Turismo, Marras: 'Proposta di legge chiarirà disciplina transitoria'

Redazione Nove da Firenze

Firenze – Mentre profonde trasformazioni urbanistiche stanno avvenendo nella città di Firenze (a esempio il progetto nell'ex ospedale militare in via San Gallo), la Regione è al lavoro per predisporre una proposta di legge che modifichi e in parte dettagli quanto è previsto dal Testo Unico in materia di turismo riguardo all’obbligo delle strutture esistenti (che scatterà dal prossimo 1 luglio 2026) di mutare la destinazione d’uso da residenziale a turistico ricettivo.

Per rispondere all’interrogazione di Jacopo Cellai, Luca Minucci, Vittorio Fantozzi e Gabriele Veneri (FdI) su criticità urbanistiche, rischio di contenzioso e valutazioni della Giunta regionale in ordine a una possibile proroga dei termini di adeguamento rispetto all’articolo 41 del testo unico del turismo l’assessore Leonardo Marras fa una premessa: “L'art.

41 del Testo Unico del Turismo obbliga l’esercizio delle attività affittacamere, b&b, case vacanze esclusivamente in unità immobiliari con destinazione d'uso turistico-ricettiva” e “la correlata norma transitoria che consente di mantenere la destinazione d’uso residenziale fino al 30 giugno 2026 sono state valutate positivamente dalla Corte perché mira alla definizione delle pratiche di mutamento della destinazione”.

L’interrogazione chiede precisazioni riguardo gli adempimenti in merito alle strutture esistenti. “L’assessorato – ha detto Marras - è impegnato a individuare le azioni per accompagnare i Comuni e gli operatori all’obiettivo stabilito dalla norma transitoria evitando l’insorgenza di contrasti tra enti e privati”. Inoltre, “nel confronto con Anci Toscana, l’assessorato ha ribadito che ai Comuni non è richiesto l’adeguamento dei propri strumenti urbanistici”. Marras ha spiegato che “non si alternano gli equilibri dei carichi urbanistici, poiché si tratta di immobili ed unità già destinati ad attività turistico ricettive”.

L’assessore si è detto consapevole delle preoccupazioni suscitate dalle questioni poste anche nell’interrogazione sia per i Comuni che per le imprese turistiche coinvolte e perciò “sarà predisposta una proposta di legge che vada in parte a modificare e in parte a dettagliare quanto previsto nella norma transitoria perché vi sia assoluta chiarezza sul fatto che non è necessario che i comuni adottino varianti urbanistiche”. “Si provvederà poi a prorogare il termine per dare respiro alle amministrazioni comunali e più tempo alle strutture per provvedere agli adempimenti” e “si proporrà di eliminare la discrezionalità attribuita al Comune sul fatto di prevedere o meno gli oneri di urbanizzazione a fronte di un obbligo imposto tassativamente da legge.

Non pare opportuno che le strutture ricettive chiamate ad adempiere siano gravate o meno da oneri a seconda del Comune dove sono ubicate” e si ribadirà “la reversibilità alla destinazione d’uso residenziale compatibilmente con il piano operativo comunale a quel momento vigente”

“Le stesse risposte vanno date alle realtà locali interessate; è una novità e un chiarimento il fatto che i Comuni non devono adattare i loro piani operativi. Fino a questo momento c’è stata una certa confusione sull’argomento - ha detto Jacopo Cellai (FdI) nella sua replica. - Adesso conta la possibilità di sviluppare e chiarire la deroga e quello che verrà fatto per superare le ambiguità”.

«Bene la proroga, adesso è necessario attivare subito un tavolo di lavoro per procedere alla modifica dell’articolo». A dirlo è Michele Angiolini, delegato di Anci Toscana al turismo, dopo l’annuncio degli assessori regionali Leonardo Marras (turismo) e Filippo Boni (urbanistica). In particolare, hanno detto i due assessori rispondendo in Consiglio a un'interrogazione di Fratelli d’Italia, è allo studio una proposta di legge per prorogare il termine, dando maggiore respiro alle amministrazioni comunali e più tempo alle strutture.

«Il tema del passaggio alla destinazione d’uso turistico-ricettiva per il settore extralberghiero, dal 1° luglio, è un problema che preoccupava e preoccupa tutti i nostri Comuni, dal più grande al più piccolo, sia per i tempi strettissimi, sia per la sua complessa applicabilità - aggiunge Michele Angiolini -. Avere più tempo risulta quindi fondamentale: rimaniamo a disposizione della Giunta e del Consiglio regionale per calibrare una norma che sia effettivamente attuabile e condivisa con il sistema dei Comuni».

"La proroga annunciata dalla Regione Toscana sul cambio di destinazione d’uso per le strutture extra-alberghiere è una scelta di buon senso e dimostra capacità di ascolto delle istanze da parte della Regione. Dopo la positiva espressione della Corte Costituzionale sulla legge, i Comuni avevano bisogno di più tempo per affrontare una materia complessa che incide sull’assetto urbanistico e sull’equilibrio delle nostre comunità, così come le imprese non potevano trovarsi a stagione iniziata nell’incertezza di dover mandare via i propri ospiti o, in alcuni casi, anche di dover chiudere le proprie attività” A dirlo è Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana e sindaco di San Gimignano, commentando quanto annunciato dagli assessori regionali.

“La legittimità dell’impianto normativo non è in discussione – prosegue Marrucci – ma la fase di attuazione aveva sollevato criticità concrete per molte amministrazioni locali e imprese, soprattutto nei territori a forte pressione turistica e nei Comuni di piccole e medie dimensioni. È positivo che la Regione abbia raccolto queste preoccupazioni, prevedendo una proroga dei termini oltre il 30 giugno prossimo e di voler lavorare per migliorare, ad esempio, le norne sull’esclusione degli oneri di urbanizzazione e la possibilità di ripristinare la destinazione residenziale in caso di cessazione dell’attività. Ora è necessario trovare i giusti e finali accorgimenti al testo legislativo, con l’aiuto del sistema delle autonomie locali toscane, rendendo la norma più chiara e pienamente applicabile da parte di comuni e imprese”.