Libri: le mozzarelle scientifiche della comunicazione di massa
Torna in libreria Attenti alle Bufale di Tom Jefferson


Uno dei luoghi comuni su Internet è che sarebbe privo dell'autorevolezza dei tradizionali mezzi di comunicazione e che dunque per gli utenti sarebbe difficile reperire in rete fonti attendibili. Come spesso accade si scambia un problema di contenuti per una questione di contenitori. Tutti ricorderanno la storia dei gatti in bottiglia, che circolò sul web qualche anno fa. Si trattava dei fotomontaggi realizzati da un artista giapponese che molti scambiarono per un sito di torture agli animali. Ogni tanto partivano mail di petizione contro il sito, subito seguite da messaggi di scuse per la svista.
Internet, grazie alla bidirezionalità orizzontale dello strumento, consente la facile e immediata correzione delle "bufale" messe in circolazione. Provate invece a fermare la catena di Sant'Antonio della comunicazione tradizionale quando di mette in moto il tam tam mediatico. Vi ricordate la storia del ghiaccio che cadeva dal cielo? Per un'intera estate TV e i giornali hanno ammorbato l'opinione pubblica con una panzana che non stava né in cielo, né in terra. Ma chi è in grado di smentire efficacemente e in maniera tempestiva il carroarmato della disinformazione industriale?
E' il problema socio-culturale che prova ad affrontare Tom Jefferson, medico epidemiologo viareggino, con il suo "Attenti alle Bufale" edito da Il Pensiero Scientifico. Il libro, appena giunto alla seconda edizione, è un manuale per valutare criticamente le informazioni scientifiche nel mondo globalizzato della comunicazione.
Nell'accidentato percorso dell'informazione scientifica capita spesso di imbattersi in cattivi maestri che trovano facile eco alle loro "dis-informazioni" nei semplificati messaggi dell'industria dei media. Nelle redazioni giornalistiche i contenuti scientifici rischiano sempre di essere semplificati, se non addirittura rovesciati, disorientando irrimediabilmente il pubblico. In un diffuso panorama di mediocrità culturale trovano facili varchi coloro, che per vantaggio economico, o politico, hanno interesse ad occultare le ipotesi più originali, o innovative. Diventa dunque necessario non farsi confordere proprio dalla presunta autorevolezza delle fonti informative, saper incrociare le informazioni provenienti da risorse diverse, controllare la consistenza dei dati, giudicare la coerenza scientifica (intesa come cornice metodologica che le ha prodotte) e la qualità delle asserzioni. La contemporanea sovrabbondanza di messaggi è una risorsa per i cattivi maestri che intendono "imboccare" i consumatori pigri. Jefferson invita con il suo libro a rifiutare questo ruolo passivo per selezionare criticamente la realtà, alla ricerca di soluzioni più lucide.

Nicola Novelli

Redazione Nove da Firenze