Morte di Niccolò Ciatti: il cordoglio dei fiorentini

Il ricordo del presidente del Quartiere 1 Sguanci: "Ragazzo sempre sorridente e gentile, un lavoratore aperto alla vita. Vicino alla famiglia". On line una petizione diretta al Ministro della Giustizia Andrea Orlando


Si chiama Rassoul Bissoultanov il ceceno accusato di aver colpito con un calcio mortale alla testa Niccolò Ciatti nel corso di brutale pestaggio, nella notte tra l'11 e il 12 agosto. Davanti al magistrato ha confessato, confermando di essere lui ad aver sferrato il calcio in testa, che ha ucciso il 22enne nella discoteca di Lloret de Mar. La magistratura spagnola ha trattenuto in stato di arresto solo l'atleta professionista, di 24 anni. I suoi complici ceceni potranno fare ritorno in Francia, dove vivono, a Strasburgo, come richiedenti asilo.

Scandicci si stringe alla famiglia di Niccolò Ciatti. Ieri sera oltre 500 persone hanno assistito e pregato assieme alla veglia per il ragazzo. "Niccolò Ciatti era un ragazzo sempre sorridente, un lavoratore che nel Mercato di San Lorenzo si è fatto apprezzare da tutti per le sue qualità umane e per la sua gentilezza, un giovane aperto alla vita. Come presidente del quartiere del centro storico sono profondamente addolorato dalla sua perdita, e sono vicino alla famiglia e al loro dolore". Questa la dichiarazione di Maurizio Sguanci, presidente del Quartiere 1, in ricordo del giovane aggredito e picchiato a morte a Lloret de Mar. "Adesso possiamo solo sperare che, almeno, la giustizia faccia rapidamente il suo corso, anche se questo non ci restituirà Niccolò" ha aggiunto il presidente Sguanci.

"Solidarietà alla famiglia che sta dimostrando grande forza e coraggio. Per noi sarebbe facile strumentalizzare il caso data la provenienza e la richiesta di asilo politico fatta dai tre assassini ma in questo caso non vogliamo trasformare la questione in un caso politico -dichiarano congiuntamente il Segretario della Lega Nord di Scandicci Leonardo Batistini ed il Segretario Provinciale Alessandro Scipioni- Vogliamo però chiedere giustizia per quelle tre bestie e ci dispiace constatare che due di loro sono già fuori. Non esistono giustificazioni per un fatto del genere e questi animali devono pagare con il carcere a vita. Per noi dovrebbe pagare anche chi non ha garantito la sicurezza all'interno del locale. Certe battaglie siamo pronti a condividerle con qualsiasi partito e ci auguriamo davvero massima giustizia per Niccolò. Infine non possiamo far finta di niente nel vedere le immagini strazianti di un ragazzo pestato a sangue davanti ad una folla che, anziché chiedere aiuto o intervenire, pensava a filmare col telefonino l'accaduto. Questa è una società malata, ognuno guarda soltanto al proprio orticello e dobbiamo impegnarci tutti a cambiarla al più presto".

Intanto ha superato 90.000 sostenitori la pagina 'Vogliamo giustizia per Niccolò Ciatti'. Così si intitola la petizione diretta al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, sulla piattaforma web change.org, prima firmataria la sorella Sara.

Redazione Nove da Firenze