Migranti in Toscana: niente tendopoli, tante strutture per piccoli gruppi

Individuate le strutture di accoglienza, restano da individuare i gestori dell'accoglienza


La Regione Toscana ha individuato una serie di immobili di proprietà che saranno messi a disposizione della Prefettura per fronteggiare l’emergenza profughi che in queste settimane non accenna ad affievolirsi. Soltanto nella provincia di Firenze la Regione ha individuato 9 strutture, tra cui è presente anche la struttura di Montecuccoli, situata nel Comune di Barberino.

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ll'istituto universitario europeo di Fiesole il presidente della Toscana Enrico Rossi presenta il modello toscano di accoglienza dei profughi e migranti provenienti dal nord Africa e dal Medio Oriente sperimentato in Toscana quattro anni fa, tra il 2011 e il 2013 quando sono stati mille e ottocento i migranti ospitati con un modello di accoglienza diffuso affidato al volontariato e agli enti locali. "Altri tremila profughi sono arrivati negli ultimi mesi. Sono numeri in crescita, ma ancora abbastanza contenuti e sostenibili. Certo serve una strategia chiara e attiva dell'Europa per affrontare un problema che non potrà che essere in crescita tumultuosa nei prossimi mesi se non si affrontano alla radice i problemi dell'instabilità politica di tutta l'area mediterranea, che per questo dovrebbe essere al centro delle politiche dell'Unione europea".

 Un modello raccontato in un ebook e in uno speciale "fatto non di tendopoli e grandi concentrazioni, come quella che il governo del 2011 avrebbe voluto realizzare a Coltano in provincia di Pisa, ma di piccole strutture diffuse sul territorio, affidate al volontariato e con un ruolo importante degli enti locali e dei sindaci". Piccoli nuclei di 20-30 persone, inseriti nelle comunità locali.
"E' stata in questo modo un'accoglienza che non ha provocato contrasti e rifiuti fra i cittadini toscani – racconta sempre Rossi – Anzi, ha sviluppato legami di solidarietà, di collaborazione e amicizia".

"Continueremo a fare la nostra parte – sottolinea il presidente – , ma alle Regioni deve essere riconosciuto un ruolo nella gestione dell'accoglienza dei migranti in una logica di condivisione nazionale del problema". "Il modello toscano - aggiunge - prevede anche l'impiego dei migranti ospiti in piccole attività pubbliche. È un'accoglienza che sa donare".

Poi accenna al legame che la Toscana sta costruendo con importanti realtà della Tunisia e dell'Algeria, perché le politiche di immigrazione sono fatte non si solo di accoglienza ma anche relazioni e cooperazione. In Tunisia è impegnata nella regione di Kasserine, con un progetto assieme alla Francia per la ricostruzione di un modello di sanità pubblica, la formazione delle nuove classi dirigenti e il sostegno a progetti di economia locale.
Dall'Algeria proviene invece il gruppo Cevital, che ha rilevato le acciaierie di Piombino salvando 2200 posti di lavoro. "In questo modo – dice Rossi – la Toscana sta dando a darà il suo contributo di politica industriale e di politica estera. Ma questo tipo di progetti rappresenta anche uno dei più importanti antidoti al terrore perché apre nuove porte per l'Europa".

Rossi ribadisce anche il suo no ai muri minacciati dall'Ungheria, alla sospensione del trattato di Schengen o a interpretazioni troppo rigide del regolamento di Dublino. "Le migrazioni sono un fenomeno globale e l'accoglienza, sottolinea, è un dovere chiesto dalla Costituzione, quella Costituzione scritta in un'Italia appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, povera e segnata dal conflitto, ma riconosce il diritto di asilo allo straniero a cui sia impedito l'esercizio delle libertà democratiche nel proprio paese".

Attivo intanto il tavolo presso la Città Metropolitana di Firenze ed a cui partecipano Regione e Prefettura, in cui i Comuni sono parte attiva nelle decisioni con il fine di gestire al meglio i singoli casi.

A questo tavolo ha partecipato ieri anche il Sindaco di Barberino Giampiero Mongatti che, nel caso la struttura di Montecuccoli fosse ritenuta idonea, ha chiesto di limitare il numero di arrivi, in linea con la politica regionale di un'accoglienza a piccoli gruppi. La Prefettura verificherà in tempi brevi l’idoneità o meno dei locali segnalati per poi procedere, di concerto con le Amministrazioni Comunali, ad individuare il soggetto che andrà a gestire la struttura e l’accoglienza di queste persone.

“Il nostro impegno giornaliero in questa difficile situazione a livello nazionale e di cui possiamo solo prendere atto, ha commentato Mongatti, è quello di indicare le migliori soluzioni per garantire al massimo la tutela dei nostri cittadini e della nostra comunità. Una parte importante di questo lavoro è proprio quella dell’individuazione del soggetto gestore, che avrà l’onere di gestire questa difficile situazione. Di concerto con le Associazioni di volontariato locali, cercheremo anche di mettere in atto percorsi e progetti per coinvolgere attivamente queste persone”.

Redazione Nove da Firenze