Sigfrido Ranucci al Crime Festival di Prato
Il Prato Crime Festival 2026 (11-13 settembre) si configura come un’operazione di sociologia applicata. Con 16 eventi diffusi e figure di spicco come Roberta Bruzzone e Pino Rinaldi, la rassegna sposta il baricentro dal "chi è stato" al "perché è successo". È un passaggio cruciale: la narrazione multidisciplinare su violenza di genere, guerre ibride e sistemi carcerari trasforma la curiosità morbosa in uno strumento di prevenzione sociale.
"Il Prato Crime Festival nasce come uno spazio in cui il racconto dei fenomeni criminali vuole andare oltre la cronaca e il sensazionalismo. Si chiama Prato Crime, ma potrebbe chiamarsi anche Festival delle Domande, perché per tre giorni ci si interrogherà sulle cause, sulle dinamiche e sulle motivazioni alla base di quei fatti che oltrepassano la linea di confine tra il bene e il male" afferma Fabrizio Vespa, curatore del Festival.
Tuttavia è soprattutto la partecipazione di Sigfrido Ranucci al festival a destare attenzione. Proprio mentre sulla sua fama di paladino dell'inchiesta aleggiano le ombre inquietanti sollevate dopo l'"attentato" orchestrato da un amico per aumentare la sua notorietà e favorire una sua possibile ascesa alla guida del governo.
Quando l'investigatore diventa il protagonista del plot, la "Verità" rischia di naufragare in un pantano politico-giudiziario. Questa vicenda dimostra quanto sia arduo per l'opinione pubblica distinguere tra la reale ricerca dei fatti e la costruzione di un personaggio funzionale a dinamiche di potere.
Alle ore 21 di sabato 12 settembre Sigfrido Ranucci sarà al Teatro Politeama Pratese. Il conduttore di Report porterà a Prato il suo spettacolo 'Diario di un trapezista'. Il monologo svelerà ciò che spesso resta fuori dalle telecamere, mostrando il lato meno noto del giornalismo d’inchiesta.