Vannacci: il David di Michelangelo per scopi politici
Il generale Vannacci ha utilizzato l’immagine del David accanto al simbolo del proprio movimento politico senza alcuna autorizzazione. E' quanto emerge dalla risposta all’istanza presentata al Ministero della Cultura sull’utilizzo del capolavoro di Michelangelo nelle vele di Futuro Nazionale.
L'istituto non ha ricevuto alcuna istanza per la concessione d’uso dell’immagine del David di Michelangelo nell’ambito di campagne di comunicazione e/o propaganda politica. La Galleria dell'Accademia di Firenze Musei del Bargello si è già attivato per la tutela dei beni culturali, ivi compresa l’immagine dei capolavori che l’ente ha in consegna.
"Un comportamento inaccettabile. Parliamo di un bene culturale dello Stato, inalienabile e tutelato da norme precise, che non può essere piegato a operazioni di propaganda personale. La risposta del Ministero della Cultura è stata chiarissima: non risulta alcuna richiesta né concessione per l’utilizzo dell’immagine del David. Non solo. Gli istituti competenti si sono già attivati per tutelare il patrimonio pubblico, anche rispetto all’uso improprio della sua immagine.
Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una politica che predica legalità ma non la pratica. Il generale Vannacci, che si erge a paladino dell’ordine e attacca quotidianamente le istituzioni, è il primo a ignorare le regole quando gli fa comodo. L’utilizzo disinvolto e non autorizzato di uno dei simboli più importanti della nostra cultura è un atto grave e irrispettoso, non solo delle norme ma della storia e dell’identità del Paese.
Dopo il nostro accesso agli atti e il chiarimento ufficiale, chiediamo che venga immediatamente interrotto qualsiasi utilizzo dell’immagine del David per fini politici. Le regole valgono per tutti. Anche per chi pensa di esserne al di sopra. Su questi temi non faremo sconti: la tutela del patrimonio culturale e il rispetto delle istituzioni non sono opzionali” dichiarano il capogruppo PD Luca Milani e dei consiglieri PD Andrea Ciulli e Stefania Collesei.