Rubrica — Agroalimentare

Onda di calore: 20% di latte in meno

Anche la Toscana chiede lo stato di calamità, per le criticità idriche


(DIRE) Roma, 2 ago. - "Stress da caldo anche per gli animali nelle case, nei pascoli, negli alveari, nei pollai e nelle stalle dove le mucche con le alte temperature stanno producendo fino al 20% per cento circa di latte in meno rispetto ai periodi normali". È l'allarme che lancia la Coldiretti sulla base dei dati del Sistema di allerta caldo del Crea che parlano di "situazioni con massimo grado di emergenza mortalita' per gli animali in molte regioni dal Veneto alla Lombardia, dall'Emilia alla Toscana, dalla Calabria alla Sicilia fino in Sardegna". Da seguire, sottolinea la Coldiretti, "sono anche gli animali domestici con cani e gatti possono che possono soffrire l'eccesso di calore soprattutto perche' sudano poco. Tutto questo puo' essere molto pericoloso e portare l'animale, in condizioni estreme, anche alla morte. E' molto importante fare in modo che stiano sempre al riparo dal sole e in luoghi ben areati. Se necessario, installare sistemi di ventilazione supplementari, ma soprattutto garantire sempre dell'acqua e non lasciarli mai soli nelle macchine al chiuso". Dopo mesi molto siccitosi "manca anche il fieno necessario all'alimentazione degli animali con prati e pascoli- sottolinea l'associazione agricola- che sono a secco e non riescono a garantire l'alimentazione di mucche e pecore stressate dal caldo". In molte aree "e' stato necessario acquistare mangime e foraggi all'esterno per integrare la produzione aziendale, si teme per il raccolto di mais e in alcuni casi e' stato necessario mobilitare le autobotti per garantire l'acqua da bere per gli allevamenti".

"Sono undici le Regioni che si apprestano a chiedere lo stato di emergenza. Si tratta di Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Molise, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento". Cosi' il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in Commissione Ambiente della Camera per l'indagine conoscitiva sull'emergenza idrica e le misure necessarie per affrontarla.

"Meglio tardi che mai... Dopo l'ennesimo allarme giunto dall'ANBI (Associazione Nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue) sui livelli di Adige, Po e Lago di Garda, siamo lieti che il Governo abbia accolto la nostra richiesta di rispondere all'appello di 11 regioni che vivono una situazione di grande difficolta' a causa della siccita'". Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli, commentando le affermazioni del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in audizione in Commissione Ambiente alla Camera. "Da settimane- ricorda- invochiamo l'intervento dell'Esecutivo per il riconoscimento dello stato di calamita' e di attivare il Fondo di solidarieta' nazionale a sostegno delle imprese agricole. Oggi a Catania le riserve d'acqua per l'irrigazione sono finite e le campagne a secco. Una situazione analoga si registra in Sardegna dove gli agricoltori stanno protestando. Forti criticita' si registrano anche in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria e Trento. In queste aree la scarsita' d'acqua che ha un impatto negativo sul comparto dell'agricoltura va risolto alla radice con maggiori investimenti sulle infrastrutture irrigue. Va superata la logica dell'emergenza", conclude. (Com/Tar/ Dire)

Redazione Nove da Firenze