Toscana Lovers, al Duomo lo scrigno di Donatella & Violante
Nel 1857 quei locali avevano ospitato un Papa. Lo rivela una targa appesa a parete: e quel Papa era nientemeno che Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai-Ferretti, per gli annali Pio IX, il più famoso ed emblematico “Papa Re”. Firenze, piazza del Duomo, Palazzo dei Canonici: di fronte all’omonima porta laterale di Santa Maria del Fiore, Pio IX si fermò dentro quelle due stanze per ricevere l’omaggio del bacio del piede dopo aver ordinato ben quattro vescovi. Per ospitarlo degnamente, le pareti furono decorate a trompe-l’oeil come una scena teatrale, con tanto di “sipario aperto”.
Un luogo ideale, insomma, per ospitare quasi centosettant’anni dopo un vero scrigno di rare “gemme”. In mezzo al chiasso dei turisti e dei mangifici di ogni genere, ecco Toscana Lovers, e già il nome segna uno stacco di classe. E’ un negozio, ma il termine è riduttivo, ormai il quarto – dopo Siena, Cortona e Bagno Vignoni, insomma tutti posticini di livello – aperto da Donatella Cinelli Colombini con la figlia Violante Gardini.
Due nomi che per i toscani voglion dire tanto, specialmente per chi bazzica i mondi del vino, del turismo di livello, dell’enogastronomia e della cultura e anche dalla politica: tutti campi e settori in cui Donatella Cinelli Colombini, erede di una delle più antiche famiglie di Montalcino – nel Trecento si ricorda anche un beato Giovanni Colombini, fondatore dell’ordine dei Gesuati – ma capace in prima persona di affermarsi alla guida di idee e movimenti. Per esempio, le Donne del Vino, il Movimento del Turismo del Vino, e poi l’assessorato alla cultura del comune di Siena, e comunque sempre la guida delle sue aziende vinicole e non solo: la fattoria del Casato a Montalcino, la Fattoria del Colle a Trequanda. Dove lei fa vino, gli ospiti fanno splendide esperienze.
Non le bastavano. E con la figlia Violante, già due volte presidente del Movimento Turismo del vino Toscana, tanto per non smentire la genetica, ecco il negozio. Che ovviamente rispetta strettamente pareti, soffitti e porte, infatti tutelati come beni storici: l'intervento è stato curato dall'interior designer Lorella Salvi, mentre gli arredi sono stati realizzati artigianalmente dalla ditta OMIF di Siena. Il risultato è uno spazio che valorizza il patrimonio artistico dell'edificio e, allo stesso tempo, offre una vetrina contemporanea alle produzioni artigianali toscane.
Dunque, altro che “negozio”. Piuttosto, appunto, uno scrigno: sui banchi e negli scaffali gestiti da tre vispe ragazze italo-americane ecco una selezione di produzioni provenienti da diverse aree della regione: dai coltelli di Scarperia che dal Rinascimento sono le “lame taglienti” della Toscana e da secoli rivaleggiano con quelle di Toledo e Sheffield, ai saponi fatti con gli stampi in bronzo nella seconda più antica cereria della Toscana e profumate con essenze naturali come il tradizionale iris del Chianti.
Le ceramiche reinventate dai maestri d’arte del territorio di Montelupo che trasformano cassette da arance in vassoi, barattoli di smalto in brocche, fiori in ciotole … creano piatti apparentemente difettosi che sembrano piccole opere d’arte contemporanea. Una creatività che è stata per secoli il segno distintivo degli artigiani toscani e ora si esprime anche con materiali nuovi come le resine in cui sono racchiusi fiori, foglie e bacche della Toscana.
Permettono di portare in tavola pezzettini della nostra campagna. I tessuti a telaio sono l’unica eccezione alla provenienza toscana degli oggetti in vendita da Toscana Lovers. “Dopo aver provato due artigiani della regione – spiega Donatella – ho scelto una teleria umbra che realizza tovaglie, canovacci, ranner di straordinaria qualità per materie prime e decori” racconta Donatella. “L’origine è nello stesso bacino culturale, con profonde radici nel medioevo, ma il luogo di produzione è Montefalco”.
In esposizione anche i vini del Casato e del Colle. Ma non in vendita: qui è la maestria artigiana che splende di luce propria.