​Mobilità a Firenze, tra Bus e Tramvia: aspettare, partire e rinunciare

Il trasporto passeggeri in crisi: le incognite del servizio nel capoluogo toscano


 Il flop delle Linee Flash, poi la Tramvia Linea 1, il biglietto via SMS, la privatizzazione dell'azienda pubblica con la scissione tra beni mobili e immobili, ed ancora le paline intelligenti. Oggi una Applicazione che informa sul passaggio dei mezzi. Ataf è cambiata, in meglio?
 
Gli utenti denunciano ritardi e disservizi, qualche nostro lettore racconta di impostare sulla App il tragitto, con la buona volontà di andare in bus, ma scopre che lo stesso tarderà a passare o che non ci sarà coincidenza ed abbandona il proposito. Intanto continuano gli scioperi.

Cresce l'attesa in città per quella che sarà la riorganizzazione del servizio con l'arrivo dei nuovi Sirio sulle due Linee Aeroporto - Santa Maria Novella e Careggi - Santa Maria Novella. Quali autobus spariranno, dove saranno le nuove fermate e quali saranno i vantaggi reali offerti dalla nuova infrastruttura?

Massimo Milli, figlio d'arte e quasi 30 anni di servizio, una esperienza ventennale nel sindacato di categoria, oggi vicesegretario provinciale Faisa Cisal racconta a Nove da Firenze il punto di vista dal finestrino anteriore del Bus.

"C'era una volta - ricorda Milli - il Bus numero 1 che dall'Isolotto portava a Le Cure ed oggi c'è la Linea 1 della Tramvia che dall'Isolotto si ferma a Santa Maria Novella, dove prendiamo ancora l'1 per andare a Le Cure. Qualcosa è cambiato, la Tramvia è regolare, veloce e sicura nella sua sede protetta, ma se devo camminare molto o aspetto troppo il Bus getto al vento il vantaggio accumulato. Si chiama integrazione".

Mostriamo a Milli una parte della nostra ricerca sui tempi di percorrenza nell'attraversamento di Firenze, in particolare i suggerimenti di lasciare il bus urbano per prendere mezzi extraurbani o treni regionali al fine di coprire brevi tratti coperti comunque dalle linee urbane. Scuote la testa e sorride: "Non sono sorpreso. Il sistema incrocia i dati delle frequenze con le percorrenze ed invita a cambiare mezzo laddove questo può comportare una riduzione dei tempi ed è la soluzione ideale dell'interconnessione, ma anche l'anello debole del sistema se non si ragiona per tempo su come organizzare il servizio".

Cosa pensa ogni giorno l'autista del mezzo pubblico? "Per chi si trova alla guida di un mezzo che trasporta passeggeri in piedi, sarebbe necessario avere meno pensieri possibile e grande serenità. Così non è purtroppo. Nel corso degli anni abbiamo visto saturare l'orario di lavoro, ci sono giorni in cui rincorriamo le linee, e saltano le pause. Le riserve sono importantissime per garantire la regolarità del servizio, siamo arrivati a vederle come una spesa superflua. Noi non abbiamo margini di manovra, a differenza dei tassisti ad esempio, e non possiamo decidere in autonomia traiettorie alternative. Ci affidiamo ai colleghi della sala radio che fanno un buon lavoro".
In cosa consiste? "Dalla Sala i controllori (i verificatori elevano le multe a bordo, ndr) segnalano eventuali ostacoli sul percorso in tempo reale, occorre una chiamata oppure un messaggio sul video che abbiamo accanto al volante per poter cambiare tragitto. In quel caso i passeggeri iniziano a domandare cosa accade: fermate alternative e tempi di percorrenza. Se le fermate che andremo a fare sono quelle di un'altra linea possiamo rispondere, ma sui tempi non possiamo essere precisi. Il risultato è un grande stress che si accumula tra i passeggeri e nell'autista".

 Il percorso che più vi spaventa? "Magari esistesse il modo per evitare l'attraversamento di Santa Maria Novella con un mezzo di lunga percorrenza. Sono anni che propongo all'Azienda ed in Comune, oltre alla Provincia quando c'era, la teoria della rottura delle linee come la 14 o la 17. Dal Girone a Careggi il tragitto è sempre stato proibitivo. Non è un caso se i passeggeri si sono trovati davanti fino a tre bus incolonnati, l'ultimo magari vuoto. Meglio sarebbe stato spezzare la linea in due con due circuiti Careggi - SMN e SMN Girone. Qualcuno ricorderà il Bus numero 2 che anni fa partiva da Vingone e arrivava a Calenzano, oggi da SMN si va a Calenzano. Anche il 6 potrebbe essere troncato con discesa a SMN e risalita su una linea più breve, sarebbe un itinerario più agile con meno perdite sul tragitto. Una grossa occasione l'abbiamo persa con la pedonalizzazione del Duomo".

Dicevamo dei bus incolonnati, come può accadere? "Il ritardo si accumula e può capitare di avere alle spalle il collega. A volte è la sala radio che avvisa della presenza di un bus in coda, perché lo vedono dalla geolocalizzazione. In questi casi arriva l'avviso di effettuare un trasbordo, se possibile, con la vettura che segue, in modo tale da rimettersi in orario e raggiungere il capolinea. Lungo il percorso non si possono caricare passeggeri e per questo capita di leggere "Deposito" al netto di chi rientra perché ha semplicemente finito il turno".

La Tramvia spaventa gli autisti? "Finalmente non avremo più i cantieri, ma se il flusso delle auto resta uguale il problema si presenterà al semaforo, uno qualunque, che dovrà fermare le auto private per dare precedenza al Sirio, poi al pedone e poi al Bus prima di riaprire il flusso ai mezzi privati. Siamo troppi. Le auto dovranno diminuire per favorire il mezzo pubblico. Servirà un atto di maggiore coraggio rispetto a quanto è stato fatto fino ad oggi".
Soluzioni: traffico limitato, corsie preferenziali? "Nel centro storico ci sono i bus, il residente ed il commerciante oltre al passante occasionale sul mezzo proprio e non possono convivere. Il Parcheggio sotto Santa Maria Novella è un caso emblematico. Sarebbe il caso di interrogarsi seriamente e domandarsi se sia ancora attuale. Capisco che 630 posti auto in quella posizione siano uova d'oro ma appare impensabile avere un attrattore di traffico con tre capolinea della Tramvia ed i bus di interscambio. Meglio attestarsi altrove per raggiungere poi il centro con il mezzo pubblico. Io sono per la selezione all'ingresso. Ho proposto all'assessore alla Mobilità Stefano  Giorgetti il prefiltraggio su piazza Goldoni e la presenza della Polizia Municipale ha fatto la differenza come accade su via Jacopo da Diacceto quando il Parcheggio di SMN è pieno".

Vi sentite supportati dalla nuova Applicazione che i passeggeri consultano su smartphone? "Se funziona è utile, non ha nulla a che fare con l'orario prestabilito, segue i bus in tempo reale. Ci hanno segnalato interruzioni nella copertura del servizio. Quello che manca all'Ataf di oggi, rispetto alla gestione pubblica è la Comunicazione. Risulta praticamente assente un rapporto verso l'esterno".

 La perenne agitazione, perché? "Sono tra coloro che si sono battuti contro la privatizzazione: oggi abbiamo una situazione che i cittadini difficilmente comprendono. Continuano a sentire parlare di Regione, Comune, Città Metropolitana e di Azienda. C'è chi ha riso delle nostre proteste, ma oggi ci troviamo con il Comune di Firenze che garantisce di tasca propria il mantenimento degli attuali chilometri commerciali anche con le Tramvie in esercizio e l'Azienda che a fronte di questo non garantisce, nero su bianco, il livello occupazionale. Comune e Regione fanno poi affidamento sull'integrazione tariffaria ovvero il biglietto unico ferro-gomma. Ataf vorrebbe aumentare il costo di Biglietto e Abbonamenti, il Comune ha concesso il ritocco sul Biglietto, ma è reticente sugli Abbonamenti. In tutto questo esiste un problema sulla programmazione del servizio. Come si possono costruire turni e linee sulla base dell'atto di obbligo che la Città Metropolitana indica ad Ataf senza avere idea dei fondi che saranno stanziati a medio e lungo termine? Solo promesse poi, in tema di sicurezza a bordo, la chiusura del posto di guida e la videosorveglianza". 

Antonio Lenoci