​Sollicciano, oggi il sopralluogo della Commissione 4

Redazione Nove da Firenze

"Il sopralluogo oggi della Commissione 4 conferma la necessità di individuare misure alternative alla detenzione". Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, non ha dubbi: "Ringraziamo il Presidente della Commissione 4, la Direttrice della Casa Circondariale di Sollicciano e il Vicecomandante della Polizia Penitenziaria, insieme a tutto il personale dell'istituto penitenziario, per il sopralluogo effettuato questa mattina.Un'ora, o poco più, è davvero un tempo insufficiente per rendersi conto della situazione effettiva, ma comprendiamo i vincoli istituzionali e ci impegniamo, come gruppo, a organizzare un sopralluogo insieme al Gruppo Foucault, nato pochissime settimane fa proprio per mettere al centro il rapporto tra Carcere e Città.Abbiamo contribuito a chiedere di visitare le sezioni 7 e 8 del giudiziario.

L'ultima è inagibile, ma anche metà delle celle dell'altra sono chiuse, per problemi idraulici e perdite, che di fatto sussistono su tutto il piano. Ribadiamo alla Sindaca la nostra richiesta: si trovino aree da liberare per ragioni sanitarie, in accordo con l'AUSL Toscana Centro e le autorità preposte. La Sindaca ha tra i suoi doveri la tutela della salute e dell'incolumità di chi si trova sul suo territorio. La popolazione detenuta a Firenze e il personale che ci lavora rientrano nell'ambito di sua competenza.Rispetto alle due cucine, abbiamo appreso che quella nuova non è utilizzabile per via di un problema di pendenze, mentre in quella dove si cucina un paio di forni non funzionerebbero.

Come ci aveva anticipato il Garante delle persone private della libertà a Firenze, sono presenti le trappole dei topi anche in luoghi che in un qualsiasi ristorante farebbero scattare provvedimenti.Da parte nostra non vogliamo alimentare una narrazione sensazionalistica del carcere. Lo sappiamo: non basta un'ora di visita per pretendere di conoscere quello che ogni giorno succede. Ma dopo anni di esperienza crediamo di dover evidenziare la necessità di creare un'urgenza sulle misure alternative alla detenzione.La questione non si risolverà mai con l'edilizia carceraria.

Va allentata la pressione su Sollicciano. Dichiarando inagibili le sezioni messe peggio e diminuendo la popolazione detenuta, possibilmente senza che questo si traduca in minori stanziamenti, visto che già quelli previsti sono insufficienti.Confermata anche l'assurdità di prevedere uno spazio come quello dell'Articolazione per la Tutela della Salute Mentale. Che senso ha detenere le persone con certi tipi di problemi psichiatrici in quelle condizioni?Di carcere dobbiamo parlare ogni giorno, anche fuori dai singoli casi di cronaca.

Anche la sezione migliore tra quelle visitate ha il riscaldamento che non funziona da giorni e registra infiltrazioni. Sono cose che si ripetono da anni e anni. Sappiamo bene che la Direzione dell'istituto è impegnata a risolverli, ma la politica deve fornire strumenti e possibilità, a partire da strutture alternative", conclude Palagi.

“Oggi a Sollicciano non abbiamo visto solo mura ammalorate, abbiamo sentito un grido d’aiuto che non può più restare inascoltato”. Esordisce così Marco Semplici, consigliere comunale del gruppo “Sara Funaro Sindaca”, a seguito del sopralluogo effettuato oggi presso il carcere fiorentino.“Voglio ringraziare il presidente della Commissione Sociale, Edoardo Amato, per aver promosso questa visita, e la direttrice, la Dott.ssa Valeria Vitrani, per la preziosa collaborazione.

Ma soprattutto, voglio esprimere la mia vicinanza a tutto il personale della struttura: è solo grazie al loro spirito di sacrificio se, nonostante mancanze croniche e disagi infiniti, si riesce ancora a garantire un barlume di operatività.”Per Semplici, la fase delle piccole riparazioni è finita:“La struttura è palesemente inadeguata. Non servono più interventi 'cerotto', serve una ristrutturazione complessiva. È una questione di dignità: per chi ci lavora ogni giorno e per chi vi è detenuto.

Il Governo continua a voltarsi dall'altra parte, ignorando problemi enormi, ma Firenze non può accettare che tutto questo accada nel proprio territorio senza reagire.”. 

Queste invece le dichiarazioni del capogruppo di Italia Viva – Casa riformista Francesco Grazzini:

“A distanza di circa un anno dall’ultimo sopralluogo siamo tornati, con la Commissione Politiche Sociali, presso il Carcere di Sollicciano.Voglio innanzitutto ringraziare la direttrice Vitrani e tutto il personale della Polizia Penitenziaria per la disponibilità, la professionalità e soprattutto per l’umanità con cui ogni giorno affrontano condizioni di lavoro impossibili. In un clima di costante tensione, tra richieste continue e gridi di aiuto su tutto: dal cambio di una lampadina a situazioni ben più gravi e complesse.Abbiamo incontrato molti detenuti nelle sezioni.

Lo sguardo, per fortuna, oltre che sulle infiltrazioni sui muri, l’abbiamo posto sulle persone. Dialoghi e sguardi che non dimenticheremo facilmente. Persone che chiedono soltanto di poter vivere il tempo della loro pena in modo più umano.Rispetto allo scorso anno abbiamo rilevato alcuni interventi che testimoniano il “tentativo” di chi lavora e gestisce la struttura: pareti ridipinte, alcune situazioni di infiltrazioni gestite meglio, zone dichiarate inagibili e oggetto di lavori. Peccato però che troppo spesso l’amministrazione carceraria sia costretta a procedere “per toppe” e non con gli interventi complessivi che una struttura come Sollicciano meriterebbe.

Restano infatti gli arcinoti problemi strutturali: infiltrazioni d’acqua, freddo, spazi non adeguati alle oltre 500 persone che ci vivono. Chi vive e lavora dentro Sollicciano ci ha parlato di fatica, tensione, senso di abbandono. Gli agenti operano con organici ridotti; i detenuti scontano la pena in condizioni che mettono a dura prova la dignità personale.Ora però, pur sapendo che non si tratta di una competenza diretta del Comune, è il tempo di tradurre le analisi e le denunce in azioni.

La Commissione prosegua nell’importante lavoro avviato dal presidente Amato per individuare iniziative concrete che possano migliorare le condizioni di vita dei detenuti, anche e soprattutto prima e dopo il periodo di detenzione.Un carcere adeguato, più umano, moderno e accogliente sarebbe un segno di una città che davvero non lascia da soli gli ultimi”.