Al Meyer eseguito intervento innovativo e non invasivo grazie alla stampa 3D

AIUTO point: 50 malati di tumore ogni giorno si rivolgono agli sportelli dedicati


Firenze– Tra i molti impieghi della stampa 3D in ambito chirurgico, ce n’è uno molto importante: la possibilità di ridurre in modo decisivo l’invasività di un intervento per rimuovere una massa tumorale. È accaduto qualche giorno fa all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze quando un tumore benigno della base cranica, che aveva compromesso la funzionalità del nervo ottico di una ragazza di sedici anni, è stato rimosso senza che ci fosse la necessità di “toccare” il cervello della paziente. Grazie a un lavoro preparatorio su un modello realizzato con la stampa tridimensionale, il team di Neurochirurgia pediatrica, con il chirurgo Federico Mussa, è riuscito a individuare un percorso alternativo per il bisturi, che ha permesso loro di raggiungere la massa in modo molto meno invasivo rispetto a quanto avveniva in passato. Per ottenere questo risultato è stato necessario un lungo e meticoloso lavoro di pianificazione, che, oltre ai neurochirurghi, diretti da Lorenzo Genitori, ha coinvolto alcuni degli ingegneri di T3DDY, il laboratorio congiunto istituito dal Meyer con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze: al lavoro, la professoressa Monica Carfagni, responsabile del laboratorio, Yary Volpe e Francesca Uccheddu. Il primo passo, proprio grazie alle potenzialità della stampante, è consistito nella realizzazione di un modello a grandezza naturale del cranio della giovanissima paziente. Grazie alle immagini ottenute dalla risonanza magnetica e dalla tac, i neurochirurghi e gli ingegneri sono riusciti a riprodurre, all’interno di questo modello, la massa tumorale e il nervo ottico con la stessa forma e dimensione che questi avevano in realtà. Poi è stato effettuato un intervento simulato, che ha permesso di individuare il percorso più soft. Percorso che poi si è rivelato esatto nel momento in cui l’intervento è stato effettuato davvero, con successo. Da tempo, ormai, la stampa 3D è entrata nella pratica clinica del Meyer, trovando numerosissimi ambiti di applicazione.

I controlli necessari dopo l’intervento chirurgico o i trattamenti oncologici preventivi, nella cosiddetta fase del follow up oncologico, con tutto il carico di accertamenti e prenotazioni, ma anche gli adempimenti amministrativi per ottenere l’esenzione o il riconoscimento dell’invalidità civile pesano sul paziente oncologico già impegnato nel prendersi cura della propria salute. E’ successo così che per 11.891 persone gli AIUTO point dell’Azienda, acronimo di Assistenza Informazione Urgenze nel Trattamento Oncologico, siano diventati un insostituibile e preziosissimo punto di riferimento da marzo 2017 con l’apertura del primo di essi a Santa Maria Annunziata. I 9 AIUTO point della rete oncologica territoriale dell’Azienda si collocano nei presidi Santa Maria Annunziata,Santa Maria Nuova, San Giovanni di Dio, Mugello di Borgo San Lorenzo, Serristori di Figline e Incisa Valdarno, San Jacopo di Pistoia, S.S. Cosma e Damiano di Pescia, Santo Stefano di Prato e San Giuseppe di Empoli. Rispetto all’ambito territoriale, 5347 pazienti sono stati seguiti nell’area fiorentina dall’AIUTO point dell’Ospedale Santa Maria Annunziata attivo nelle 12 ore, con il contributo degli AIUTO point degli ospedali Santa Maria Nuova, Serristori, Borgo San Lorenzo e San Giovanni di Dio aperti 6 ore. Segue il territorio pratese che con l’AIUTO point dell’ospedale Santo Stefano ha accolto quasi 4000 pazienti. Degli AIUTO point dell’ ospedale San Giuseppe di Empoli e degli ospedali di Pistoia e Pescia hanno usufruito rispettivamente 1395 e 1146 persone. Quasi 12.000 pazienti presi in carico da marzo a dicembre 2017 significa che quasi 50 pazienti al giorno trovano accoglienza e supporto per la prenotazione di visite ed esami di controllo, senza afferire al CUP né ritrovarsi inseriti in lista di attesa. All’interno degli AIUTO point i pazienti ricevono inoltre informazioni sui controlli o sulle terapie e vengono accompagnati nel loro percorso, con un alleggerimento importante dai tanti adempimenti anche amministrativi che la gestione della malattia oncologica spesso comporta. “L’attivazione degli AIUTO point - sottolinea Francesca Martella, referente per il Dipartimento Oncologico della rete AIUTO point di Ausl Tc - ha richiesto una riorganizzazione complessa ed è stata possibile grazie alla collaborazione ed integrazione fra i dipartimenti aziendali (diagnostica per immagini, decentramento, infermieristico, specialistiche chirurgiche, specialistiche mediche e materno infantile) in sinergia con la rete ospedaliera e con il coordinamento dello staff della direzione sanitaria”. Considerato che l’esperienza della malattia tumorale rappresenta una sfida per il paziente e per i suoi familiari che spesso porta disorientamento e difficoltà pratiche nella fruizione dei diritti e sostegni disponibili in ambito lavorativo, previdenziale e socio-assistenziale, i Patronati delle Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl e Uil con la DRGT 1251 del 13.11.2017 si integrano nelle attività degli AIUTO point e offrono la propria esperienza, avendo condiviso con la Regione l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi pubblici e garantire i diritti e la tutela dei lavoratori affetti da tumore.

Redazione Nove da Firenze