Bilanci delle aziende sanitarie: concluso l'iter di approvazione per l'anno 2014

Careggi: domani inaugurazione della nuova centrale di sterilizzazione del CTO. Tagli all'ospedale di Faenza


FIRENZE- Concluso l'iter di approvazione dei bilanci di esercizio 2014 delle aziende sanitarie, a seguito dell'adozione degli atti da parte delle aziende e dei diversi controlli sia interni che esterni effettuati dai diversi uffici e organi preposti, compreso il Tavolo di monitoraggio ministeriale. Le delibere relative alla conclusione di questo percorso sono state approvate nel corso dell'ultima seduta di giunta. I bilanci di esercizio 2014 delle aziende sanitarie presentano complessivamente un risultato di disavanzo: - 22.074.975. Si tratta però di un disavanzo di natura esclusivamente tecnica, come già spiegato in altre occasioni: si è infatti determinato unicamente per effetto della ritardata attribuzione, da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), del "payback" relativo alla spesa farmaceutica ospedaliera del 2013. Peraltro tali perdite sono più che compensate dall'utile di esercizio registrato dalla GSA (gestione sanitaria accentrata presso la Regione), il cui bilancio è stato ugualmente approvato nel corso della stessa seduta di giunta. La GSA, infatti, ha chiuso l'esercizio 2014 in utile per oltre 29 milioni: per l'esattezza, 29.429.300 euro. Quindi il bilancio di esercizio consolidato del Servizio sanitario regionale è risultato in utile per 7.357.000 euro. In leggero utile anche i bilanci 2014 degli Estav (tre, uno per ciascuna Area vasta, ai quali, dal 2015, è subentrato un unico Estar regionale), i cui bilanci sono stati anch'essi approvati nella medesima seduta di giunta: complessivamente, 140.754 euro.

Piani di area vasta: via libera con osservazioni dalla commissione regionale Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd). La commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza (contrari i rappresentanti dei gruppi di opposizione) nella seduta di oggi, martedì 6 settembre. L’esame in commissione era iniziato il 28 luglio, con l’illustrazione dei Piani. Approvate a maggioranza anche le osservazioni del presidente, che ha dato “un giudizio complessivamente molto positivo sul lavoro svolto”. Nelle osservazioni, la richiesta di “garantire risposte appropriate rispetto agli obiettivi dati in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, per un’equa distribuzione delle risorse e del personale, anche al di fuori dei centri principali”. Altro aspetto sottoposto osservazione, la necessità di “separare, nel calcolo delle strutture complesse sulla base del DM 70, le aziende universitarie da quelle territoriali: le prime ragionano in termini di fabbisogni formativi oltre che assistenziali, per questo i dati devono essere separati altrimenti si corre il rischio di indebolire le risorse degli ospedali territoriali”. Ancora, “una correlazione maggiore nel raggiungimento degli obiettivi tra le singole zone territoriali e quella che abbiamo definito come rete pediatrica regionale”.

E’ stato effettuato nei giorni scorsi il sesto prelievo di organi del 2016 all’ospedale “San Giuseppe” di Empoli. Ancora una volta è stata la profonda generosità dei familiari a consentire il prelievo degli organi del loro congiunto, un donatore di 81 anni residente nel Comune di Montelupo Fiorentino. L’uomo (deceduto per emorragia cerebrale spontanea all’ospedale empolese) ha potuto donare il fegato per il quale è intervenuta un’équipe medica di Pisa. Al buon esito del processo donativo, diretto dai professionisti empolesi del Coordinamento locale donazione di organi e tessuti dell’Ausl Toscana Centro, hanno collaborato con usuale impegno e professionalità il personale medico ed infermieristico ospedaliero, così come determinante per la riuscita di questi delicati interventi è stato il contributo del personale sanitario della rianimazione e della sala operatoria del “San Giuseppe”. Nell’anno in corso, nel territorio Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore sono stati eseguiti 6 prelievi multiorgano, 23 prelievi di tessuti corneali, per un totale di 45 tessuti prelevati, e 65 prelievi di tessuto osseo da donatore vivente presso il Centro Artoprotesico di Fucecchio.

Ma circa le liste di attesa bloccate un'utente di Firenze Scrive su Facebook: "Ho chiamato il Cup per fissare una visita oculistica per la mia bambina di tre anni. Liste chiuse sia allo Iot che al Meyer; poi, a liste riaperte, c'è da aspettare più di un anno".

Sarà inaugurata lunedì 12 settembre la nuova Centrale di sterilizzazione del CTO di Careggi con una presentazione, alle 12:00 nell’auditorium di Largo Palagi a Firenze. Interverranno l’Assessore alla Sanità della Toscana Stefania Saccardi, il Direttore generale di Careggi Monica Calamai, l’Amministratore delegato di Servizi Italia Spa Enea Righi. La nuova struttura, che è già attiva, è in grado di trattare una media di 10mila ferri chirurgici al giorno, confezionati in 180 kit, dopo aver eliminato i microrganismi attraverso un processo di igienizzazione e sterilizzazione che prevede l’utilizzo di diversi agenti sterilizzanti, con temperature che vanno da 50 a 134 gradi Celsius a seconda dei materiali trattati. L’impianto, dove lavorano 12 addetti, è gestito dalla Servizi Italia S.p.a e sterilizza i ferri chirurgici impiegati nelle 17 sale operatorie del CTO dove sono eseguiti complessivamente circa 10 mila interventi all’anno. L’attività di sterilizzazione, conformemente alla normativa internazionale, è completata dai controlli di routine e garantisce tracciabilità e sicurezza del materiale trattato. Un sistema di codifica applicato con marcatura laser ai ferri chirurgici ne agevola l’identificazione ai fini della composizione dei kit in base alle check list inserite nel sistema informatico. Ogni attività è documentata con la tracciabilità del singolo operatore addetto a ciascuna fase. Questi controlli consento di valutare il consumo dei materiali e di verificare puntualmente la data di scadenza della sterilizzazione. La realizzazione del nuovo impianto di sterilizzazione del CTO di Careggi è avvenuta attraverso una ristrutturazione a carico del fornitore esterno che ammortizzerà la spesa compresa nel costo del servizio erogato che è di circa 2 milioni di euro in 18 mesi.

È una rivoluzione all’insegna del colore quella che ha cambiato il volto e l’organizzazione logistica del parcheggio del Meyer. Grazie alla nuova cartellonistica, la grande area sosta dell’Ospedale pediatrico si è trasformata in uno zoo variopinto e pieno di animali. Ad accogliere i bambini nel delicato momento dell’ingresso in ospedale, ci sono coccodrilli, panda, pesciolini e giraffe. Così, attraverso il gioco, si stemperano eventuali timori dei piccoli. Ma gli animali sono utili anche ai grandi: adesso, ad invitare gli automobilisti a procedere con lentezza, ci pensano delle grandi lumache. E genitori e dipendenti del Meyer saranno facilitati nel ritrovare la macchina al momento dell’uscita. A sostenere il progetto, la Fondazione Meyer con il contributo della Firenze parcheggi.

Da lunedì 12 settembre a mercoledì 14 settembre la Scuola IMT Alti Studi ospita la “Fresco Conference”, il quarto Congresso internazionale sulla plasticità sinaptica che porterà a Lucca neuroscienziati di tutto il mondo per parlare in particolar modo del morbo di Parkinson. La conferenza, infatti, vedrà impegnato un gruppo selezionato di studiosi che farà il punto sulle conoscenze relative alla plasticità cerebrale, vale a dire sulla capacità del sistema nervoso di modificare l'intensità delle relazioni tra i neuroni (le sinapsi, appunto), di instaurarne di nuove e di eliminarne alcune, e sui possibili interventi terapeutici in caso di malattie neurodegenerative, con un’attenzione particolare al morbo di Parkinson. La conferenza è sponsorizzata dall’“Istituto Marlene e Paolo Fresco per lo studio sul Parkinson e sui disordini del movimento”, che ha sede alla New York University-Langone Medical Center e recentemente ha aperto un importante centro anche in Italia, a Fiesole. L’Istituto, la cui responsabile scientifica è la neuroscienziata Maria Felice Ghilardi, è nato grazie a una grossa donazione di Paolo Fresco, ex presidente Fiat, a lungo ai vertici della finanza mondiale, che ha voluto così da un lato fare qualcosa di concreto per la ricerca sul Parkinson, dall’altro garantire uno stile di cura empatico e centrato sulle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Paolo Fresco sarà presente all’apertura del congresso e, per l’occasione, visiterà il Campus della Scuola IMT. Tra gli interventi sono previste le lectio magistralis del professor Giulio Tononi sul rapporto tra il sonno e la plasticità e del professor Pietro Pietrini sui rapporti tra cervello e comportamento in ambito di psichiatria forense.

Il 23 e il 24 settembre, alla stazione Leopolda di Firenze, è in programma il Forum della Sostenibilità e Opportunità nel Settore della Salute. Un’occasione per discutere del ruolo dell’infermiere nel futuro, ma non solo. Al centro del dibattito promosso dai Collegi IPASVI aderenti all’iniziativa anche la sessione sul ruolo dell’infermieristica nei percorsi ospedalieri. «Parleremo della programmazione infermieristica e degli indicatori per standard mix – spiega Gianluca Bugnoli, Direttore UOC Assistenza Infermieristica e Ostetrica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria senese – per cercare di stabilire qual è il numero di pazienti di cui un infermiere deve prendersi cura in ogni setting assistenziale». L’assistenza infermieristica, infatti, è basata sull’erogazione di prestazioni di base e avanzate. Nei contesti a bassa complessità assistenziale molte prestazioni, per esempio, possono essere erogate anche da personale di supporto come gli operatori socio-sanitari, mentre nei settori a medio-alta complessità assistenziale va privilegiata la presenza infermieristica rispetto a quella degli operatori di supporto. «Come dirigenti infermieristici – precisa Bugnoli – “soffriamo” del fatto che tutte le decisioni prese non fanno riferimento a standard predefiniti. Mancano i parametri tantoché le scelte sono basate sull’esperienza, sul confronto con chi sta in prima linea e sull’assunzione di responsabilità, anche se nelle varie realtà si stanno implementando sistemi per la valutazione della complessità assistenziale che in qualche modo ci consentono di differenziare tra un setting assistenziale e l’altro». Un sistema di riferimento comune permetterebbe, dunque, di standardizzare l’offerta assistenziale nelle varie realtà sanitarie senza dimenticare la specificità di ogni singolo paziente. «Come dirigenti toscani – puntualizza ancora Bugnoli – ci incontriamo periodicamente per discutere su queste tematiche. Già nel marzo del 2014, su “Salute e Territorio”, avevamo pubblicato un articolo sull’“Offerta assistenziale” fotografando le varie realtà toscane al fine di fare una riflessione sulle dotazioni infermieristiche di settingassistenziali simili». Incontri che hanno, dunque, l’obiettivo di provare ad uniformare i sistemi di programmazione e di assistenza. «Una programmazione più precisa – conclude Bugnoli – permetterebbe di migliorare il lavoro degli infermieri uniformando peraltro, nei limiti del possibile, l’offerta assistenziale. È inoltre importante capire di quanti infermieri ha bisogno il sistema sanitario perché è ingiusto continuare a formare professionisti che hanno poi difficoltà a trovare un lavoro».

Inizierà a Dicembre, nell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi, presso il Dipartimento di Scienze della Salute, il primo Master di II livello dell’Università di Firenze in Salute e Medicina di Genere. Il percorso formativo è aperto ai principali profili di lauree magistrali: Medicina e Chirurgia, Farmacia, Odontoiatria, Biologia, Psicologia, Biotecnologie, Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, Fisioterapia, Dietistica. Il percorso di studi fa parte dell’offerta didattica 2016-2017 approvata dagli organi di governo dell’Ateneo fiorentino. La figura professionale formata avrà competenze trasversali e acquisirà le necessarie conoscenze al fine di limitare le diseguaglianze di genere sia per la diagnosi che per la terapia, con una specifica preparazione anche sull’attività o le reazioni avverse ai farmaci genere-dipendenti. Ha inizio con questo Master la promozione di un cambiamento organizzativo del Sistema Sanitario che consentirà l’applicazione di percorsi preventivi e diagnostico-terapeutici finalizzati al riconoscimento, alla valutazione e ad un trattamento differenziato per genere delle varie patologie. Il Master prevede un’offerta didattica multidisciplinare per fornire le conoscenze, sia di base che specialistiche, per una corretta comprensione del vasto panorama della Salute e Medicina di Genere. Si parte dall’epidemiologia che vede una prevalenza nettamente diversa di numerose patologie nei due generi, a fronte di una medicina tradizionale che le ha studiate quasi esclusivamente in ambito maschile. Le incidenze e prevalenze delle stesse patologie nell’uomo e nella donna si esprimono con quadri clinici spesso diversi che necessitano di diagnostica informata e attenta alla precoce individuazione di tali differenze. Così come i quadri fisio-patologici delle malattie, anche le conoscenze e le sperimentazioni relative ai farmaci discriminano in senso negativo le donne, privilegiando negli studi preclinici e clinici il genere maschile. La donna presenta invece peculiarità farmacocinetiche e farmacodinamiche ad oggi poco note e studiate che si traducono in differenti effetti sia terapeutici che tossici, conoscenze che dovrebbero essere comprese nel curriculum formativo delle varie professioni sanitarie.

No a qualsiasi taglio al reparto di pediatria dell’ospedale di Faenza. Il sindaco di Marradi Tommaso Triberti si schiera al fianco della mobilitazione contro il riordino dei servizi nel presidio ospedaliero da parte dell’Ausl Romagna. A rischio in particolare sarebbero i reparti di Pediatria e Ostetricia, con il dirottamento su ospedali limitrofi dei parti cesarei programmati ed i parti indotti. “Siamo contrari a ridimensionamenti come depotenziamenti dell’ospedale di Faenza, del reparto pediatria e il punto nascita - sottolinea il sindaco Triberti -. E vogliamo far sentire questa contrarietà, a fianco del sindaco di Faenza, dei sindacati e del comitato 'Giù le mani dalla Pediatria'”. Continua il sindaco Triberti: “Marradi si trova al confine tra Toscana e Romagna e gli ospedali più vicini sono da una parte quello del Mugello, a Borgo San Lorenzo, e dall’altra quello di Faenza. Ed è su quest’ultimo, anche per una viabilità più diretta, che in maggior numero i cittadini marradesi si rivolgono”. L’Amministrazione comunale marradese dà il suo appoggio alla mobilitazione in atto: “Indebolimento o riduzioni di reparti e attività sanitarie penalizzerebbero i cittadini dell’area faentina, con gravi difficoltà e disagi soprattutto per quelli di Marradi - afferma il sindaco Triberti -. Condividiamo le preoccupazioni che sono state sollevate e siamo pronti ad agire e collaborare. E’ vero che Marradi si trova in un’altra regione ma è vero anche che, lo ribadisco, su quella struttura sanitaria gravitano molti cittadini e famiglie marradesi e - aggiunge - se venissero trasferite attività in altri presidi avvertirebbero evidenti disagi per un aumento delle distanze e dei tempi. Per questo dobbiamo intervenire, collaborando anche con i Comuni vicini, entrando nel merito della questione. Siamo pronti a fare la nostra parte - conclude il sindaco - per salvaguardare il nostro territorio e la salute dei nostri cittadini”.

Redazione Nove da Firenze