Tecnica e strumenti fotografici del mito Alinari
Per oltre un secolo gli Alinari hanno fotografato opere d'arte, monumenti, città e paesaggi, realizzando immagini che hanno contribuito a costruire la memoria collettiva del nostro paese e dato vita a uno dei più importanti patrimoni fotografici del mondo. Meno nota è la storia degli strumenti che hanno reso possibile quel lavoro. Gli obiettivi, le macchine fotografiche, i grandi negativi e le lastre di vetro che sono serviti per realizzare quelle foto, sono oggi i protagonisti del volume La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie, curato da Corrado D'Agostini e Anna Giatti e pubblicato da Dario Cimorelli Editore per la Fondazione Alinari per la Fotografia.
Lunedì 28 settembre 2026 alle 17.30, il libro verrà presentato al Museo Galileo di Firenze. Dopo i saluti di Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea del MiC, Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo, e Giorgio van Straten, presidente della Fondazione Alinari, il fotografo e produttore di obiettivi Vincenzo Silvestri dialogherà con i due curatori.
Il libro nasce in un momento particolarmente significativo per gli Archivi Alinari. Dopo il passaggio del patrimonio alla Regione Toscana e la costituzione della Fondazione, il riordino delle collezioni, le campagne di restauro e digitalizzazione e l'avvio di nuovi studi hanno riportato all'attenzione non soltanto l'immenso patrimonio fotografico, ma anche gli strumenti che ne hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo. Il volume raccoglie i risultati di questo lavoro di ricerca e restituisce per la prima volta una lettura complessiva della cultura tecnica degli Alinari, dimostrando come la qualità delle loro immagini sia il risultato di un dialogo continuo tra innovazione scientifica, ricerca tecnologica e straordinaria competenza professionale.
Non è solo un libro destinato agli specialisti di ottica fotografica. È piuttosto il racconto di un modo di fare fotografia, di una ricerca costante della precisione e della qualità che ha permesso allo storico stabilimento fiorentino di affermarsi come punto di riferimento internazionale nella riproduzione del patrimonio artistico. Le lenti, le macchine fotografiche e gli strumenti descritti raccontano il metodo di lavoro degli Alinari, la loro capacità di recepire le più avanzate innovazioni internazionali e di trasformarle in immagini destinate a fare scuola.
Per ricostruire quella storia, il volume torna alle origini dell'ottica fotografica europea, seguendo l'evoluzione degli obiettivi e delle tecnologie che, tra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, trasformarono la fotografia in uno strumento di precisione. È in questo contesto che Firenze emerge come uno dei principali centri italiani della fotografia e lo Stabilimento Alinari consolida la propria fama internazionale, grazie a un livello qualitativo fondato tanto sul talento dei fotografi quanto sulla continua ricerca delle migliori soluzioni tecniche.
Il racconto entra nel cuore dello Stabilimento. Le attrezzature oggi conservate negli Archivi Alinari provengono infatti da acquisizioni, donazioni e fondi fotografici entrati nel patrimonio in epoche diverse. Per ricostruire quali appartenessero realmente ai Fratelli Alinari, il volume segue un paziente lavoro d'indagine basato su numeri di serie, registri di vendita, etichette, fotografie storiche e documenti d'archivio. Ne emerge, per la prima volta, il nucleo originario delle attrezzature utilizzate dallo stabilimento fiorentino. Obiettivi, fotocamere, apparecchi per la riproduzione e sofisticati strumenti scientifici restituiscono l'immagine di un'impresa che fu anche un laboratorio di sperimentazione tecnologica, costantemente impegnato a migliorare la qualità delle proprie fotografie.
Un capitolo centrale è dedicato agli obiettivi, il vero cuore della macchina fotografica. Attraverso l'evoluzione dell'ottica e dei principali costruttori dell'epoca, il volume mostra come gli Alinari abbiano saputo scegliere e utilizzare le lenti più adatte a ogni soggetto, dalle architetture alle opere d'arte, sfruttando le innovazioni tecniche per ottenere immagini sempre più fedeli e rigorose. La possibilità di correggere le deformazioni prospettiche e di restituire con precisione linee, proporzioni e dettagli contribuì in modo decisivo a quella qualità descrittiva che avrebbe reso celebri le loro fotografie.
Tra le scoperte più affascinanti raccontate dal volume ci sono le grandi lastre fotografiche conservate negli Archivi Alinari. Alcune superano il metro di altezza e testimoniano le grandi campagne dedicate ai capolavori dell'arte italiana, ai monumenti e ai panorami urbani. Attraverso queste lastre è possibile ricostruire non soltanto il risultato finale, ma anche il lavoro che lo ha preceduto: le tecniche di ripresa, l'organizzazione dello Stabilimento, gli operatori coinvolti, le strategie adottate per affrontare imprese fotografiche che, all'epoca, rappresentavano vere e proprie sfide tecnologiche.
Prima dell'invenzione degli ingranditori fotografici, infatti, ottenere stampe monumentali significava realizzare negativi altrettanto monumentali. Quei "giganti di vetro", oggi rarissimi, richiedevano apparecchi di enormi dimensioni, obiettivi sofisticati, materiali di altissima qualità e competenze tecniche fuori dal comune. La raccolta Alinari, per consistenza e varietà, costituisce oggi uno dei più importanti nuclei esistenti a livello internazionale e testimonia una stagione nella quale la ricerca della massima qualità dell'immagine passava necessariamente attraverso l'innovazione tecnologica.
Il volume si conclude con il racconto delle indagini diagnostiche, delle operazioni di documentazione e del delicato lavoro di restauro che negli ultimi anni hanno interessato queste grandi lastre fotografiche, mostrando come la valorizzazione del patrimonio Alinari si fondi oggi sull'integrazione tra storia della fotografia, conservazione, ricerca scientifica e nuove tecnologie.
La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie propone così una prospettiva inedita su uno dei più importanti archivi fotografici del mondo. Per la prima volta gli strumenti non sono più semplici testimoni silenziosi delle immagini, ma diventano la chiave per comprendere come quelle immagini siano nate e perché gli Alinari abbiano rappresentato, per oltre un secolo, uno dei laboratori più innovativi della fotografia europea.
Il volume, in libreria dal 25 settembre 2026, raccoglie inoltre i contributi di Francesca Bongioanni, Barbara Cattaneo, Eugenia Di Rocco e Giulia Fraticelli, che approfondiscono rispettivamente i cataloghi Alinari e i grandi formati, la tecnica dei negativi di eccezionali dimensioni e il lavoro di analisi, documentazione e restauro delle lastre fotografiche.
Il volume è stato finanziato nell’ambito del progetto “Gli Alinari (1852-1920). Immagini e Obiettivi” sostenuto da Strategia Fotografia 2025 promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La Fondazione CR Firenze ha sostenuto le ricerche sullo Stabilimento dei Fratelli Alinari e il restauro delle lastre extra formato.
Ringraziamenti infine alla Regione Toscana per il costante sostegno alla Fondazione nelle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio Alinari.
LA TECNICA DEGLI ALINARI / THE TECHNOLOGY OF ALINARI (1852-1920)Dagli obiettivi alle fotografie / Lenses and Photographs
a cura di Corrado D’Agostini e Anna Giatti
Dario Cimorelli Editore, 2026
256 pagine, brossura con alette, 23x28 cm, € 35,00
italiano/inglese
Informazioni