'Stop alla campagna diffamatoria contro Marco Carrai'
Marco Carrai oggetto dell'ennesimo attacco da parte di un gruppo di attivisti per la Palestina (fra cui i Carc) che lo vorrebbero fuori dalla Presidenza della Fondazione Meyer.
“Marco Carrai è alla guida della fondazione Meyer e contemporaneamente Console onorario di uno Stato accusato di genocidio. A noi sembra una contraddizione intollerabile, a te? Unisciti a noi! Manda una mail per chiederne le dimissioni” scrivono su instagram i Sanitari per Gaza della Toscana.
"È l’ennesima campagna diffamatoria contro Carrai, che da presidente del Meyer non solo ha attratto fondi importantissimi per l’ospedale, ma ha anche lavorato perché avvenissero molti ricoveri di bimbi palestinesi feriti a causa della guerra in corso in questi mesi. Non è più accettabile questo accanimento ad personam con un argomento capzioso che sa tanto di antisemitismo travestito da antisionismo” dichiara il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Alessandro Draghi.
L'associazione Fiorentina Amici di Israele testimonia ancora una volta la propria solidarietà e vicinanza a Marco Carrai ribadendo che in quanto manager quest' ultimo deve essere esclusivamente valutato per i risultati portati e non per le proprie idee: "Una battaglia vecchia quella portata dagli attivisti contro il Console Onorario di Israele per la Toscana e la Lombardia che assume il sapore di una persecuzione personale che è del tutto inaccettabile. Si tratta - così il Presidente dell'associazione Kishore Bombaci- della consueta visione faziosa e destituita di ogni fondamento per la quale sarebbe in corso un genocidio a Gaza e che i vertici dello Stato di Israele sarebbero oggetto di procedimenti penali alla Corte Internazionale.
Ciò è del tutto falso e smentito dai fatti e dal diritto internazionale ma il punto non è questo per il Presidente dell'associazione.Quello che sconvolge - prosegue Bombaci - è il tentativo surrettizio di incolpare Carrai per quanto sta avvenendo in Medio Oriente come se lui ne fosse promotore o parte in causa. La verità è che si tratta di un sistematico attacco alla persona che non ha precedenti e che non può trovare giustificazione se non nell'ottica di chi pensa di poter riversare su una persona presunte colpe di un Governo.
Una deriva pericolosa - conclude Bombaci - che non ha nulla a che vedere con i palestinesi ma che rivela soltanto un approccio ideologico alla questione. Invitiamo le istituzioni a difendere Carrai e non prestare il fianco agli attacchi gratuiti di cui è vittima".