Il Calcio in costume cambia piazza?


"Il Comune sceglie il Carmine, cuore dell'Oltrarno -scriveva ieri Sandro Bennucci sulla Nazione- E scoppia la prima rissa dell'anno. L'annuncio, forte come un colpo di colubrina, è salutato con soddisfazione dai commercianti di Santa Croce, finalmente liberi dall'occupazione stagionale. Ma lo stesso colpo sconforta gli artigiani di San Frediano. Anche loro lavorano intorno a una preziosa basilica: Santa Maria del Carmine, scrigno degli affreschi di Masaccio. Poi c'è la perdita dei posti auto. Che fa scopa con la fresca, e bruciante, zona blu allargata. Domenici e l'assessore Giani dicono che la scelta è provvisoria. Si farà a girare. Quest'anno tocca al Carmine, poi si ripasserà l'Arno. Ma senza sfiorare un tabù: piazza della Signoria. L'impressione è che si consideri il calcio in costume come una discarica: nessuno lo vuole vicino. Alla faccia della tradizione e del fatto che Firenze giocava a palla secoli prima che l'America fosse violata da quello sciupapopoli di Colombo".
"In riferimento all’articolo di Sandro Bennucci sulla collocazione delle strutture per lo svolgimento dell’annuale torneo del calcio storico -ha risposto Eugenio Giani, Assessore alle tradizioni popolari fiorentine- desidero ringraziare per la provocazione con cui si stimola tutta la città a riflettere se il calcio in costume debba essere visto solo come un onere fastidioso da scaricare da una piazza all’altra. Ritengo infatti che i fiorentini debbano riflettere di più sul fatto che l’immagine che la nostra città nel mondo è certo dovuto ai suoi monumenti ai suoi musei, al suo profilo di città d’arte, ma di tutto ciò sono parte integrante anche la storia e le tradizioni di natura popolare. Il calcio storico fiorentino ha accompagnato l’immagine di Firenze che in modo sarcastico reagisce all’assedio di Carlo V nel 1530, ripercorre momenti significativi del passato secolare quando sull’Arno ghiacciato dal freddo polare vedeva i giovani fiorentini cimentarsi in partite di calcio sullo strato di ghiaccio sovrastante il letto del fiume. E’ oggi oggetto di grande curiosità per i turisti che visitano Palazzo Vecchio, trovarsi di fronte agli affreschi del Vasari che ricordano le partite rinascimentali del calcio in livrea sulla piazza Santa Maria Novella. Siamo consapevoli che la nostra antica rievocazione ha dato luogo in tempi recenti a spiacevoli episodi di violenza, ma è anche vero che si sono verificati sforzi generali da parte dei calcianti e delle squadre per offrire la migliore immagine di sé e dei colori cui si richiamano. La dimostrazione di questo è che ancora oggi città italiane ed estere chiedono di poter vivere la rappresentazione della partita cinquecentesca, si informano sulle modalità organizzative della rievocazione storica col suo corteo di 530 figuranti animati dal senso di appartenenza alla città, alle tradizioni, ai valori di cui essa è espressione. Cerchiamo di armonizzare le esigenze dei cittadini che vivono nelle piazze storiche con la più nota rievocazione popolare fiorentina. Il criterio della rotazione, ogni anno in una piazza diversa, è la soluzione giusta e chi si trova vicino a casa il calcio in costume lo viva come una festa, avverta il temporaneo sacrificio come un contributo all’orgoglio della fiorentinità perché sarebbe davvero triste verificare che i fiorentini sentono questa rievocazione come una discarica che nessuno vuole vicino".

Redazione Nove da Firenze