Firenze tra Aeroporto e Tav, in centro si arriva in Tramvia

Aumenta la vocazione turistica della Toscana e Firenze intende aggiudicarsi il ruolo di Centro Polivalente Turistico, Commerciale e Congressuale


La conferma giunta da Roma sulla effettiva realizzazione della nuova Stazione per l'Alta Velocità si incastra oggi con il potenziamento dell'Aeroporto Amerigo Vespucci di Peretola, la prossima creazione dello Stadio della Fiorentina a Novoli e la realizzazione del ramo di Tramvia Linea 2 che servirà questa area fiorentina in crescita.

Dal tavolo di Roma tra i vertici ministeriali, dell'azienda di trasporti italiana e le istituzioni locali è emerso un punto comune di forte impatto urbanistico e sociale: sarà salvaguardata la centralità di Santa Maria Novella.
Alla Tramvia dunque l'arduo compito di traghettare i visitatori dal centro di Firenze verso i nodi logistici di interscambio ferroviario, automobilistico ed aeroportuale. Ma basterà un Sirio pensato per i piccoli pendolari?

Dopo l'ipotesi della Mini-Foster dei mesi scorsi, che però poco avrebbe cambiato in termini di occupazione di spazi salvo rinunciare all'area commerciale, arriva la conferma del progetto originale del Passante sotterraneo con Fermata AV agli ex Macelli di via Circondaria cui si aggiungerà l'HUB di interscambio ferro-gomma con il trasporto urbano ed extraurbano.
Più ipotizzabile oggi che la Foster di Firenze avrà l'aspetto moderno della Stazione AV di Bologna, e la funzionalità di Roma Tiburtina dove numerosi passeggeri scendono dal Treno per proseguire il viaggio in Pullman. 
L'infrastruttura sarà ragionevolmente a regime dopo il 2020.

Nel frattempo nello stesso quadrante fiorentino che oggi contiene la zona di Novoli, il Tribunale ed il Parco di San Donato sono in corso di realizzazione l'ampliamento dell'Aeroporto, già in ritardo, che ha l'obiettivo di competere con Pisa e Bologna e la realizzazione del nuovo Stadio Rinascimento Viola per il quale il competitor è Lo Juventus Stadium di Torino oltre al nuovo Olimpico di Roma quando sarà.
Entro il 2020 sia l'Aeroporto che lo Stadio dovrebbero essere in dirittura di consegna.

Ad unire i puntini, come accade nelle migliori figure enigmistiche, la Tramvia. La Linea 2 avrà il compito di servire tutti. Ce la farà? Quali saranno i flussi e quale tipo di mezzo occorrerà?
Se da una parte l'attenzione dei fiorentini corre alle infrastrutture, chi ha lo sguardo più lungo e senso pratico pensa ai bisogni dei futuri passeggeri che, una volta sbarcati o scesi dal treno si troveranno davanti un mezzo nato per i piccoli trasferimenti urbani. Basta pensare che il servizio VolainBus di Ataf utilizza oggi un veicolo con un capiente vano bagagli.

Mentre la diatriba tra favorevoli e contrari all'ampliamento dell'Aeroporto prima ed al nodo Tav adesso si riaccende, c'è chi si pone nuovamente il problema dell'ingresso in centro.
Servirà il People Mover anche a Firenze? Oppure torna di attualità la scala mobile verso Santa Maria Novella?
Ma nel mezzo c'è la Fortezza da Basso, il Polo Congressuale su cui la Camera di Commercio di Firenze intende investire pesantemente per un restyling che metta la Toscana al centro degli scambi economici europei e mondiali attraverso rassegne sempre più importanti come ha confermato il Presidente di Firenze Fiera ma anche l'assessore Anna Paola Concia alla inaugurazione della Mostra Internazionale dell'Artigianato ancora in corso. 

La città di Firenze gioca numerose partite che la eleverebbero dal ruolo di città d'arte visitata nelle classiche stagioni dedicate alle gite turistiche di massa.
I numeri sono in crescita, la Tassa di Soggiorno e la Firenze Card sono uno strumento di valutazione, ma sul piatto ci sono anche i numerosi appartamenti e le camere più o meno luxury che la Città Metropolitana offre ai viaggiatori per il pernottamento breve oltre alla proliferazione di locali destinati al food e beverage che hanno messo in difficoltà Palazzo Vecchio corso ai ripari attraverso l'escamotage del Patrimonio Unesco da preservare nel suo decoro non solo architettonico ma anche di vivibilità urbana.

Antonio Lenoci