Washington può spegnere Firenze con un serverHold
Come può un collettivo di volontari italiani, che da 25 anni offre servizi email gratuiti e strumenti di tutela della privacy, finire nella "lista nera" post-11 settembre che include i più pericolosi network terroristici mondiali? Il caso di Autistici/Inventati è un segnale d'allarme sulla fragilità della sovranità europea.
La decisione del Dipartimento del Tesoro statunitense di designare una realtà italiana come organizzazione terroristica globale dimostra un potere amministrativo extraterritoriale. Con un semplice atto burocratico a Washington, è possibile innescare una reazione a catena capace di rendere invisibili siti web, congelare conti correnti e paralizzare servizi pubblici in Europa. In questo scenario, il confine tra sicurezza nazionale e controllo geopolitico delle infrastrutture si fa sottile.
La designazione di A/I come Specially Designated Global Terrorist da parte dell'Office of Foreign Assets Control determina che l'infrastruttura neutrale venga equiparata ai criminali. Secondo la logica del Dipartimento del Tesoro, fornire email criptate e hosting a gruppi radicali non è un esercizio di libertà digitale, ma un "supporto tecnologico e materiale" al terrorismo ai sensi dell'Executive Order 13224.
Per gli Stati Uniti, la distinzione tra chi compie l'atto e chi fornisce lo strumento è svanita. La nota ufficiale del Dipartimento di Stato non lascia spazio a interpretazioni: "A/I è diventato un nodo chiave in una campagna transnazionale di reti violente di estrema sinistra per destabilizzare gli Stati Uniti e i suoi partner in Europa e oltre".
A sostegno di questa tesi, Washington cita episodi di estrema gravità: il sabotaggio dell'oleodotto Transalpino nel marzo 2026, gli attacchi incendiari coordinati alle reti ferroviarie europee e l'attacco alla rete elettrica di Berlino che ha causato vittime civili. Per il Tesoro USA, la piattaforma A/I è il motore che permette a questi gruppi di scambiare manuali di sabotaggio e rivendicare attacchi rimanendo "oltre la portata della legge".
Il 28 agosto 2026, il dominio autistici.org è svanito nel nulla. Non c'è stato alcun sequestro fisico di server a Bologna o Milano; la "ghigliottina" è caduta a livello logico. Il controllo del nome di dominio è diventato l'arma di precisione geopolitica più efficace: se non puoi essere trovato, non esisti. La catena di comando tecnica evidenzia la vulnerabilità del sistema:
- ICANN: L'ente che coordina i nomi di dominio a livello mondiale.
- Public Interest Registry: L'ente statunitense che gestisce il registro .org.
- Registrar: L'intermediario amministrativo della registrazione.
- ServerHold: È lo stato tecnico imposto al dominio.
Sebbene non esista una dichiarazione pubblica di PIR che confermi un ordine diretto dell'OFAC — una "zona grigia" burocratica che lascia molti dubbi — l'evidenza tecnica parla chiaro. L'imposizione dello stato di serverHold ha impedito la risoluzione del nome, rendendo i servizi irraggiungibili. Questo dimostra che la gestione dei domini, nelle mani di enti soggetti all'ordinamento USA, è un interruttore che Washington può premere a piacimento.
L'effetto delle sanzioni è il de-risking. Istituti finanziari come Banca Etica si trovano davanti a un dilemma operativo: mantenere i rapporti con un cliente sanzionato rischiando di essere esclusi dal sistema bancario basato sul dollaro, o chiudere i ponti preventivamente.
La pressione non nasce da un ordine diretto del governo USA alla banca, ma dalla General License 36 emessa dall'OFAC. Questo documento fissa una "finestra di chiusura" (wind-down) che scade il 25 settembre 2026. Entro questa data, le istituzioni devono liquidare ogni transazione pendente con A/I. Per evitare "sanzioni secondarie" e danni reputazionali, le banche agiscono in autonomia: non è una scelta legale interna, ma un atto di autodifesa finanziaria contro la potenza di fuoco del Tesoro americano.
Dmitrij Palagi, consigliere comunale a Firenze, ha sollevato un punto critico: la vulnerabilità del sistema politico italiano. Se il Comune di Firenze affida email e archivi a giganti tech statunitensi, l'intera macchina amministrativa finisce sotto giurisdizione straniera.
Esiste un precedente inquietante: nel 2025, il procuratore della Corte Penale Internazionale è rimasto senza accesso alla propria email a causa di sanzioni USA. Se un fornitore del Comune o un'associazione finanziata dall'ente finissero in una lista di Washington, la paralisi sarebbe immediata.
In questo contesto, l'Europa è legalmente nuda. Esiste un regolamento UE del 1996 (il cosiddetto "Blocking Statute") nato per proteggere dalle leggi extraterritoriali USA, ma è aggiornato solo per i casi di Cuba e Iran. Per le nuove sanzioni tecnologiche, questo strumento è totalmente inefficace, lasciando le amministrazioni italiane senza alcuno scudo giuridico.
La vicenda assume contorni di sicurezza nazionale con il caso sollevato da Francesco Torselli riguardo a Paolo De Rosa, funzionario della Commissione Europea impegnato sul delicatissimo fronte dell'identità digitale europea, che risulterebbe essere il segretario dell'associazione che gestisce i fondi per A/I.
La criticità secondo il deputato europeo di FdI non risiede in una colpevolezza provata, ma nell'intersezione tra le reti di attivismo radicale sanzionate e chi gestisce le chiavi della sicurezza dei dati di centinaia di milioni di cittadini europei. È una "zona grigia" che solleva dubbi sulla tenuta delle istituzioni e sulla compatibilità tra incarichi di alta responsabilità tecnica e il supporto a infrastrutture colpite da provvedimenti per terrorismo.
Il caso Autistici/Inventati è il sintomo della dipendenza digitale dell'Europa. La vicenda suggerisce che l'unica via d'uscita sia il passaggio accelerato a infrastrutture pubbliche europee e l'adozione massiccia di software libero. Solo il controllo totale dello stack tecnologico può garantire che un servizio pubblico o un'associazione legittima nel nostro ordinamento non vengano spenti da un ufficio di Washington.