2017: anno del record per il turismo in Toscana?

Atteso un aumento della domanda straniera, bene anche quella italiana. Attrarre investimenti con la cultura e il paesaggio. Il consigliere comunale Tommaso Grassi (Frs-SI) ha fatto un ‘giro’ da turista e adesso presenterà una interrogazione


Si preannuncia un’estate all’insegna del segno più per il turismo toscano; tali dati confermano il trend positivo dei primi due mesi dell’anno, del periodo pasquale e dei successivi ponti primaverili. Il 2017 si conferma, quindi, come l’anno della ripartenza per il turismo. Questo il quadro che si evince da un’indagine del Centro Studi Turistici su un campione di circa 700 imprese del settore ricettivo regionale. Rispetto al 2016, è atteso un incremento del:

  • 2% sulle prenotazioni per pernottamenti (media nazionale intorno al +1,5%)
  • +0,6% le prenotazioni degli italiani
  • +3,3% per gli stranieri.

Sensazioni positive sono state espresse da circa il:

  • 31% degli operatori,
  • 24% di indicazioni negative
  • 40% di stabilità.

Con la crescita di presenze di turisti stranieri, la Toscana si conferma come la meta preferita, nel periodo estivo, per la domanda estera; questo perché riesce a coprire un’offerta turistica variegata e di qualità: dal mare alla montagna, passando per le zone collinari, senza dimenticare tutte le attività ed attrazioni legate all’enogastronomia. Nel corso del trimestre estivo (giugno, luglio, agosto) si stima che si registreranno oltre 23 milioni e 500 mila pernottamenti (circa 204 milioni a livello nazionale), di cui 54,1% di stranieri. Le previsioni sono leggermente migliori per le strutture extralberghiere (+2,3%); mentre per le strutture alberghiere tradizionali, la crescita si attesta intorno al +1,6%. La crescita degli arrivi internazionali si annuncia costante per tutto il periodo estivo. I mercati più dinamici, secondo il sentiment degli operatori, dovrebbero essere quello:

1.austriaco,

2.svizzero,

3.inglese,

4.scandinavo,

5.belga,

6.russo

7.paesi dell’est.

Stabili gli arrivi dalla Germania, Olanda, e Francia; in leggera flessione il mercato spagnolo ed americano. “Il turismo si conferma ancora una volta il settore trainante dell’economia della nostra regione; ed il 2017 rappresenta l’anno della reale ripartenza dell’intero comparto. – afferma Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana – Un segnale positivo arriva, anche, dal consolidamento della domanda italiana, ciò rappresenta un segnale incoraggiante per l’economia regionale e più in generale per quella nazionale”. “Caldo, positive condizioni meteo e i dati analizzati ci portano ad affermare che l’estate 2017 sarà all’insegna delle classiche ferie al mare; buone prospettive anche per le principali città d’arte, prese d’assalto soprattutto dai turisti stranieri. – conclude Gronchi – Emerge, inoltre, che i turisti italiani sono alla continua ricerca delle tariffe e dell’offerta più conveniente, scegliendo per le ferie anche il mese di giugno e luglio. Ma il picco delle prenotazioni è segnalato per le prime due settimane di agosto

No al "turismo mordi e fuggi" ma"noi non dobbiamo fare la guerra a tutti i turisti, altrimenti perdiamo un'opportunità economica straordinaria". Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, intervistato da Radio 24."Dobbiamo invece distinguere e investire sul turismo di qualità- ha proseguito - ad esempio attraverso l'offerta culturale. Quando i turisti rimangono nelle città, spendono di più, dormono negli alberghi, vanno nei ristoranti, ed è un turismo più consapevole". Nardella ha ribadito che "non esiste una ricetta unica per tutte le città, Venezia è diversa da Roma, e Firenze è diversa da Napoli, noi non possiamo applicare il numero chiuso agli spazi pubblici, anche perché ci sono ancora molti lavoratori e residenti nel centro storico". Come si colloca Firenze, domandano i conduttori Alessio Maurizi e Carlo Gabardini, nel dibattito di questi giorni sui flussi turistici da controllare? “A Firenze – risponde Nardella – noi non possiamo applicare il numero chiuso agli spazi pubblici perché ci sono molti residenti e lavoratori nel centro storico. E’ giusto avere strumenti per contare i turisti. Noi stiamo studiando un biglietto stagionale e fasce orario. Da maggio a settembre costerà di più, il sabato e la domenica lo stesso, negli altri mesi o nei giorni feriali invece costerà di meno”. Di quanto, il 50%? “E’ possibile dev’essere una fascia di prezzo che sia convincente, certamente qualcosa di significativo”. In ogni caso, aggiunge il sindaco di Firenze, “noi non dobbiamo fare guerra al turismo, ma puntare sul turismo di qualità, ma anche per i giovani. Per esempio con strutture come gli Student Hotel, che stanno facendo a Roma e anche a Firenze”.

“In settimana è stato inaugurato il collegamento tra Palazzo Vecchio e la Galleria degli Uffizi. Taglio del nastro col ministro Franceschini. Nardella annuncia che è un evento storico e che tutti ne parleranno. Siamo contenti, peccato che facendo un giro agli scavi romani di Palazzo Vecchio, l'ultimo museo in ordine cronologico inaugurato, abbiamo trovato incuria e abbandono”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, polemizza con l'amministrazione comunale. E incalza: “Addirittura sui siti internet i commenti sono spesso del tenore di visita sconsigliata o informano che non c'è molto da vedere”. “Lo sappiamo che Nardella è imbattibile nel tagliare i nastri davanti ai media, non possiamo però sottolineare come dal giorno dopo i musei possono andare nel dimenticatoio e utili solo per la inaugurazione successiva. Nei giorni scorsi sono tornato agli scavi archeologici romani di Palazzo Vecchio – continua Grassi – un quadro molto differente da quello che fu presentato. Dall'ottobre del 2014, neppure 3 anni fa, oggi risultano abbandonati dal Comune per quel che riguarda lo stato in cui versano e di conseguenza anche dai turisti che si possono contare ogni giorno sulle dita di una mano”. “In quel caso si parlava di museo ‘storico’ e all'avanguardia tecnologica, oggi – denuncia il capogruppo – non c'è più traccia dell'impianto multimediale che accompagnava i visitatori nel percorso museale e faceva rivivere quei luoghi come erano nel passato e non c'è più traccia neppure dei pannelli illustrativi della fase di restauro ormai sostituiti da una App e da quattro schermi senza alcun audio”. “Per capire che sia successo, dove sono finiti i contenuti storici e le attrezzature tecnologiche e per scoprire come mai sembra che nessuno si stia più interessando allo stato in cui versano gli scavi, nonostante lo sponsor sia ben presente su ogni materiale pubblicitario, presenteremo una interrogazione in Consiglio comunale. Non è che dovremo aspettare l'inaugurazione del secondo lotto degli scavi – ironizza Grassi - in pompa magna e per qualche mese poter godere di un museo all'altezza di Firenze?”.

Si possono attrarre investimenti utilizzando in modo sostenibile beni culturali e paesaggio? Alla domanda ha tentato di rispondere, servendosi di esempi concreti, il workshop "Industria culturale e creativa e attrazione turistica", organizzato mercoledì in Palazzo Medici Riccardi nell'ambito del Primo Roadshow "Città Metropolitane".
Primo quello di Montaione e della sua Castelfalfi, dove una multinazionale con targa tedesca, con un investimento di 350 milioni di euro, ha dimostrato di credere nel valore aggiunto della Toscana dando corso ad un progetto concordato con le istituzioni e le popolazioni locali. E' stato il sindaco Paolo Pomponi a illustrare l'esperienza del suo Comune, semisconosciuto ai più ma che ora vanta 300mila presenze turistiche l'anno, che ne fanno la seconda meta della regione. Una posizione invidiabile, paesaggi pieni di fascino, hanno attratto gli investitori ma sono stati salvaguardati attraverso regole condivise fra pubblico e privato ed un percorso partecipativo che ha reso gli abitanti protagonisti di un processo che ha coinvolto il dieci per cento del territorio comunale. I dettagli dell'operazione, che vede l'inserimento rispettoso dell'ambiente di un'azienda biologica, di due alberghi e del più grande campo da golf della Toscana, sono stati forniti dall'architetto Pier Matteo Fagnoni, Project Manager della tenuta di Castelfalfi, che attualmente dà lavoro direttamente a circa 200 persone e indirettamente ad altre 150. Al workshop di Palazzo Medici Riccardi, moderato dal Direttore Generale della Città Metropolitana Pietro Rubellini, è stata presentata un'antologia di buone pratiche e esperienze pilota di buona gestione dei beni culturali e risorse turistiche. Francesco Palumbo, Cristiano Musillo e Giovanni Verritto hanno illustrato quelle del Ministero dei Beni culturali, del Ministero degli Esteri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Giovanna Talocci e Alessandro Circiello quelle dei punti di forza tutti italiani del design e della cucina. Marco Ciatti e Lara Fantoni quelle di pubbliche amministrazioni attente alla creazione di valore aggiunto e sinergie. Fra quest'ultime quelle necessarie per un sistema di informazione turistica che superi la frammentazione nei singoli comuni e che potrebbe trovare, anch'esso, un efficace coordinamento a livello metropolitano.

Redazione Nove da Firenze