Rischio calcolato a caro prezzo: dopo siccità, frane e smottamenti

Dopo lunghi periodi di siccità arriva puntuale la conta dei danni e la dichiarazione di emergenza


Abbiamo anticipato nelle scorse ore il Bollettino Meteo per i primi giorni di settembre con l'arrivo del Ciclone Poppea che interesserà le Alpi per poi scendere verso sud.
Le reazioni alla notizia, dopo un lungo periodo di caldo intenso, sono state positive, anche sulla nostra Pagina Facebook commenti di grande entusiasmo dovuti al caldo percepito nei giorni scorsi, ma gli esperti sono preoccupati per le ricadute che simili fenomeni rischiano di avere sui terreni aridi.
Territori che contano comunità montane facilmente isolabili, infrastrutture precarie e vie di comunicazione sotto stress anche a causa di una manutenzione a singhiozzo guardano con maggiore attenzione ai bollettini meteo delle prossime ore, quando il caldo terminerà per lasciare spazio alla prima perturbazione di fine estate.

La Città Metropolitana di Firenze dirama il Codice Arancione per rischio temporali forti. Il centro funzionale regionale nel bollettino di valutazione delle criticità per la zona che comprende il Comune di Firenze, Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa segnala il rischio idrogeologico idraulico con possibili frane e esondazioni di fossi e corsi d'acqua secondari: Ema, Mugnone e Terzolle.

"Le frane sono causate dalla siccità" hanno più volte sottolineato gli esperti.
I geologi della Toscana si sono interrogati più volte su come trasmettere alle istituzioni gli strumenti giusti per monitorare il territorio, auspicando che la figura del geologo possa diventare essenziale anche e soprattutto nell'organico dei piccoli comuni o associazioni di comuni.
Non solo, oltre ai geologi ci sono gli agronomi a suonare l'allarme: i larghi incendi che hanno interessato il territorio hanno ridotto la forza contenitiva data dagli alberi radicati sulle colline e dunque i terreni sono da considerarsi ancora più fragili.
Un rischio calcolato? Visto il ripetersi dei fenomeni negli ultimi anni, in vari punti del Paese, sembrerebbe di sì, eppure ogni anno scatta l'emergenza a posteriori con lo stato di calamità naturale e la conseguente richiesta di aiuti economici per contenere i danni e ricostruire le opere andate distrutte.

I primi a scendere in campo in caso di calamità naturale sono i Vigili del fuoco e la Protezione Civile ai quali si unisce l'attuale comparto dei Carabinieri Forestale, ma si tratta di una lotta contro il tempo che inizia a partire dalle prime segnalazioni. Per la prevenzione occorre una visione a 360 gradi di lungo periodo.

Tra venerdì, sabato e domenica sono attese forti precipitazioni al nord e fino al confine tra la Liguria e la Toscana.
Proprio Liguria e Toscana risultano tra le regioni più a rischio negli annali idrogeologici, nel 2011 Coldiretti contava i danni "Perché in Toscana e in Liguria stanno avvenendo così tante frane? La colpa non è solo della cementificazione, ma anche, paradossalmente, della siccità".
Nel 2011 Coldiretti esclamava "E' caduto il 50% di pioggia in meno rispetto alla media del periodo 1970-2000. Ciò ha provocato l'inaridimento dei terreni, diventati più fragili alle successive precipitazioni straordinariamente intense. I terreni aridi non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente, e quest'ultima si allontana per scorrimento, aumentando il pericolo di frane e smottamenti in terreni già in pericolo" e citava una esclamazione dell'allora premier Silvio Berlusconi "Si è costruito dove non si doveva", una frase che avremmo sentito tante altre volte.
Nel 2017 alla vigilia dell'Assemblea nazionale tenutasi a Roma, Coldiretti ha nuovamente espresso preoccupazione per "l'alternarsi repentino di eventi estremi quali siccità, incendi e nubifragi".

Il rischio nubifragi preoccupa anche l'agricoltura con miliardi di danni in condizioni stagionali tranquille, figurarsi ad inizio settembre in piena vendemmia. La grandine può vanificare il lavoro di un anno intero e le forti precipitazioni non aiutano il terreno bruciato dal sole perché per poter assorbire acqua ha necessità di piogge costanti, non di grandi quantità riversate in pochi minuti.

Intanto la Regione Toscana annuncia oggi, 31 agosto 2017, la disponibilità di contributi a micro, piccole e medie imprese danneggiate dalle calamità naturali che si sono abbattute sulla Toscana tra il 2013 e il 2015 previsti dal bando pubblicato ieri sul Burt, il Bollettino ufficiale della Regione Toscana. La data di scadenza per la presentazione delle domande è lunedì 9 ottobre.

Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese, e titolari di partita Iva che hanno presentato al Comune di competenza la scheda C di accertamento dei danni dell'attività economica. I contributi saranno sotto forma di finanziamento agevolato, di durata massima venticinquennale, assistito da garanzie dello Stato.

Obiettivo del bando, favorire la rapida ripresa economica delle imprese che risiedono nei Comuni della Toscana colpiti dalle calamità naturali degli ultimi anni, dal 2013 al 2015. Il bando punta a erogare finanziamenti agevolati assistiti dalla garanzia dello Stato. Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese, nonché i titolari di partita Iva in possesso dei seguenti requisiti: a) operanti in tutti i settori di attività economica, ad eccezione delle Attività agricole - codice ATECO A; b) con sede legale od operativa nei Comuni della Toscana interessati dai seguenti eventi calamitosi:

  • eventi meteorologici che nei giorni 24 e 25 agosto 2015 hanno colpito il territorio della provincia di Siena;
  • eventi meteorologici che nei giorni 19 e 20 settembre 2014 hanno colpito il territorio delle province di Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia e Prato;
  • eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio delle province di Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa nei giorni dall'11 al 14 ottobre 2014 ed il territorio delle province di Lucca e Massa Carrara nei giorni dal 5 al 7 novembre 2014;
  • maltempo di marzo 2013 in alcuni comuni delle province di Arezzo, Firenze, Livorno,Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato;
  • eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 20, 21 e 24 ottobre 2013 in Toscana;
  • eccezionali avversità atmosferiche che il 5 marzo 2015 hanno colpito il territorio delle province di Firenze, Arezzo, Lucca, Massa Carrara Prato e Pistoia;
  • eccezionali eventi alluvionali verificatisi nel periodo dal 1° gennaio all'11 febbraio 2014 in Toscana;

- la cui attività, pur avendo subito danni ai beni destinati alle attività di impresa, non risulta cessata al momento della presentazione della domanda;
- che ha presentato, nel tempo previsto al Comune di appartenenza, la Scheda "C" di accertamento dei danni all'attività di impresa occorsi in conseguenza degli eventi calamitosi sopra elencati.

Redazione Nove da Firenze