Presenza islamica in Italia: numeri costanti da venti anni

Se ne parla a Firenze mentre infuria la polemica sulla moschea. L'Istituto Sangalli ospita Paolo Naso, coordinatore del Consiglio per i rapporti con l’Islam italiano per il ministro Minniti


Firenze, 2 maggio 2017 – L'espansione dell'Islam e delle altre religioni in Italia, il ruolo di Papa Francesco nel dialogo inter-religioso, i media e le religioni, lo spazio pubblico delle religioni nel nostro paese, luoghi di culto come diritto spesso inascoltato. Sono solo alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta con l'incontro "L'Italia delle religioni. Numeri e personalità tra pluralismo confessionale e libertà religiosa". Appuntamento a Firenze domani 3 maggio (ore 18) all'Istituto Sangalli, in Piazza San Firenze 3. I relatori sono Paolo Naso e Brunetto Salvarani.

Sono 189 le diverse nazionalità degli immigrati in Italia. Il 2,5-3% della popolazione italiana (contro una media europea del 4%, con punte del 6,5% in Francia e del 6,1% in Olanda) è musulmana: sono 1 milione e 645 mila i fedeli dell'Islam in Italia, 1 milione e 405 mila i cristiani ortodossi. Dal punto di vista demografico-statistico l’islam italiano mostra una notevole costanza, da quasi un ventennio ormai rappresenta circa un terzo degli immigrati (Centro studi e ricerche IDOS). Nel nostro paese l’incidenza della popolazione di fede islamica è tra le più basse d’Europa (2,6%). Dei 2025 luoghi di culto, 655 sono moschee, 355 sono le chiese ortodosse (fonte Caritas/Migrantes 2012). Proprio la presenza degli ortodossi, rispetto allecomunità musulmane, che attendono ancora un inquadramento giuridico, appare molto più stabile e definita grazie al riconoscimento a dicembre da parte dello Stato italiano. Non solo, in molte diocesi, i vescovi hanno autorizzato il riutilizzo di numerose chiese. In Italia, ogni adeguamento dell’assetto giuridico, ispirato al riconoscimento pieno della libertà religiosa e di culto, continua ad essere regolato dal sistema delle Intese. Inoltre, nel nostro paese il diritto fondamentale della libertà di culto connessa all’esercizio della libertà religiosa rischia, troppo spesso, di essere sottoposto all’arbitrato di un referendum.

Sono alcuni dei dati che emergono dal volume interdisciplinare, curato da Naso e Salvarani, "I ponti di Babele. Cantieri, progetti e criticità nell'Italia delle religioni" (EDB 2015), che costituirà la base del dibattito all'Istituto Sangalli.

Mentre a Firenze infuria la polemica sulla moschea, l'Istituto Sangalli apre il dibattito sul pluralismo religioso nel nostro Paese e lo fa alla presenza di due massimi esperti: Paolo Naso insegna alla Sapienza di Roma ed è coordinatore del Consiglio per i rapporti con l'Islam italiano presso il Ministero degli Interni; in qualità di firmatario, ha dato un fattivo contributo al “Patto nazionale per un islam italiano”, sottoscritto ad inizio anno dal ministro Marco Minniti e che è stato definito una “prima” assoluta in termini di integrazione tra la fede islamica e il contesto italiano. Brunetto Salvarani insegna presso la Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna ed è co-conduttore della trasmissione di RaiRadio3 'Uomini e profeti'.

Dopo l'avvio del ciclo Donne e Veli e il ruolo di primo piano, pochi giorni fa, della sociologa siriana Ferial Mohuanna ai dibattiti più seguiti del Middle East Now, con questo appuntamento l'Istituto Sangalli inaugura il nuovo ciclo di incontri dedicato a 'Religioni: scenari locali e globali', con una panoramica su consistenza, caratteristiche, personalità delle differenti fedi religiose presenti nel nostro Paese, a partire dal 'Rapporto sulle religioni', pubblicato due anni fa presso le #Dehoniane di Bologna proprio da Naso e Salvarani.

Le attività dell’Istituto:L'Istituto Sangalli di Firenze, istituzione fiorentina, laica e non confessionale, nato nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale, in appena poco più di due anni di attività, ha assegnato 15 borse di studio, superando i 50 mila euro di finanziamenti alla ricerca per studiosi italiani e stranieri. L'Istituto Sangalli nel 2015 ha partecipato a Unity in Diversity;ha ideato il progetto ‘Florence Short Term Fellowships’ che richiama a Firenze studiosi da tutto il mondo;ha finanziato il lavoro per l’edizione critica dell’epistolario tra Giovan Battista Montini e Giorgio La Pira;ha ideato il ciclo di incontri “La religione è servita. Ebrei, cristiani e musulmani si incontrano…a tavola”, per laconoscenza reciproca tra le grandi religioni monoteiste puntando sugli aspetti culturali, storici ed anche gastronomici. Inoltre, l'Istituto Sangalli ha istituito, in collaborazione con il Festival dei Popoli, la kermesse internazionale del film documentario, il premio “Lo sguardo dell'altro”, dedicato al dialogo tra culture e religioni; infine, poche settimane fa, ha collaborato all’edizione 2017 del Middle East Now, il festival di cinema e cultura contemporanea del Medio Oriente, con la presenza di Ferial Mohuanna, sociologa siriana dell'Università di Damasco.

Redazione Nove da Firenze