Candidature alle elezioni: il Pd esce spaccato

L'80 per cento delle liste alla maggioranza. Delusione della minoranza. Per FdI nel collegio di Firenze Letizia Giorgianni, leader dei truffati di Banca Etruria


(DIRE) Roma, 27 gen.- Il Pd esce spaccato con le minoranze di Orlando, Emiliano e Cuperlo che non votano le candidature proposte dal segretario Matteo Renzi, che sara' candidato nel collegio uninominale di Firenze al Senato e in due listini plurinominali, in Campania e Umbria. Confermata Maria Elena Boschi nel collegio uninominale di Bolzano alla Camera. Valeria Fedeli al Senato nel collegio di Pisa. Benedetto Della Vedova sara' candidato al collegio di Prato alla Camera. Luca Lotti candidato alla Camera a Empoli. Tocchera' a Riccardo Nencini correre nel difficile collegio di Arezzo. In lista anche il costituzionalista Stefano Ceccanti.

Alle primarie la maggioranza di Renzi-Orfini e Martina aveva raggiunto il 69,2% dei consensi. La componente di Andrea Orlando il 20%, quella di Emiliano il 10%. Dei circa 200 posti considerati sicuri, una percentuale ben oltre l'80 per cento andra' invece all'area di maggioranza.

"Voglio misurarmi in un collegio e vincerlo per tornare in Parlamento". Roberto Giachetti in un post su facebook torna sulla questione della candidatura alle politiche. Ieri il vicepresidente della Camera annunciava di rinunciare al paracadute e di voler correre nel collegio di Roma 10 dove vive. Non aveva considerato che quel collegio e' gia' appannaggio di Riccardo Magi dei Radicali in forza dell'accordo stretto tra Piu' Europa e il Pd. Di qui la decisione del partito di candidare Giachetti a Sesto Fiorentino. "Ho sentito nel pomeriggio di ieri Renzi, al quale ho ribadito la mia posizione ed al quale ho chiaramente detto: decidi tu, l'unica cosa certa e' che io il plurinominale non lo voglio. In nottata mi e' stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilita' nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative", dice Giachetti. E aggiunge: "Certo, so bene che quel collegio e' piu' sicuro di quello dove volevo candidarmi. So anche bene, e lo dico a chi ironizza sulle blindature, che le cose sono molto cambiate rispetto a quello che accadeva ai tempi del mattarellum. Non solo non c'e' piu' uno schema bipolare ma sono collegi in cui sicuramente Liberi e Uguali avranno i loro maggiori risultati. E comunque per me dal punto di vista dell'impegno non cambiera' nulla. Saro' li' a combattere perche' il Partito Democratico possa avere il miglior risultato possibile, con tutta la mia energia e con tutta la mia passione". Giachetti spiega che "qualcuno gia' inizia ad ironizzare sui social circa le mie parole scritte ieri. Posso solo dire a tutti, a chi ha voglia di credermi come a chi non e' interessato a farlo, che tutto quello che ho scritto ieri corrisponde perfettamente alla realta', che la mia volonta' era esattamente quella e che, se quella volonta' non e' stata rispettata, e' perche' in politica se si fanno degli accordi di coalizione bisogna rispettarli anche se, come in questo caso, vanno contro quello che avremmo desiderato. Ho pero' almeno ottenuto che la parte sostanziale della mia richiesta fosse salvaguardata: voglio misurarmi in un collegio e vincerlo, per tornare in Parlamento".

"Renzi, cacciando la sinistra, ha distrutto il PD e non riesce a fare il Macron. Noi rifaremo la sinistra. Ho visto su YouTube le facce amareggiate e le dichiarazioni di delusione della minoranza PD, Orlando, Emiliano, Cuperlo. Renzi ha fatto un ulteriore passo avanti per un PD a sua immagine e somiglianza. Costruire una forza di sinistra seria e alternativa e' sempre piu' attuale. Noi ci siamo. Se noi, Liberi e Uguali, saremo piu' forti, tutti gli elementi e i gruppi di sinistra di questo paese, ovunque ora si trovino, potranno essere piu' forti e incisivi e dialogare e connettersi. Secondo me l'obiettivo dovra' essere un partito del lavoro ispirato agli ideali del socialismo". Cosi' su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente di Liberi e Uguali.

"Sara' una coincidenza, ma Matteo Renzi e' candidato nello stesso collegio di Firenze contro la nostra Letizia Giorgianni, leader dei truffati di Banca Etruria. Vedremo la gente chi scegliera' di votare". Lo dice Giorgia Meloni parlando a margine di una conferenza stampa di 'Alleanza Cattolica' e 'Comitato difendiamo i nostri figli', a cui hanno partecipato anche Maurizio Gasparri (Fi), Matteo Salvini (Lega) e il candidato del centrodestra per la Regione Lazio Stefano Parisi(Epi). La leader di Fratelli d'Italia aggiunge: "Abbiamo scelto di non riempire le liste con personaggi famosi. Abbiamo dato priorita' nel candidare chi ha lavorato nei territori, per cui non abbiamo candidati dai nomi altisonanti". (Com/Rai/ Dire)

Redazione Nove da Firenze