Fusione di Comuni: primo incontro tra Barberino e Tavarnelle

Referendum sulla fusione tra Rio marina e Rio nell’Elba


E’ partito nei giorni scorsi con il primo incontro dedicato al mondo delle associazioni il percorso partecipativo “ComunInsieme” organizzato nella sala Ugo Capocchini di Barberino val d’Elsa. Una settantina le associazioni che hanno aderito all’invito delle giunte Trentanovi e Baroncelli a prendere parte al percorso promosso dai Comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa con il sostegno della Regione Toscana. “L’obiettivo – spiegano i sindaci Giacomo Trentanovi e David Baroncelli - è quello di coinvolgere la cittadinanza sull'ipotesi di fusione dei due enti”. Ai presidenti e ai referenti delle associazioni è stato illustrato il percorso, gestito da Anci Toscana e Sociolab, articolato in due fasi. In un primo momento gli esperti ascoltano le domande e individuano le questioni più ricorrenti. Il lavoro è incentrato in questa fase sull’emersione dei temi ritenuti rilevanti e prioritari dalle associazioni e dagli operatori economici, coinvolti nell'ipotesi di fusione. La seconda parte del percorso mira a coinvolgere tutta la cittadinanza nell’analisi dello studio di fattibilità sviluppato da Anci e nella co-progettazione degli indirizzi e delle linee guida da adottare in caso di fusione. “E’ importante che le comunità partecipino attivamente – aggiungono i sindaci - il loro contributo aiuterà a formare una consapevolezza sull'ipotesi di fusione che sarà poi sottoposta a referendum”. La serata è stata introdotta dell'assessore regionale Vittorio Bugli e dai tecnici di Anci Toscana. Considerata la partecipazione consistente dei cittadini, i facilitatori di SocioLab hanno poi diviso in due gruppi il pubblico. La discussione all'interno dei gruppi di lavoro si è fatta intensa, arricchita da un’ampia gamma di temi emersi. I partecipanti hanno rivolto maggiore attenzione alle questioni inerenti alla riorganizzazione del personale, al decentramento territoriale dei servizi e al rapporto con le frazioni, all'organizzazione dei servizi socio-sanitari, ai rapporti del possibile comune unico con gli altri comuni dell'Unione e con il Comune di Poggibonsi, ai tempi e alle procedure di fusione, all'organizzazione del servizio di trasporto scolastico e più in generale del Tpl, alle opportunità di sviluppo economico, alla necessità di un progetto politico e culturale che sappia costruire una nuova identità comune, e al nome dell'eventuale comune unico. "Il percorso partecipativo di Barberino e Tavarnelle non poteva avere partenza migliore, il dato rilevante di questa serata - aggiunge l'assessore regionale Vittorio Bugli - è stata la grande partecipazione della comunità, un segnale positivo per le amministrazioni comunali che hanno intrapreso questo importante cammino istituzionale, gli esiti del percorso di fusione dipendono dal grado di coinvolgimento delle persone. Il progetto funziona se i cittadini, protagonisti e diffusori attivi dei percorsi di partecipazione, hanno spazi e occasioni per acquisire informazioni ed esprimersi". In Toscana sono avvenute 11 fusioni di 22 comuni. Il prossimo incontro si terrà il 28 giugno con gli operatori economici alle ore 17.30 nella sala Ugo Capocchini di Barberino Val d'Elsa.

“Siete favorevoli all’istituzione del comune di Rio per fusione dei comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba, di cui alla proposta di legge n. 187?”. Sarà questo il quesito referendario, al quale i cittadini dei due comuni elbani dovranno presto rispondere. All’unanimità la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), ha espresso parere favorevole alla svolgimento del referendum. Bugliani ha precisato che si tratta di una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale, che ha come presupposti le delibere dei due consigli comunali. Alla seduta della commissione, nell’aula consiliare del Palazzo del Pegaso, hanno partecipato mertedì mattina anche Claudio De Santi e Renzo Galli, sindaci rispettivamente di Rio nell’Elba e Rio Marina, convocati in audizione. “Non ci sono interessi politici – ha assicurato De Santi – E’ una decisione serena. Siamo convinti che questi due comuni abbiano bisogno di essere messi nella condizione di governare meglio il territorio”. In questa prospettiva, dal punto di vista storico, ha ricordato che i due comuni sono divisi da un centinaio d’anni, dopo essere stati uniti nei precedenti ottocento. “Ci vuole una certa dose di coraggio ad avanzare questa proposta. Il nostro territorio ha bocciato il comune unico dell’Elba nel 2013 con percentuali del 75% - ha sottolineato il sindaco Galli – Enti di queste dimensioni distruggono ricchezza, non la creano. E’ un territorio con enormi possibilità di sviluppo. Ma occorrono risorse e bisogna colmare il deficit di personale, competenze tecniche, capacità amministrativa".

Redazione Nove da Firenze