Rubrica — Spettacolo

Alla 50 Giorni il Cinema Ritrovato

Il Sorpasso di Dino Risi, L'Armata Brancaleone di Mario Monicelli, La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, Il Camorrista di Giuseppe Tornatore: sono questi alcuni dei titoli che saranno presentati alla 50 Giorni per la rassegna Il Cinema Ritrovato in programma a La Compagnia (via Cavour 50/r) dal 21 al 24 novembre, in collaborazione con la Cineteca di Bologna.


Si comincia lunedì 21 novembre (ore 18.00) con L’Armata Brancaleone, di Mario Monicelli (Italia 1966 – 120'), Restaurato da Cineteca di Bologna in collaborazione con Titanus. Siamo in un improbabile e cencioso medioevo. Il cavaliere affabulatore Brancaleone da Norcia (Vittorio Gassman) si mette in viaggio con una combriccola di derelitti per prendere possesso del feudo di Aurocastro, in Puglia, incappando in numerose disavventure, come la sconfitta al torneo cavalleresco, il rischio di essere ucciso dai Saraceni, fino alla totale caduta in disgrazia. Il registro comico, che al tempo stesso mostra le miserie umane, si pone nella scia della commedia all'italiana, della quale richiama molti elementi. In particolare de I Soliti Ignoti, dello stesso Monicelli, si notano la simile sgangherata brigata, la figura del perdente Gassman, la presenza di Carlo Pisacane, il caratteristico personaggio di “Capannelle” che ritorna in salsa medievale. Vincitore di tre Nastri d'argento, il film fu presentato in concorso al 19°Festival di Cannes. Considerato uno dei capolavori del regista, grazie anche alla sceneggiatura di Age & Scarpelli.

Alle ore 20.30 Break Up - L'uomo dei cinque palloni di Marco Ferreri (Francia, Italia 1965 – 97'). Restaurato da Cineteca di Bologna e Museo Nazionale del Cinema, Torino in collaborazione con Warner Bros. Un industriale milanese, proprietario di una fabbrica di caramelle (Marcello Mastroianni) è convinto da un pubblicitario a basare una campagna promozionale su dei palloncini gonfiabili. Quando alla vigilia di Natale, il giovane industriale torna a casa, dove lo attende la fidanzata (Catherine Spaak), improvvisamente è colto da un dubbio irrisolvibile: fino a quale punto si può gonfiare un palloncino senza romperlo? Nonostante il ricorso a un amico ingegnere, il problema rimane irrisolto. Il film inizialmente fu ridotto, per una discutibile operazione commerciale del produttore, a un episodio di mezz'ora del film Oggi, domani e dopodomani. Nella sua versione estesa rappresenta una spietata critica di Ferreri sulla superficialità della società capitalistica e sulla sua incapacità di rispondere a qualsiasi interrogativo che non sia la mera ricerca di accumulazione della ricchezza. Martedì 22 novembre, si comincia alle 17.00 con Il Camorrista, di Giuseppe Tornatore (Italia 1986 – 170') Restaurato da Cineteca di Bologna in collaborazione con Titanus. Film d'esordio di Giuseppe Tornatore, con il quale il regista vinse il Nastro d'argento come miglior regista esordiente, Il Camorrista è ambientato nel carcere napoletano di Poggioreale e racconta l'ascesa criminale del “Professore”, che sfidando un boss più anziano di lui, inizia da dietro le sbarre a costruire l'esercito della futura camorra. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Marrazzo, che prende spunto sulla figura di Raffaele Cutolo, il film Il Camorrista è stato realizzato in due versioni: una più corta per il grande schermo, che fu subito querelata e ritirata dai cartelloni ad appena due mesi dall'uscita, e una più estesa per la televisione, trasmessa nel marzo 1994 su Rete 4.

Alle 20.30 Il sorpasso di Dino Risi (Italia 1962 – 108') - Serata a sostegno dell’associazione Foemina, Fondazione per la maternità e la salute della donna e del neonato. Film restaurato da Cineteca di Bologna e Istituto Luce - Cinecittà in collaborazione con Surf Film, RTI, Lyon Film e LCJ Productions. Presentato a Cannes 2016. Bruno, un presuntuoso e spaccone giovanotto romano, che sfoggia una Lancia Aurelia decappottabile (Vittorio Gassman), incontra casualmente un giovane e timido universitario (Jean-Louis Trintignant) che trascina con sé in un'avventura on the road in una deserta Roma di Ferragosto. L'arroganza e maleducazione di Bruno, respingono e al tempo stesso affascinano e attraggono lo studente. Vicende e incontri si alternano, legati dal lungo filo della mania automobilistica di Bruno. Il film, generalmente considerato come il capolavoro del regista, costituisce uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi dell'Italia del miracolo economico degli anni '60. . L’incasso della serata sarà devoluto all’Associazione Foemina (biglietto unico 7 euro).

Mercoledì 23 Novembre, Omaggio a Vittorio De Seta, in collaborazione con il Festival dei Popoli, promossa da Quaderno Cinema del Reale (a cura di Pinangelo Marino).

Dalle ore 17.30 Il mondo perduto, i corti di Vittorio De Seta

Lu tempo di li pisci spata (1954, 9’), Isole di fuoco (1954, 9’) Surfarara (1955, 9’), Pasqua in Sicilia (1955,8’), Contadini del mare (1955,9’), Parabola d'Oro (1955, 9'), Pescherecci (1958, 10'), Pastori di Orgosolo (1958, 10'), Un giorno in Barbagia (1958, 9'), I dimenticati (1959, 17') | Giglio d'oro del Comune di Firenze alla prima edizione del Festival dei Popoli (1959.)

Alle 20.30 Vittorio De Seta, Maestro del cinema (2016, corto d'animazione, 3’) di Simone Massi, presentato da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna. Prodotto da Bo Film con il sostegno del MiBACT Anteprima alla 73. Mostra del Cinema di Venezia rassegna Premio MigrArti (2016). In una soggettiva immaginaria della durata di circa tre minuti, lo sguardo di Vittorio De Seta ritrova i personaggi emblematici dei suoi film. La favola disegnata da Simone Massi rievoca i volti e le azioni dei pescatori, dei pastori, dei contadini del Sud Italia filmati negli anni '50 e '60, messi a confronto con quelli dei migranti dei film degli anni Duemila. Un tributo a Vittorio De Seta e alla storia del cinema italiano.

A seguire Banditi a Orgosolo, di Vittorio De Seta (1961). Premio Miglior Opera Prima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1961. Primo lungometraggio a soggetto di Vittorio De Seta, realizzato con attori non professionisti. La storia è quella di Michele, un giovane pastore che con l'aiuto del fratello accudisce un gregge che ha comprato indebitandosi. Accade un furto di bestiame e sebbene Michele sia innocente, è lui che è accusato: di abigeato e dell'uccisione di un carabiniere. Michele, benché innocente, si dà alla macchia. Rifugiatosi nelle montagne della Barbagia, viene inseguito dai carabinieri e finisce col perdere tutto il suo gregge. Colto dalla disperazione, ruba il gregge a un altro pastore, trasformandosi così da vittima di una falsa accusa a bandito. L’opera è considerata uno dei film più significativi e d'avanguardia di quegli anni, cui molti registi del cinema del reale si sono ispirati negli anni a venire.

Giovedì 24 novembre, alle 17.00, il grande capolavoro di Gillo Pontecorvo, La Battaglia di Algeri (1966). Restaurato da Cineteca di Bologna e Istituto Luce – Cinecittà in collaborazione con Surf Film, Casbah Entertainment, CultFilms e Igor V.C. Produzioni. Il film è un affresco, dal taglio a tratti documentaristico, della lotta di liberazione dell'Algeria dalla colonizzazione francese, avvenuta nel 1962, dopo un lungo percorso fatto di battaglie, manifestazioni, scioperi, attentati, incarcerazioni, torture e uccisioni. Protagonista è Alì La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, che nel film rievoca il passato, l'organizzazione dell'FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe viene ucciso ma il movimento di liberazione va avanti fino alla proclamazione dell'indipendenza.
 La sceneggiatura del film è di Franco Solinas. Leone d'oro alla Mostra di Venezia, il film ebbe vasta risonanza internazionale. Musica di Ennio Morricone e bianconero scope di Marcello Gatti.

Ore 20.30 Signore e Signori, di Pietro Germi (1965). Presentato a Cannes 2016. Restaurato da Cineteca di Bologna e Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con DEAR International. Da un soggetto di Luciano Vincenzoni, che ha raccolto il materiale narrativo nella sua Treviso, anche se la città non è mai esplicitamente citata, Germi realizza con il film che rappresenta una critica bruciante al perbenismo borghese, ammantato di bigottismo, tutto italiano. Quando quattro vitelloni vengono accusati di aver messo incinta una minorenne, il processo verrà messo a tacere con l'aiuto delle autorità religiose della città; un uomo fa credere a un suo “amico” di essere impotente, in modo da portarsi a letto la sua bella moglie; l'amore clandestino tra un uomo sposato e una giovane cassiera dovrà interrompersi, a causa del tabù sulla separazione coniugale. Perbenismo, falsità e ipocrisia dominano la provincia italiana degli anni '60. Si tratta di uno degli esiti più alti della commedia all'italiana degli anni ‘60. Vincitore del Grand Prix per il miglior film al 19° festival di Cannes.

Biglietti
Intero: €4
Ridotto studenti, soci Coop e Amici della Cineteca: €2
Il sorpasso (martedì 22, ore 20.30): biglietto unico in beneficienza €7

Corti De Seta (mercoledì 23, ore 17.30): ingresso libero

Redazione Nove da Firenze