Rubrica — Agroalimentare

Come costruire case con gli scarti dell'agricoltura toscana

I residui provenienti dalle coltivazioni tipiche della nostra regione si trasformano in materiali per l'edilizia


Scarti provenienti dalle lavorazioni dell'agricoltura tipica toscana trasformati in materiali per costruire e arredare le case. Non più insomma residui da smaltire (con le procedure e i costi che questo comporta), ma elementi che possano trovare una seconda vita ed entrare nuovamente nel ciclo dell'economia, con guadagni per i produttori e per l'ambiente. Così, ad esempio, dagli scarti del vino si possono estrarre coloranti per elementi di arredo e di design in legno come sedie e tavoli, mentre i residui agricoli (come potature e sfalci) di coltivazioni tipiche del territorio possono essere recuperati per la preparazione di rivestimenti colorati nel settore della bioedilizia. Fino ad arrivare a una casa a km0, costruita grazie alla stampa 3D utilizzando esclusivamente materiali naturali reperibili sul territorio.

Questi e molti altri sono i temi e le idee al centro di “Agritettura. Alimentiamo la rete: dal dire al fare”, incontro aperto al pubblico in programma giovedì 22 marzo a partire dalle 9 e per tutta la giornata allaPalazzina Reale di piazza Stazione, seconda edizione dell'iniziativa curata dalla commissione DAS (dibattito architettura sostenibile) dell'Ordine degli Architetti di Firenze dopo quella che si era tenuta nel 2016. Il tema di quest'anno sarà proprio l’utilizzo degli scarti provenienti dall’agroalimentare in architettura, attraverso filiere di trasformazione nella visione più ampia di economia circolare.

“Due anni fa abbiamo fatto vedere le potenzialità di questo settore, ora presentiamo le realtà che stanno andando avanti. Non si tratta solo di pionieri, ma di realtà che hanno messo in piedi filiere e processi virtuosi: da qui il titolo dell'iniziativa di quest'anno. È un passo in avanti, per capire come le varie realtà hanno sviluppato il proprio lavoro e come pensano di interagire tra loro, facendo rete”, spiega Egidio Raimondi, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Firenze. “Introdurre nell’edilizia materiali 'non convenzionali' per costruire o ricostruire case si può, lo spazio c'è e possono esserci vantaggi per settori come economia, lavoro e ambiente – continua – se l'edilizia non riesce a ripartire è perché non si è innovata abbastanza, siamo ancora fermi al mattone: l'innovazione è il motore per la ripresa, l'utilizzo di nuovi materiali e sistemi costruttivipuò essere un modo per far riprendere il settore dalla crisi”.

Nella sua prima edizione, Agritettura si era chiusa con la proiezione di un video in cui si “sognava” la realizzazione di una casa esclusivamente con materiali di scarto recuperati. “Ora questa casa esiste davvero, il nostro sogno di due anni fa è diventato realtà, ma in Danimarca – sottolinea Raimondi – in Italia siamo stati all'avanguardia per secoli, ora è il momento di darci una mossa. Di passare dal dire al fare”.

Sono tanti gli ospiti e gli interventi previsti nel corso dell'iniziativa del 22 marzo. Si partirà la mattina con Salvatore Pepe, che parlerà di “Mosaico Digitale, Bioresintile: Rivoluzione Coulturale”, cui seguiranno Enrica De Falco, che si concentrerà su “Il recupero di residui agricoli per la preparazione di rivestimenti colorati nel settore della bio-edilizia”, e Mastro Gilberto Quarneti, con “I geopolimeri rinnovabili e l'economia del riciclo”. E ancora, Tommaso Cecchi De' Rossi e Tommaso Passoni illustreranno “Pellevino: applicazioni e resistenze dei colori naturali a base vino con focus su legno pelle e tessuti”, mentre – restando sempre sul tema del vino – Giorgio Iviglia presenterà “Dagli scarti di produzione vinicola, le risorse per una nuova economia”.

Nel pomeriggio sono in programma gli interventi di Sergio Saporetti (“Il Piano Nazionale GPP ed i Criteri Ambientali Minimi alla luce del nuovo codice appalti”), Mariarita Cecchini (“Materiali per un'edilizia circolare”), Lapo Naldoni e Alberto Chiusoli (“High Tech – Low Tech. Stampa 3d per ricercare nuovi paradigmi con materiali del passato”), Pierluigi Feltri (“Una Biblioteca di paglia: il Centro Culturale le Creste a Rosignano Marittimo”) e Toti Semerano con “...basta una traccia”. La seconda edizione di Agritettura si concluderà poi con una tavola rotonda finale.

Redazione Nove da Firenze