Viale Gramsci: nuovi ritrovamenti archeologici nel cantiere

Nicola Novelli

In "Roma" (film del 1972), Federico Fellini inserisce una delle sequenze più poetiche e malinconiche del suo cinema: la scoperta di una domus romana durante gli scavi per la nuova linea della metropolitana. Mentre le trivelle avanzano nel sottosuolo, gli operai abbattono accidentalmente una parete, rivelando una villa antica perfettamente conservata. Le telecamere e i lavoratori entrano in un ambiente adornato da splendidi affreschi, ma il contatto improvviso con l'aria esterna e l'inquinamento della città moderna causano l'immediato sbiadimento delle pitture.

Anche Firenze in queste settimana si sta confrontando con l'impossibilità di far coesistere la purezza del passato con la frenesia contemporanea, quando si intende "modernizzare" una città stratificata.

Dopo i reperti archeologici di piazza Beccaria, che hanno bloccato i lavori dei sotto-servizi per circa due mesi, i cantieri per la realizzazione della nuova linea tranviaria fanno spuntare altri reperti archeologici. Oggi a pochi passi dalla statua di Giuseppe Mazzini,  gli archeologi hanno rinvenuto un'altra porzione di mura medievali probabilmente  arnolfiane. Attualmente nel cantiere gli archeologi sono al lavoro assieme agli operai per stabilire l'ampiezza del ritrovamento. Si nota una porzione angolare di un tratto delle mura che probabilmente congiungeva Porta alla Croce a Porta San Gallo.

Foto area dal drone di Jacopo Bianchi, pilota certificato

Questa bella foto area dal drone di Jacopo Bianchi (pilota certificato) racconta la mobilità contemporanea fianco a fianco degli scavi archeologici. Se i lettori ci consentono un altro paragone cinematografico l'immagine odierna di Firenze richiama vagamente la scena del film "La sottile linea rossa" (The Thin Red Line, 1998) di Terrence Malick, quando la colonna di soldati statunitensi sfila a fianco di una colonna di aborigeni delle Isole Salomone che cammina in senso inverso dentro un canneto. Poetico contraltare spirituale alla brutalità dell'uomo contemporaneo proprio nel bel mezzo dal secondo conflitto mondiale.