono rispetto ai valori imposti dalla norma: il limite per la protezione della popolazione non è infatti stato rispettato nel 50% dei siti e il limite per la protezione della vegetazione nell’80%.

Per il benzene, il limite è stato ampiamente rispettato in tutte le stazioni della Rete Regionale; anche per il benzo(a)pirene il valore obiettivo di 1,0 ng/m3 come media annuale è stato rispettato in tutte le stazioni.

Monitoraggio dei pollini aerodispersi e di spore fungine aerodisperse

I due indici più significativi, Indice Pollinico Allergenico e Indice Annuale per la spora fungina Alternaria, risultano più bassi nella stazione di campionamento situata vicino alla costa (Lido di Camaiore). In quest’ultima stazione e in quella di Pistoia il contributo maggiore all’Indice pollinico annuale e a quello allergenico è dato dalla famiglia delle Corylaceae, mentre nella stazione di Firenze dalla famiglia delle Cupressaceae/Taxaceae e nella stazione di Grosseto da quella delle Urticaceae.

indice pollinico annuale

Acque superficiali

Il 2016 è il primo anno del secondo sessennio di applicazione della Direttiva europea 2000/60; i risultati di questo primo anno di monitoraggio consentono quindi una classificazione provvisoria, sia per i corpi idrici che per i laghi e le acque di transizione.

Per quanto riguarda lo stato ecologico dei corpi idrici, il 28% dei punti raggiunge l’obiettivo buono o elevato, il restante 72% risulta in stato inferiore a buono.

Acque sotterranee

Lo stato Scarso riguarda il 24% dei corpi idrici sotterranei e si concentra nelle depressioni quaternarie più antropizzate (Piana Firenze Prato Pistoia, Santa Croce, Valdarno superiore, Valdelsa) interessando anche le falde profonde della Val di Chiana e del Valdarno Inferiore.

Lo stato Buono scarso localmente riguarda il 44% dei corpi idrici sotterranei situati in massima prevalenza nelle depressioni quaternarie sia interne che costiere, sottoposte a pressioni urbane ed agricole.

Lo stato Buono ma con fondo naturale, che comunque eccede i valori soglia di classificazione, rappresenta una realtà molto diffusa della Toscana, terra ricca di emergenze termali e minerarie.

Lo stato Buono, infine, esente da contaminazioni antropica e generale buona qualità delle acque comprende il 22%.

corpi idrici sotterranei

Il trend 2002-2016 delle classificazioni mostra il 2016 in ulteriore recupero qualitativo rispetto ai due anni precedenti.

Acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile

Nel periodo 2014-2016 l’Agenzia ha controllato 114 stazioni di monitoraggio, rappresentative di altrettanti corpi idrici superficiali le cui acque sono destinate alla potabilizzazione. Tali acque sono classificate in categorie di livello qualitativo decrescente: da A1, A2, A3, fino a subA3. Le acque così classificate subiscono un trattamento di potabilizzazione adeguato alle loro caratteristiche, che è più o meno intenso a seconda della categoria di appartenenza.

Dal 2004 ad oggi nessun corpo idrico ha raggiunto la classificazione A1; nel 2016 il 51,8% è stato classificato in A3, il 20,7% in subA3, il 17,5% in A2.

Balneazione

La qualità delle aree di balneazione controllate si è mantenuta ad un livello “eccellente”, sostanzialmente stabile rispetto al 2014-15, con quasi il 91% delle aree ed il 96% dei km di costa che si colloca in questa classe. La distribuzione nelle varie classi denota un certo miglioramento rispetto al 2015.

costa balneabile

Ancora una volta il litorale apuo-versiliese è quello con la maggior percentuale di aree in classe diversa da quella “eccellente” (quasi 1 su 3).

La stagione balneare 2016 presenta un limitato numero di casi di non conformità, in netta diminuzione rispetto all’anno precedente: solo 1,3% dei campioni sul totale di quelli prelevati non ha rispettato i limiti normativi (nel 2015 erano il 3,9%) e da 35 aree di balneazione interessate da contaminazione nel 2015 si passa alla metà nel 2016.

Monitoraggio marino-costiero

La classificazione dei corpi idrici toscani mostra per quanto riguarda lo stato chimico il mancato conseguimento dello stato buono tranne che per il corpo idrico Arcipelago Isole Minori (campionamento Montecristo e Giglio) dovuto solo ed esclusivamente alla presenza di Tributilstagno composti nella matrice acqua.

qualità acque marino-costiere

Per quanto riguarda lo stato ecologico, tutti i corpi idrici hanno raggiunto lo stato buono, ad eccezione del corpo idrico “Costa Pisana”, caratterizzato da uno stato ecologico sufficiente.

Biodiversità

La distribuzione geografica degli avvistamenti rispecchia il comportamento e le preferenze di habitatdelle varie specie: costiero e a bassa profondità per il tursiope, pelagico per la stenella. Per il 2016 la frequenza di avvistamento per il tursiope è più alta rispetto alla stenella.

Delle 56 tartarughe recuperate, 39 erano già morte e 17 ancora in vita. I dati confermano, ancora una volta, che le catture accidentali registrate sono principalmente a carico dello strascico (75%).

Per quanto riguarda i grandi pesci cartilaginei (squali con lunghezza totale maggiore di 1 metro oppure razze e mante con una larghezza del disco maggiore di 1 metro) si è registrato un apparente trend in crescita di segnalazioni nella nostra regione che però non corrisponde ad un reale aumento numerico di questi pesci.

Siti interessati da procedimenti di bonifica

I Siti interessati da procedimenti di bonifica in Toscana sono 3.958, in aumento rispetto al precedente anno (3.644). Anche la superficie totale è passata da 16.962 a 17.272.

Più del 50% dei siti sono “attivi”, ossia hanno in corso le fasi di indagini preliminari, caratterizzazione o analisi di rischio, o la fase di presentazione/approvazione/svolgimento dell’intervento di bonifica e/o messa in sicurezza operativa o permanente. Meno del 10% sono invece certificati e quindi hanno avuto il rilascio di certificazione di avvenuta bonifica, messa in sicurezza operativa o messa in sicurezza permanente. La restante parte sono siti con procedimento chiuso a seguito di autocertificazione o di presa d’atto di non necessità d’intervento.

Agenti fisici

Sono stati 18 i punti misurati per il controllo ed il monitoraggio del rumore generato dalle infrastrutture di trasporto stradali, ferroviarie e aeroportuali in Toscana. Il valore della massima mediana su 24 ore dell’induzione magnetica, rilevato con il monitoraggio in continuo della linea La Spezia – Acciaiolo, è risultato superiore di circa il 5% rispetto all’anno precedente.

La corrente media è risultata superiore di circa il 9% rispetto all’anno precedente, indice di un corrispondente aumento della corrente circolante nell’elettrodotto.

L’Annuario riporta anche i risultati delle misure spot e in continua su elettrodotti e cabine elettriche, suddividendo i punti verificati a seconda che si applichi il Limite di esposizione (100 μT), il Valore di attenzione (10 μT) o l'Obiettivo di qualità (3 μT).

Il numero degli impianti radio televisivi è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente, mentre quello delle Stazioni Radio Base è cresciuto di circa il 20%, a causa soprattutto del proliferare dei sistemi per la diffusione della banda larga basati su tecnologia 4G. L’Annuario riporta la distribuzione statistica delle misure di campo elettrico effettuate su questi impianti.

Percentuale superamenti limiti CEM

In tema di radioattività, i valori di concentrazione di radionuclidi misurati negli alimenti, in aria e in altre matrici ambientali, in Toscana rientrano nella normale variabilità dei livelli presenti nell’ambiente.

Sistemi produttivi

Su un totale di 197 impianti di depurazione di reflui urbani maggiori di 2000 abitanti equivalenticontrollati, in 49 si sono riscontrate varie tipologie di irregolarità.

Gli esiti dei controlli analitici effettuati sui principali impianti di incenerimento di Rifiuti Urbani e di Rifiuti Speciali della Toscana hanno rivelato che i valori sono in genere ampiamente inferiori ai limiti previsti.

rapporto tra incenerito e potenzialità autorizzata

In 10 dei 14 stabilimenti a rischio di incidente rilevante ispezionati sono state richieste “misure integrative”, relativamente al corrispondente punto del Sistema di Gestione della Sicurezza.

59 delle 160 Aziende ad Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza regionale controllate sono state sanzionate con violazioni amministrative e/o penali.

Per quanto riguarda le aree geotermiche l’Annuario riporta i risultati dei controlli sugli impianti relativamente all’acido solfidrico e al mercurio emessi dalle centrali. Relativamente a questo secondo inquinante, le determinazioni dei livelli di esposizione della popolazione della zona del Monte Amiata, dovuti alla somma della componente naturale, pur in presenza di una significativa anomalia geologica, e di quella emissiva delle Centrali geotermoelettriche, dimostrano valori molto lontani dal valore limite di cautela sanitaria stabilito dalle Linee Guida internazionali.

“Sfogliando l’Annuario - ha detto l’Assessore all’Ambiente Federica Fratoni - si comprende bene il valore del reporting ambientale, strumento chiave che permette anche di comunicare le informazioni ai cittadini, agli istituti di ricerca, agli amministratori e a tutti coloro che vogliono non solo conoscere il territorio nel quale vivono, ma anche porre in atto azioni e comportamenti tali da migliorare costantemente la qualità dell’ambiente nel suo complesso.

"Questi dati - ha proseguito l'Assessore - raccontano una Toscana presidiata. Anche quest’anno restituiamo l’esito di un lavoro attento e impegnato che dimostra la grande trasparenza che vogliamo mettere nell’ambito delle politiche ambientali.

Certamente la Toscana ha punti di criticità, è normale, ma ci sono dall’altra parte amministrazioni responsabili e presenti che si avvalgono di una grande realtà come è Arpat che anche in tempi di contingentamento di personale come questi e di lavoro crescente, riesce sempre a fornire una risposta efficace e pronta sulle tante problematiche che emergono.

Dobbiamo dire che è aumentata anche la sensibilità dei cittadini, nel corso del tempo credo ci siano state una maturazione e un’attenzione crescenti e questo è senza dubbio un segnale positivo che va a sostegno della collaborazione, elemento importante sui temi fondamentali come quelli ambientali."

Dopo un’apertura in cui vengono riportati, con brevi spiegazioni, i “numeri” relativi all'attività di controllo, monitoraggio, laboratorio, supporto tecnico scientifico e comunicazione e informazione svolta da ARPAT nel 2015 e 2016, il rapporto prosegue poi attraverso sei capitoli, dedicati ad aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi.

Per ogni capitolo, un frontespizio fornisce i primi numeri utili a inquadrare il tema trattato, mentre un indice dettagliato degli argomenti dà subito indicazioni su quali saranno gli oggetti di tabelle, grafici, infografiche.

Per chi vuole approfondire le singole tematiche, ogni sezione rinvia alle pagine del sito Web dove sono pubblicati i riferimenti normativi, i report ambientali specifici, nonché le banche dati interrogabili.

Per chi vuole approfondire:

Redazione Nove da Firenze