Giorgio Vasari: 450 anni dalla morte

Ciclo di conferenze organizzato dall’Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 grazie a una sua idea

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 gennaio 2024 19:16
Giorgio Vasari: 450 anni dalla morte

Nel 2024 ricorrono i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari e l’Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 proprio grazie ad una sua idea, ricorda l’evento con un ciclo di conferenze organizzato dalla sua Classe di Storia dell’Arte, presieduta da Massimiliano Rossi, e dedicato all’ultimo decennio di vita del grande pittore, architetto e scrittore, il decennio in cui la sua carriera arriva al culmine. Si intitola “Giorgio Vasari 1574 - 2024. L’Apogeo della fama” e prenderà il via questo venerdì 26 gennaio con una conferenza di Cristina Acidini sull’ultima impresa vasariana: il ciclo della cupola del Duomo di Firenze.

Giorgio Vasari fu pittore, architetto e scrittore, passato alla storia soprattutto per le sue Vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori, il primo libro organico di storia dell’arte che ci sia pervenuto, fonte inesauribile, e spesso unica, di notizie biografiche sugli artisti del Rinascimento, nonché ricchissimo archivio di informazioni anche su opere d'arte che oggi non ci sono più. E’ stato grazie ad una sua idea che nel 1563 fu fondata l’Accademia delle Arti del Disegno: Giorgio Vasari voleva emancipare la figura dell’artista da quella dell’artigiano, al quale era stato sino ad allora equiparato, e garantire pieno valore intellettuale alle opere d’arte.

In questa nuova visione, l’insegnamento delle materie artistiche acquistava un’importanza tutta nuova e necessitava dunque di una nuova Accademia. L’istituzione fiorentina, che dal 1971 ha sede nello storico Palazzo dell’Arte dei Beccai, si unisce dunque alle celebrazioni del suo illustre fondatore e la Classe di Storia dell’Arte propone, a cura del suo presidente Massimiliano Rossi, il ciclo di conferenze Giorgio Vasari 1574 - 2024: l’apogeo della fama, che per l’intero anno affronterà aspetti diversi della multiforme personalità vasariana, facendo luce soprattutto sul suo ultimo decennio di vita, in cui la sua fama raggiunse il culmine.

Ad aprire il ciclo, venerdì 26 gennaio alle 17.30, sarà Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, che parlerà de “L’ultima grande impresa di Vasari: la cupola del Duomo di Firenze”. “Quella di Vasari in Cupola – racconta Acidini – è la grandiosa impresa finale della carriera di pittore, in cui riversa la sua colta inventiva e la sua sapienza tecnica. Ho seguito per dieci anni il restauro del Giudizio Universale, suo e di Zuccari: conosco e ricordo tutti quei 3600 metri quadrati di pittura murale!” La rassegna proseguirà sino a novembre 2024 ed ospiterà, tra gli altri, Alina Payne, Director of Villa I Tatti, The Harvard Center for Italian Renaissance Studies, e Carlo Falciani, accademico ordinario della Classe di Storia dell’Arte.

Storici dell’arte e studiosi, con cadenza mensile, racconteranno come, negli anni tra il 1563 e il 1574, avvenisse l’incontrastata affermazione di Vasari come pittore, architetto, collezionista, letterato inventore di figurazioni allegoriche e storiografo di fama europea. In quel decennio, a Firenze, fu regista della celebrazione medicea, in virtù del sodalizio con il duca Cosimo I, divenuto granduca dal 1569 e destinato a scomparire, come lui, nel 1574; mentre a Roma, nello stesso periodo, al servizio dei papi Pio V e Gregorio XIII, si battè perché i cantieri lasciati incompiuti da Michelangelo - quello della basilica di San Pietro innanzi tutto - venissero proseguiti fedelmente.

Nonostante le sue potentissime committenze, Vasari riuscì a non farsi schiacciare tra il potere politico di Cosimo I e quello religioso dei Papi della Controriforma, e nella seconda edizione delle Vite, pubblicata dagli stampatori Giunti nel 1568, delinea una soggettività terza tra potere temporale e potere spirituale: il primato dell’Arte, anticipato, cinque anni prima, proprio dall’istituzione dell’Accademia del Disegno. “Fu un risultato straordinario – conclude Massimiliano Rossi - e negli anni successivi, nell’Età del disciplinamento religioso e aldilà della frammentazione politica della Penisola, proiettò l’Italia nel futuro, dandole un’identità fortissima”.

Approfondimenti

PROGRAMMA

Venerdì 26 gennaio ore 17.30

Cristina Acidini

Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno

L’ultima grande impressa di Vasari: la cupola del Duomo di Firenze

Venerdì 16 febbraio ore 17.30

Alessandra Baroni

Scuola dell’Arte della Medaglia oligrafico e Zecca di Stato

Giovanni Stradano e Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio Venerdì 1 marzo ore 17.30

Tommaso Casini

Università IULM

La molteplicità del volto: il ritratto in Vasari e la sua fortuna

Lunedì 29 aprile ore 17.30

Eliana Carrara

Università di Genova

Vasari architetto tra cantiere e scrittura Venerdì 31 maggio ore 17.30

Carlo Falciani

Accademia di Belle Arti di Firenze

“Una machina grandissima quasi a guisa d’arco trionfale”

Vasari a Bosco Marengo

Tutte le conferenze saranno introdotte da Massimiliano Rossi

Presidente della Classe di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Arti del Disegno. 

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